Unione europea e Stati Uniti hanno varato nuovi pacchetti di misure pensati per ridurre le risorse economiche disponibili al Cremlino e ostacolare il finanziamento della guerra in Ucraina. Lo ha sintetizzato in un post su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, mentre oltreoceano il Senato ha approvato un disegno di legge che ora deve ottenere il via libera della Camera dei Rappresentanti.
Le iniziative operative si concentrano su due direttrici: da un lato l’ampliamento delle black list europee contro manager e aziende dell’industria bellica; dall’altro misure statunitensi che colpiscono il commercio di energia e introducono tariffe punitive su determinate importazioni.
Le misure decise a Bruxelles
Nel pacchetto europeo entrano nuovi nominativi collegati alla produzione di armamenti: l’Unione europea ha inserito nella lista delle persone sanzionate cinque persone a cui verranno applicati il congelamento dei beni e il divieto di ingresso nei Paesi membri. Tra i nomi figurano Ramil Nailevich Badgutdinov, direttore della JSC Serpukhov Plant Metallist, indicata come produttrice di componenti di precisione impiegati anche nei missili balistici Iskander-M, e Aleksandr Yurevich Dyukarev, a capo di un’azienda coinvolta nella realizzazione dei missili RS-28 Sarmat.
Bruxelles lavora intanto a un nuovo pacchetto: il cosiddetto 22esimo round di misure, che, secondo alcune indiscrezioni di stampa, potrebbe colpire circa 1.600 imprese russe. L’azione europea punta in particolare a drenare risorse dalla filiera industriale legata alla difesa.
Il pacchetto approvato dal Senato e le tariffe energetiche
Il testo approvato dal Senato americano è una legge di 61 pagine ribattezzata Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act. Il provvedimento introduce misure che mirano a ridurre le vendite di petrolio e gas russi e a punire i principali acquirenti di energia di Mosca.
Tra le misure più rilevanti il provvedimento prevede dazi del 500% sulle importazioni provenienti dalla Russia, compresi petrolio e gas, e dazi del 100% applicati ai cinque principali Paesi importatori di energia russa, con nomi quali Cina e India citati nel testo come destinatari delle restrizioni.
Gli obiettivi: oligarchi, flotta fantasma e catene di approvvigionamento
Oltre alle tariffe, il provvedimento americano estende sanzioni a leader politici, familiari e oligarchi russi e include misure pensate per colpire la cosiddetta flotta fantasma, ovvero le navi usate per eludere gli embarghi. L’insieme delle misure, nelle intenzioni dei promotori, mira a ridurre i canali attraverso cui l’economia russa riceve valuta e componenti strategici.
Nel dibattito in aula la sorella del senatore che ha dato il nome al provvedimento, Darline Graham, ha detto che l’approvazione servirà a “colpire Putin dove fa più male”, costringendo i Paesi a scegliere tra rapporti commerciali con gli Stati Uniti o l’acquisto di energia russa a prezzo più basso.
Prossimi passaggi e calendario
Il disegno di legge ora passa alla Camera dei Rappresentanti, dove il voto non è previsto prima della pausa estiva: i lavori riprenderanno solo a settembre. Sul fronte europeo, le misure adottate sono operative per quanto riguarda il congelamento di beni e i divieti di ingresso, mentre il 22esimo pacchetto è ancora in fase di definizione.
Nel complesso, lo sforzo congiunto dell’Unione e degli Stati Uniti intende ampliare la pressione economica su Mosca intervenendo su persone chiave, catene produttive e mercati energetici, nella speranza di ridurre il sostegno finanziario alla guerra.
