La sospensione temporanea degli accordi di Schengen con la Spagna resta al centro del confronto politico. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato che la misura adottata dall’Italia sarà rivalutata dopo il 15 agosto, data considerata cruciale per verificare l’evoluzione della situazione legata alla crisi migratoria e agli episodi registrati a Ceuta.
Piantedosi: “Misura temporanea prevista dai trattati Ue”
Intervenendo agli incontri “Bar Italia” organizzati da Fratelli d’Italia a Sorrento, Piantedosi ha definito la sospensione di Schengen con Madrid un provvedimento temporaneo consentito dalle normative europee. Secondo il ministro, la misura è stata applicata con criteri selettivi e non comporta un aggravio per i cittadini.
Il titolare del Viminale ha anche criticato la reazione dell’opposizione, definendola “scomposta” e sostenendo che il dibattito sarebbe stato influenzato dal fatto che la decisione ha riguardato un Paese guidato da un governo socialista.
Ceuta e il possibile mantenimento dei controlli
Piantedosi ha spiegato che, alla luce delle informazioni disponibili, appare difficile ipotizzare che dopo il 15 agosto non sussistano più le condizioni per mantenere la sospensione. A motivare questa cautela, secondo il ministro, ci sarebbero anche valutazioni dell’intelligence spagnola, che avrebbe segnalato un nuovo possibile allarme proprio in occasione della giornata del 15 agosto per quanto riguarda Ceuta. La decisione italiana, dunque, sarà sottoposta a una nuova valutazione sulla base degli sviluppi delle prossime settimane.
Piantedosi: “La pressione migratoria non riguarda più solo i Paesi di frontiera”
Nel suo intervento, il ministro ha poi allargato il discorso alla gestione europea dei flussi migratori, sostenendo che l’Unione non possa più affrontare il fenomeno ignorandone la portata complessiva. Secondo Piantedosi, la questione migratoria è stata per troppo tempo considerata un problema limitato agli Stati membri che si trovano sulla prima linea, come l’Italia. Gli eventi verificatisi a Ceuta, a suo giudizio, rappresentano invece la conseguenza di squilibri più ampi, legati sia agli aspetti demografici sia alle differenze economiche e sociali tra i Paesi di origine dei migranti e quelli europei.
“Non siamo sotto assedio, ma bisogna fare tesoro di quanto accaduto”
Il ministro dell’Interno ha comunque invitato a evitare toni emergenziali, precisando che l’Europa non si trova davanti a un vero e proprio assedio. Piantedosi ha però ribadito che esiste una pressione migratoria in grado di generare situazioni come quelle osservate recentemente e che proprio questi episodi devono spingere le istituzioni a intervenire. Secondo il responsabile del Viminale, la gestione del fenomeno richiede quindi una maggiore consapevolezza della sua dimensione e una risposta che tenga conto delle trasformazioni in corso.
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