Sembra che un nuovo tentativo di ingresso collettivo a Ceuta potrebbe avvenire il 15 agosto. Da giorni, sui social network e sulle piattaforme di messaggistica, circola un appello che invita gruppi di migranti a raggiungere la città spagnola situata sulla costa nordafricana. Una campagna che il Centro nazionale d’intelligence spagnolo, il Cni, considera “pienamente credibile”.
La data indicata nei messaggi, tuttavia, potrebbe non essere quella effettivamente scelta dagli organizzatori. Secondo gli 007 spagnoli, infatti, il tentativo potrebbe essere anticipato per sfruttare l’effetto sorpresa ed evitare che l’ampia attenzione mediatica consenta alle autorità di preparare ulteriori misure di sicurezza.
Ceuta, il Cni monitora Facebook, TikTok e WhatsApp
Come riferito dall’emittente spagnola Cadena Ser, i servizi segreti stanno controllando gruppi Facebook, profili TikTok e conversazioni WhatsApp nelle quali vengono condivisi inviti a raggiungere Ceuta. In alcuni dei messaggi circolerebbero anche informazioni false su presunte falle nei controlli alla frontiera.
Il governo spagnolo si è detto pronto a utilizzare tutte le risorse necessarie per affrontare eventuali nuovi tentativi di ingresso. Nell’exclave rimane operativo il dispositivo di sicurezza mobilitato durante la crisi della scorsa settimana: circa 4mila uomini tra agenti della polizia nazionale, Guardia Civil e militari dell’esercito.
Il dispiegamento potrebbe essere ulteriormente rafforzato qualora emergessero segnali concreti di nuove partenze. Le autorità spagnole confidano inoltre nella collaborazione del Marocco, soprattutto attraverso controlli e posti di blocco nell’area di Fnideq, conosciuta durante il periodo coloniale spagnolo come Castillejos e situata al confine con Ceuta.
I rapporti tra le amministrazioni, però, rimangono complessi. Il presidente della città autonoma, Juan Jesús Vivas, ha dichiarato che al momento non esisterebbero contatti diretti con Rabat: “Sono loro a non volerlo. Il Marocco non riconosce la nostra sovranità”.
L’Ue monitora l’appello e denuncia la disinformazione russa
Anche la Commissione europea sta seguendo quanto accade sulle piattaforme digitali. Un portavoce dell’esecutivo comunitario ha spiegato che Bruxelles sta monitorando lo spazio informativo e mantenendo i contatti con le piattaforme online, Frontex, Europol e le autorità spagnole.
L’attenzione, ha sottolineato il portavoce, resterà alta prima, durante e dopo il 15 agosto, giorno indicato nei messaggi come possibile data per il nuovo tentativo di attraversamento.
Secondo la Commissione, inoltre, la crisi di Ceuta sarebbe stata amplificata da canali stranieri impegnati nella manipolazione delle informazioni. In particolare, Bruxelles ha segnalato l’attività di account e circuiti riconducibili alla disinformazione russa, che dal 30 luglio avrebbero rilanciato la vicenda su diverse piattaforme.
Ceuta e la protezione dello spazio Schengen
La crisi riguarda direttamente anche la sicurezza dell’area Schengen. Il commissario europeo agli Affari interni, Magnus Brunner, ha ricordato la “responsabilità collettiva” degli Stati membri nel proteggere i confini esterni dell’Unione attraverso una risposta coordinata, proporzionata e basata sulla situazione reale.
Le norme speciali applicate a Ceuta impediscono alle persone entrate irregolarmente nell’exclave di raggiungere automaticamente la Spagna continentale o altri Paesi dell’Unione europea. Per il momento, dunque, le autorità mantengono alta la vigilanza: l’obiettivo è capire se l’appello del 15 agosto rappresenti un piano organizzato o una campagna costruita per alimentare tensioni e disinformazione.
