Il governo si prepara a rafforzare ulteriormente l’apparato di controllo sui migranti alle frontiere. Nella bozza del decreto che dovrebbe arrivare nel pomeriggio di martedì 4 agosto sul tavolo del Consiglio dei ministri è prevista l’assunzione straordinaria di 500 agenti e assistenti della Polizia di Stato.
Le nuove unità saranno destinate ai servizi legati ai flussi migratori: verifiche preliminari sull’identità e sulla sicurezza, rilevamento delle impronte digitali, fotografie e operazioni segnaletiche svolte dagli uffici di polizia di frontiera e dalle questure.
Migranti, cosa prevede la bozza del decreto
Le assunzioni potranno avvenire “nel limite della dotazione organica” e si aggiungeranno a quelle già consentite dalla normativa vigente. La data indicata è il primo dicembre 2026: prima di allora, specifica il testo, non sarà possibile procedere all’ingresso delle nuove unità nel ruolo iniziale degli agenti e assistenti.
Il provvedimento si inserisce nel percorso avviato dall’Italia per applicare il nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo. Il decreto-legge approvato a giugno ha già affidato alle autorità di frontiera e agli uffici competenti per l’immigrazione le verifiche di identità e sicurezza, il rilevamento fotodattiloscopico e la trasmissione dei dati biometrici al sistema europeo Eurodac.
I 500 agenti serviranno quindi a rendere concretamente operative procedure che moltiplicano controlli, registrazioni e adempimenti sui migranti appena arrivati.
Migranti, nessun rinforzo previsto per le domande di asilo
Nel passaggio della bozza finora circolato non vengono indicate assunzioni parallele per accelerare l’esame delle domande di asilo, garantire assistenza legale o rafforzare i servizi destinati all’accoglienza e alla valutazione delle vulnerabilità.
La scelta delle priorità appare così piuttosto netta: la gestione dei flussi migratori viene affrontata soprattutto come una questione di ordine pubblico, nella quale l’efficienza si misura attraverso la capacità di identificare, schedare e controllare più rapidamente chi attraversa una frontiera.
Anche il lessico della disposizione restituisce questa impostazione: il migrante compare innanzitutto come una persona da sottoporre a verifiche e rilievi, mentre la sua eventuale richiesta di protezione e la storia che porta con sé restano sullo sfondo.
La valutazione delle vulnerabilità
Il decreto di giugno prevede anche controlli sanitari e una valutazione preliminare. Non si tratta soltanto di verificare le condizioni fisiche delle persone appena arrivate: la procedura dovrebbe consentire di individuare eventuali minori, persone apolidi, vittime di tratta, torture o altri trattamenti inumani e degradanti, oltre a chi presenta particolari necessità mediche, psicologiche o di assistenza.
Nella bozza del decreto si legge che, “per il potenziamento dei servizi di controllo delle frontiere e dei flussi migratori”, comprese le verifiche di identità e sicurezza e le operazioni di rilevamento fotodattiloscopico, è autorizzata “l’assunzione straordinaria di cinquecento unità” della Polizia di Stato non prima del primo dicembre 2026.
Una procedura delicata, che richiede personale specializzato e mediatori culturali. La nuova assunzione, però, rafforza soprattutto identificazioni, controlli e raccolta dei dati biometrici.
