Emmanuel Macron ha affermato che la Francia sta vivendo “la più grave emergenza incendi dalla Seconda Guerra Mondiale” mentre vaste aree del sud-ovest sono interessate da roghi ancora attivi. Le squadre di vigili del fuoco, affiancate da unità militari, stanno costruendo barriere tattiche e intervenendo sui focolai per contenere le linee di fuoco. Il quadro operativo resta difficile per il caldo prolungato e l’assenza di precipitazioni previste sulle zone più colpite.
Le autorità sul campo indicano come priorità le evacuazioni mirate, la protezione delle persone e il contenimento dei fronti prossimi agli insediamenti. In parallelo sono impiegati mezzi aerei per i lanci di ritardanti e colonne di rinforzo per mettere in sicurezza centri abitati e infrastrutture critiche.
L’emergenza incendi in Francia: “La peggiore dal dopoguerra”
Nel dipartimento di Gironde le autorità locali hanno riferito che il fronte principale è rimasto stabile durante la notte e che diverse fiammate vicino a Le Porge e Cap Ferret sono state riportate sotto controllo. I team hanno ripreso alle 6.30 la creazione di fasce tagliafuoco per limitare la propagazione. L’area percorsa dal fuoco ha raggiunto 42.000 ettari, mentre risultano completati 103 chilometri di tagliafuoco per arrestare l’avanzata delle fiamme lungo i fronti attivi.
Le operazioni hanno avuto un costo umano: le autorità hanno segnalato oltre 90 pompieri feriti durante gli interventi. Sul terreno proseguono i lanci aerei di ritardante e le manovre di contenimento per proteggere abitazioni e snodi infrastrutturali.
La prefetta della Gironda, Sophie Brocas, ha deciso di vietare qualsiasi manifestazione sportiva e culturale fino a sabato 8 agosto, a causa degl incendi che colpiscono il dipartimetno del sud-ovest della Francia. L’ordinanza è valida per l’insieme del territorio girondino. All’emergenza incendi, da oggi si aggiunge quella di una nuova ondata di caldo torrido confermata da Météo-France.
Meteo e qualità dell’aria: i numeri
Il servizio meteorologico nazionale ha emesso allerte per ondate di calore nelle aree interessate, con temperature previste intorno a 33–35 °C e assenza di piogge che complica gli sforzi di spegnimento. L’aria nelle aree urbane prossime ai fronti risulta compromessa dalla presenza di fumo.
L’accademico Richard Pope ha segnalato un forte aumento delle polveri sottili: “Negli ultimi giorni Bordeaux ha sperimentato concentrazioni di PM2.5 superiori a 100 µg/m3, rispetto alla soglia giornaliera di sicurezza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di 15 µg/m3“. Pope ha avvertito che la diffusione del fumo su scala regionale aumenta i rischi per la salute di milioni di persone.
Spagna, evacuazioni e ostacoli storici ai soccorsi
In Spagna la crisi ha imposto evacuazioni di massa: il ministero dell’Interno ha comunicato che 63.152 persone hanno lasciato le proprie abitazioni nelle regioni di Madrid, Toledo e Ávila. Nelle aree agricole è stata sospesa temporaneamente la raccolta con macchine agricole per motivi di sicurezza.
Sui fronti orientali i pompieri operano con rischi aggiuntivi. Il capo dei vigili del fuoco di Valencia, Chevi Bolumar, ha spiegato che gli interventi sono complicati dalla presenza di ordigni inesplosi risalenti alla guerra civile: depositi sepolti che possono detonare se esposti al calore. Il terreno montuoso e i resti di linee difensive storiche rendono più pericolose le manovre di spegnimento e di bonifica.
La provincia di Ávila risulta tra le più colpite: la ministra per la Transizione Ecologica, Sara Aagesen, ha dichiarato che i roghi hanno bruciato più di 50.000 ettari, facendo di quell’incendio il più esteso registrato in Spagna. In quella provincia le autorità hanno evacuato oltre 25.000 persone e confinato nelle proprie abitazioni più di 8.700 residenti.
