La direttiva Unione europea 2024/1799 introduce il diritto alla riparazione e obbliga i produttori a intervenire sugli elettrodomestici anche dopo la scadenza della garanzia. Gli Stati membri devono recepire la norma entro il 31 luglio, con regole su tempi, costi e informazioni che il consumatore deve ricevere prima di autorizzare l’intervento.
Il provvedimento punta ad aprire il mercato dell’assistenza oltre i canali proprietari dei marchi. Su questo punto Mattia Borghi, presidente di Cna riparatori elettrodomestici, ha spiegato a La Stampa: «L’assistenza è, di fatto, a circuito chiuso mentre ora si aprirà un po’ di sana concorrenza».
Il diritto alla riparazione degli elettrodomestici
Quando tecnicamente possibile, i produttori devono effettuare la riparazione anche oltre la garanzia, offrendo l’intervento gratuitamente o a un prezzo ragionevole e in tempi congrui. Prima di aprire la pratica, il riparatore deve consegnare al cliente un modulo europeo con l’elenco delle operazioni previste, i prezzi stimati, la durata dei lavori e l’eventuale sostituzione di componenti.
Le condizioni indicate nel modulo restano valide per 30 giorni. I produttori sono inoltre tenuti a favorire l’accesso a pezzi di ricambio e a strumenti sostitutivi a condizioni che non scoraggino la riparazione. Se il bene non può essere rimesso in funzione, è prevista la possibilità di proporre un’alternativa ricondizionata.
Tutele per i consumatori e impatto ambientale
L’obiettivo dichiarato è ridurre lo smaltimento prematuro e contrastare l’obsolescenza programmata, orientando la progettazione verso prodotti più riparabili e riciclabili. Assoutenti evidenzia che, per i beni ancora in garanzia, la scelta della riparazione al posto della sostituzione comporta l’estensione di un anno della responsabilità a carico del produttore.
Sul piano ambientale e sociale, Gabriele Melluso (Assoutenti) richiama il volume dei rifiuti generati dalla dismissione di beni riparabili: ogni anno in Europa si accumulano circa 35 milioni di tonnellate di scarti. L’esecutivo europeo stima inoltre uno spreco annuo vicino a 12 miliardi di euro dovuto alla sostituzione di merci ancora utilizzabili.
Recepimento in Italia e responsabilità per importatori
L’Italia ha avviato il recepimento con uno schema di decreto legislativo che modifica il Codice del Consumo: il testo è stato trasmesso alle Camere il 9 luglio ed è all’esame del Senato. La direttiva prevede anche una piattaforma online unica europea della riparazione per facilitare la ricerca di operatori qualificati e venditori di beni ricondizionati entro il 31 luglio 2027.
Per i prodotti immessi sul mercato da produttori extra‑Unione europea, la responsabilità degli obblighi di riparazione e informazione grava sul rappresentante autorizzato nell’Unione o sull’importatore, a tutela della tracciabilità e dell’effettiva possibilità di intervento indipendentemente dalla provenienza del bene. Con il recepimento entro il 31 luglio, le nuove regole diventano operative a livello nazionale.
