Atterraggio d’emergenza: cosa rischiano passeggeri e compagnie aeree? Un dirottamento imprevisto, le maschere d’ossigeno che calano sul volto o una virata brusca verso lo scalo più vicino. L’emergenza ad alta quota fa sempre paura, ma nella grande maggioranza dei casi un atterraggio non programmato è l’applicazione rigida dei protocolli di sicurezza. Tra panico in cabina, danni economici e responsabilità legali, ecco cosa succede quando un volo interrompe la rotta.
Perché scatta l’atterraggio d’emergenza
I motivi che spingono un equipaggio a virare verso lo scalo più vicino (dichiarando il codice d’emergenza 7700 alla torre di controllo) sono molteplici:
- malori dell’equipaggio o del comandante: se il pilota si sente male, il primo ufficiale prende il controllo e richiede l’atterraggio immediato con precedenza assoluta sui soccorsi a terra;
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malori collettivi o odori sospetti: problemi al sistema di condizionamento dell’aria o fumo in cabina possono causare vertigini o malessere diffuso a passeggeri ed equipaggio;
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oggetti pericolosi a bordo: batterie al litio o power bank incustoditi nella stiva o in cabina rappresentano un forte rischio di sovraccarico termico (thermal runaway) e potenziale incendio;
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depressurizzazione e guasti strutturali: cedimenti a finestrini o lesioni alla fusoliera provocano la caduta immediata delle maschere d’ossigeno e costringono i piloti a una discesa rapida a oltre 1.500 metri al minuto per portare l’aereo sotto i 3.000 metri, dove l’aria torna ad essere respirabile.
Cosa rischiano i passeggeri in un atterraggio d’emergenza
A bordo del velivolo le conseguenze fisiche dirette sono generalmente contenute, ma non assenti. In caso di rapida svalutazione della pressione interna, i passeggeri possono riportare barotraumi all’apparato uditivo (come lesioni al timpano). Nelle situazioni in cui si renda necessaria l’evacuazione immediata tramite gli scivoli gonfiabili, il pericolo principale è il panico: escoriazioni e piccole lussazioni sono comuni, spesso causate dal tentativo scorretto di recuperare i bagagli a mano.
Ben diversa è la situazione se l’atterraggio viene causato dal comportamento irresponsabile di un passeggero (fumo nei bagni, tentativi di aprire i portelloni o aggressioni). In sede penale si rischia l’incriminazione per procurato allarme e interruzione di pubblico servizio. In sede civile, invece, la compagnia aerea ha la facoltà di rivalersi sul singolo passeggero, richiedendo risarcimenti che variano dai 10.000 ai 50.000 euro per coprire i costi di carburante, le tasse aeroportuali extra e la gestione dei viaggiatori bloccati.
Per le compagnie aeree è un salasso economico
Per le compagnie aeree un dirottamento d’emergenza rappresenta un incubo logistico ed economico. Il Regolamento Europeo (CE) 261/2004 impone al vettore il dovere di assistenza immediata a terra: cibo, bevande, eventuali pernottamenti in hotel e trasporti alternativi (bus, treni o taxi) per raggiungere la destinazione finale. I diritti economici dei passeggeri si dividono in due casistiche:
- se l’emergenza è imputabile alla compagnia (ad esempio, un guasto tecnico dovuto a scarsa manutenzione o carenza di equipaggio), non si può invocare la causa di forza maggiore. Oltre ai rimborsi delle spese sostenute, la compagnia versare una compensazione pecuniaria diretta compresa tra 250 e 600 euro a passeggero;
- se l’emergenza è una circostanza eccezionale (ad esempio, malore improvviso di un passeggero o condizioni meteo estreme), la compensazione pecuniaria non è dovuta, ma resta sempre obbligatoria la copertura delle spese di assistenza o il rimborso del biglietto non usufruito.
In Italia, i passeggeri che incontrano ostacoli nell’ottenere rimborsi o compensazioni possono inviare un reclamo formale alla compagnia (da inoltrare entro 6 mesi) e, in caso di mancata risposta entro 6 settimane, inoltrare la segnalazione all’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) o fare ricorso al Centro Europeo Consumatori (ECC-Net). Nei casi più gravi o di reiterate violazioni di manutenzione, l’ENAC può avviare ispezioni approfondite sulla flotta e applicare pesanti sanzioni amministrative.
