Abderrahim Fakir sarebbe morto soffocato dal suo stesso sangue. È quanto emerge dai primi accertamenti eseguiti attraverso una Tac sul corpo del 42enne, deceduto domenica 19 luglio durante un intervento della polizia in via Italo Svevo, nel quartiere Pilastro di Bologna.
Secondo il riscontro radiologico riportato da Repubblica Bologna, Fakir aveva i polmoni pieni di sangue e le vie aeree completamente ostruite. Si tratta di un elemento rilevante per ricostruire il meccanismo che ha portato alla morte, ma non ancora di una conclusione medico-legale definitiva.
L’autopsia dovrà infatti confermare quanto indicato dalla Tac, individuare l’origine del sanguinamento e stabilire l’eventuale rapporto tra il decesso, le lesioni riscontrate sul corpo e le diverse fasi dell’intervento.
L’autopsia al Sant’Orsola
L’esame autoptico inizierà alle 11 nel padiglione 18 dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna. L’incarico è stato disposto dalla Procura nell’ambito del fascicolo aperto per omicidio colposo.
I consulenti dovranno effettuare anche esami istologici e tossicologici. I pubblici ministeri hanno inoltre chiesto di verificare la correttezza delle manovre di rianimazione eseguite dagli operatori sanitari intervenuti in via Svevo.
La Procura ha assegnato ai consulenti 90 giorni per completare gli accertamenti. Le conclusioni definitive, dunque, potrebbero non essere disponibili immediatamente dopo l’autopsia.
Nel procedimento sono coinvolti i due poliziotti e i quattro operatori della Croce Rossa presenti durante le diverse fasi dell’intervento. I loro nomi sono stati inseriti nel registro delle annotazioni preliminari previsto dall’articolo 45-bis: non risultano formalmente indagati, ma possono partecipare agli accertamenti irripetibili attraverso i propri consulenti.
Il nuovo video diffuso dalla famiglia
Nelle ultime ore l’avvocato Fabio Anselmo, che assiste i familiari di Fakir, ha diffuso un nuovo filmato ricevuto dalla famiglia. Le immagini mostrano il 42enne a terra mentre gesticola e parla con due agenti, che si trovano in piedi davanti a lui.
Secondo Anselmo, il video “dimostra che Fakir era tranquillo”. La dichiarazione rappresenta la valutazione del legale e non un accertamento investigativo. La clip documenta infatti una singola fase della vicenda e dovrà essere esaminata insieme agli altri filmati acquisiti dalla Procura.
Alcuni video relativi ai momenti precedenti mostrano Fakir in stato confusionale nelle strade del Pilastro. Le immagini registrate dalla bodycam di uno dei poliziotti documenterebbero inoltre un precedente contatto tra l’uomo e un’altra persona.
Gli accertamenti sull’intervento
La Procura sta ricostruendo l’intera sequenza dei fatti: dalle prime segnalazioni dei residenti alle comunicazioni tra la polizia e il 118, fino al contenimento di Fakir e ai tentativi di rianimazione.
Il dato emerso dalla Tac concentra ora l’attenzione sulla presenza di sangue nei polmoni e nelle vie respiratorie. Sarà però l’autopsia a dover chiarire da dove provenisse il sangue, quando si sia verificato il sanguinamento e quale sia stato il suo ruolo effettivo nella morte del 42enne.
