Proseguiva il percorso di presa in carico sanitaria di Abderrahim Fakir, il 42enne morto il 19 luglio nel quartiere Pilastro di Bologna durante un intervento delle forze dell’ordine. Nelle settimane precedenti al decesso, infatti, l’uomo era già entrato nel circuito dell’assistenza psichiatrica territoriale.
Dopo essersi presentato il 20 giugno al pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Bologna per un problema di natura psichiatrica, Fakir era stato indirizzato al Centro di salute mentale (Csm) competente. Secondo quanto risulta all’ANSA, nei giorni successivi si era effettivamente presentato alla struttura, dove era stato visitato dagli specialisti e preso in carico.
La richiesta di aiuto e la prima visita
Alcuni dettagli emersi nelle ultime ore aiutano a ricostruire meglio quel passaggio. Secondo Il Resto del Carlino, il 20 giugno Fakir arrivò al Maggiore in ambulanza, dopo essersi procurato una ferita a un polso, ritenuta compatibile con un gesto autolesionistico. Al triage il motivo dell’accesso venne registrato come “Psichiatrica – preoccupazione per il benessere del paziente”. Ai sanitari avrebbe inoltre riferito di sentirsi depresso e avrebbe chiesto di poter parlare con uno psichiatra.
Al Centro di salute mentale il 42enne venne quindi sottoposto a una valutazione clinica. Gli specialisti formularono una prima diagnosi, confermarono una terapia farmacologica e avviarono il percorso di assistenza. La natura della diagnosi e i farmaci prescritti non sono stati resi pubblici.
Un secondo appuntamento fissato ad agosto
Il percorso non si era fermato alla prima visita. Sempre secondo quanto appreso dall’ANSA, a Fakir era stato fissato un secondo appuntamento nei primi giorni di agosto, durante il quale gli specialisti avrebbero rivalutato il quadro clinico e deciso come proseguire il trattamento.
La vicenda continua intanto a essere al centro dell’inchiesta della Procura di Bologna, che sta ricostruendo gli ultimi giorni di vita del 42enne e le circostanze della sua morte. Gli elementi emersi sul suo stato di salute confermano che, nelle settimane precedenti ai fatti, Fakir aveva cercato assistenza sanitaria e aveva già iniziato un percorso di cura che avrebbe dovuto proseguire ad agosto.
