Il governo provinciale di Hainan ha vietato la vendita di auto nuove esclusivamente a benzina o diesel a partire dal 2030. La misura rientra nel piano per i veicoli a energia pulita varato nel 2019, testato prima sulle flotte pubbliche e poi esteso ai privati con deroghe per i mezzi speciali che non possono essere sostituiti da modelli elettrificati. L’isola punta a superare entro fine decennio 1,5 milioni di «veicoli a nuova energia», anticipando di cinque anni la scadenza fissata dall’Unione europea.
La scelta di concentrare il divieto su Hainan è legata anche alla conformazione del territorio: circa 35.000 chilometri quadrati con una strada costiera lunga oltre 600 km, una cornice che secondo l’amministrazione facilita la distribuzione capillare delle colonnine. Il piano fissa tappe intermedie, prevede l’uso delle flotte pubbliche come banco di prova e consolida il passaggio ai privati solo dopo i primi riscontri operativi.
Cosa prevede il divieto e chi è escluso
Nel documento provinciale, l’espressione «veicoli a nuova energia» comprende sia le auto completamente elettriche sia le ibride plug‑in. Queste ultime restano dotate di un motore termico che entra in funzione quando la batteria si esaurisce. Di conseguenza, la norma vieta la vendita delle sole vetture nuove esclusivamente a benzina o diesel, non impone la rottamazione dei modelli già immatricolati e non esclude l’uso di carburante nei veicoli plug‑in. La road map disegnata dall’amministrazione limita le immatricolazioni future dei veicoli tradizionali senza interventi retroattivi sul parco circolante.
L’impostazione è graduale: prima le flotte pubbliche, poi l’espansione tra i privati e i professionisti, con verifiche sul campo sulla disponibilità reale delle infrastrutture. La morfologia dell’isola – un perimetro servito da un’unica arteria costiera principale – permette di pianificare le installazioni prioritarie in nodi turistici e urbani, con successivi completamenti nelle aree meno dense.
Rete di ricarica e autosufficienza elettrica
La tenuta della rete è centrale. Hainan dipende in misura significativa dall’energia importata e fissa l’obiettivo di un’autosufficienza elettrica del 24% entro il 2025 e del 54% entro il 2030, da raggiungere con nuovi impianti e maggiore ricorso alle rinnovabili. Nelle note di pianificazione le autorità avvertono che, senza più produzione locale, «si rischierebbe di spostare il problema dalle stazioni di servizio alle prese di corrente».
Sul fronte delle colonnine, il programma punta a una densità tale da arrivare, a regime, a circa un punto ogni due mezzi. È un traguardo prospettico: i dati ufficiali citati nel documento, aggiornati a settembre 2020, fotografano un sistema ancora lontano da quel livello. In quel momento sull’isola circolavano circa 45.000 veicoli a nuova energia – pari al 3,1% del parco locale – e risultavano installati 18.000 punti di ricarica, di cui 8.790 accessibili al pubblico, con un rapporto medio di 2,4 mezzi per presa.
Il roll‑out delle infrastrutture segue una logica di adeguamento progressivo alla domanda: le installazioni devono avanzare di pari passo con l’aumento delle immatricolazioni elettrificate e con verifiche dedicate ai periodi di picco del turismo e alla mobilità locale quotidiana. È previsto un monitoraggio continuo dei tassi di utilizzo per calibrare potenze, ubicazioni e numero di stalli.
Obiettivi numerici e prossime tappe
Gli obiettivi indicati sono puntuali: stop alle immatricolazioni di vetture esclusivamente termiche dal 2030; oltre 1,5 milioni di veicoli a nuova energia entro la fine del decennio per superare la soglia del 45% del parco complessivo; ribilanciamento del mix energetico attraverso l’aumento della produzione locale. In parallelo, il piano conferma la convivenza tra soluzioni completamente elettriche e ibride plug‑in, riconoscendo che i motori termici resteranno in circolazione sui veicoli già registrati per un periodo prolungato.
La strategia viene trattata come un esperimento in scala provinciale: osservazione dei comportamenti d’uso, misurazione della risposta dei privati, prova di carico della rete e potenziamento delle rinnovabili. Le autorità chiariscono che l’ampliamento delle colonnine deve «seguire da vicino» la curva delle nuove immatricolazioni elettrificate, così da evitare colli di bottiglia sia in ambito urbano sia lungo i principali corridoi stradali a vocazione turistica.
Il prossimo punto di verifica è fissato al 2025: l’isola dovrà dimostrare di aver raggiunto il 24% di autosufficienza elettrica e una rete di ricarica in grado di assorbire l’aumento dei veicoli a nuova energia senza penalizzare i tempi di rifornimento nelle aree più trafficate.
