I titolari dello stabilimento balneare Segesta sono stati iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo in relazione alla morte di Alice Ferrari, bambina di 11 anni, avvenuta a Sestri Levante.
La bambina era rimasta bloccata sott’acqua con i capelli impigliati in un bocchettone di aspirazione, circostanza che ha portato all’avvio delle indagini penali coordinate dal sostituto procuratore Fabrizio Givri, il quale ha disposto l’autopsia sul corpo della piccola.
Accertamenti sulle misure di sicurezza della piscina di Sestri Levante in cui è morta la bambina
La vasca è stata posta sotto sequestro mentre gli investigatori verificano le misure di sicurezza e la conformità alle norme regionali; la piscina, di piccole dimensioni e profonda circa un metro, non prevedeva la presenza di un assistente bagnanti, elemento che verrà valutato nell’ambito dell’inchiesta.
Tra gli aspetti al centro degli accertamenti figurano il rispetto della normativa regionale che vieta l’utilizzo delle piscine ai minori di 12 anni non accompagnati e la segnaletica prevista, e la capitaneria di porto di Santa Margherita Ligure ha verificato l’assenza del cartello che richiama tale disposizione.
Interventi al momento dell’incidente e profili di responsabilità
A tentare di liberare la bambina è stato il titolare dello stabilimento, che ha tagliato con un coltello i capelli rimasti incastrati nel bocchettone di aspirazione; l’azione immediata è uno degli elementi che gli inquirenti stanno ricostruendo insieme ad altri profili di eventuale responsabilità.
Il coordinamento dell’accertamento medico-legale e gli esami autoptici dovrebbero chiarire le cause immediate del decesso, mentre la famiglia ha richiesto l’espianto degli organi che verrà autorizzato dopo l’esame autoptico disposto dal pm. I due titolari, un uomo e una donna, sono assistiti dagli avvocati Claudio Zadra e Angelo Paone.
