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Prato, drone sorvola il carcere della Dogaia: trovati cinque cellulari con schede Sim

L'intervento della Polizia penitenziaria e l'analisi delle immagini di videosorveglianza hanno permesso di recuperare un involucro contenente cinque smartphone destinati ai detenuti del reparto di Alta Sicurezza

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Prato, drone sorvola il carcere della Dogaia: trovati cinque cellulari con schede Sim

Prato, drone sorvola il carcere della Dogaia: trovati cinque cellulari con schede Sim

Ludovica Bartolini di Ludovica Bartolini

Nata a Napoli nel 2002, ho conseguito una laurea in Arti, Spettacolo ed Eventi Culturali e una in Journalism and Multimedia Communication. Mi occupo di cultura, cinema e spettacolo

Nuovo tentativo di introdurre dispositivi elettronici all’interno del carcere della Dogaia di Prato. Un drone è stato individuato mentre sorvolava il penitenziario, avvicinandosi alla sezione di Alta Sicurezza. L’allarme lanciato dagli operatori della Polizia penitenziaria ha fatto scattare immediatamente i controlli, consentendo di recuperare un involucro nascosto all’interno del muro di cinta con cinque smartphone, tutti dotati di schede Sim perfettamente funzionanti. Lo rende noto la Procura di Prato.

Il recupero dei telefoni grazie alla videosorveglianza

Secondo quanto comunicato dalla Procura, l’individuazione del drone è stata possibile grazie al sistema di videosorveglianza installato nella struttura. Le immagini hanno indirizzato gli operatori verso un’area del passeggio interno, dove durante la successiva bonifica è stato rinvenuto un pacco contenente i cinque telefoni cellulari, pronti per essere recuperati dai detenuti.

La Dogaia al centro delle indagini

L’episodio si inserisce in un quadro investigativo già noto. Negli ultimi mesi il carcere pratese è stato più volte al centro di inchieste sul traffico di cellulari, droga e altri oggetti vietati, introdotti con tecniche sempre più sofisticate, tra cui l’impiego di droni, lanci dall’esterno e altri stratagemmi. Proprio per contrastare il fenomeno sono in corso l’installazione di sistemi anti-drone e il potenziamento della videosorveglianza all’interno della struttura.

Proseguono le indagini

La Procura sta ora cercando di risalire ai responsabili del tentativo di introduzione dei telefoni e di verificare eventuali collegamenti con le organizzazioni che riforniscono i detenuti di dispositivi elettronici. Gli smartphone sequestrati saranno analizzati dagli investigatori per ricostruirne la provenienza e individuare i destinatari all’interno del penitenziario.

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