14 luglio 2026 – Sono entrati in vigore numerosi divieti in spiaggia nell’estate 2026: si tratta di ordinanze che regolano orari, accessi, comportamenti e perfino il tipo di attrezzatura che può essere utilizzata. Ogni Comune interviene in base alle caratteristiche del proprio litorale, cercando un equilibrio tra tutela ambientale, sicurezza, turismo e decoro.
Divieti in spiaggia 2026: cosa cambia da Rimini alla Sardegna
A Rimini la spiaggia resta accessibile fino a tarda sera, ma tra l’una e le 5 del mattino non si può entrare sull’arenile. Gli stabilimenti devono garantire ai clienti la possibilità di rimanere almeno fino alle 22 e mantenere accesi gli impianti di illuminazione fino alle 5. Confermato anche lo stop a bicchieri e cannucce di plastica monouso. Il cibo da asporto può essere consegnato direttamente sotto l’ombrellone, ma soltanto usando contenitori di carta, materiali naturali o compostabili.
In Sardegna le regole puntano soprattutto a difendere un patrimonio naturale sottoposto ogni estate a una forte pressione turistica. L’ordinanza regionale vieta di portare via sabbia, ciottoli e conchiglie e rafforza la protezione delle dune e dei siti di nidificazione delle tartarughe marine. Il divieto riguarda anche il semplice possesso di piccole quantità di materiale prelevato dal litorale senza autorizzazione.
Ombrelloni vietati e spiagge a numero chiuso
A Olbia sono vietati negli stabilimenti gli ombrelloni in stile hawaiano realizzati in rafia sintetica, poliammide o derivati della viscosa. Secondo il Comune, i filamenti rilasciati dai materiali possono mescolarsi alla sabbia e alla vegetazione, contribuendo alla dispersione delle microplastiche.
A Punta Molentis, invece, il primo provvedimento aveva vietato l’ombrellone alle persone tra gli 11 e i 64 anni, salvo la presenza di bambini o anziani. Dopo le polemiche, il Comune di Villasimius ha fatto marcia indietro. Ora è consentito un ombrellone per ogni famiglia o gruppo, ma deve essere collocato con l’assistenza del personale. Restano la prenotazione, il ticket, il numero chiuso e il divieto di sostare sulle dune.
Accesso alla battigia, frane e regole sul decoro
Sul litorale romano l’accesso alla battigia deve rimanere libero e gratuito. A Ostia gli stabilimenti sono quindi obbligati a lasciare passaggi aperti, visibili e segnalati anche a chi non ha pagato lettino e ombrellone.
Nelle Marche, a Sirolo, i divieti sono legati soprattutto al rischio di frane e crolli lungo la falesia del Conero. Diversi tratti sono interdetti o accessibili soltanto con limitazioni. La spiaggia delle Due Sorelle può essere raggiunta esclusivamente via mare, mentre il sentiero del Passo del Lupo resta vietato. Chi entra o sosta nelle zone interdette rischia una sanzione fino a 500 euro.
Le ordinanze non si fermano alla sabbia. A Gallipoli, fino al 30 settembre, è vietato circolare o sostare a torso nudo o in costume nelle vie, nelle piazze, nei parchi pubblici, sui mezzi e negli esercizi commerciali, con alcune eccezioni per le aree immediatamente collegate al mare.
