L’Ufficio di Stato Civile dell’Ecuador ha introdotto da maggio la possibilità di indicare gli animali domestici come testimoni simbolici nelle nozze civili. La misura non sostituisce i testimoni umani richiesti per la validità dell’atto, ma consente di apporre l’impronta della zampa su un apposito certificato. Il contesto demografico viene citato come leva del cambiamento: nel Paese vivono 7,6 milioni di cani e gatti su circa 19 milioni di abitanti.
A Quito, Diana Tupiza e Andrés Alquinga hanno scelto la loro cagnolina Luna come testimone simbolico: la zampa è finita sul documento accanto alle firme della coppia e dei testimoni umani. Il certificato usato nella cerimonia era intitolato «Certificato di matrimonio simbolico» e prevedeva uno spazio specifico con la dicitura «impronta della zampa del tuo amico peloso». Luna, un pechinese, per l’occasione indossava un abito di tulle rosa e nero cucito dalla madre della sposa.
Come funziona la firma simbolica
La nuova disciplina non elimina l’obbligo delle sottoscrizioni umane: gli animali non sostituiscono le firme previste dalla legge e la loro presenza resta un segno simbolico. La documentazione impiegata nelle cerimonie chiarisce la natura non vincolante della “firma” animale e riserva gli spazi alle firme dei testimoni umani, con una sezione separata per l’impronta dell’animale.
Dall’avvio della possibilità, da maggio, più di 50 coppie hanno optato per cerimonie civili con testimoni simbolici non umani. Nella prassi, gli sposi utilizzano l’area dedicata all’impronta e completano tutti gli adempimenti richiesti per la validità dell’atto, senza deroghe alle regole formali.
Le voci dei protagonisti
La madre della sposa, Luz Lima, si è occupata dell’abito di Luna e ha commentato: «È meglio scegliere qualcuno… che sappia cosa sta firmando». Durante la prova del vestito, ha aggiunto: «Sono tempi moderni».
Andrés Alquinga ha spiegato la scelta così: «Gli animali potrebbero non essere in grado di parlarci o di darci consigli, ma sono lì per donarci tutto l’amore che hanno». Per Diana Tupiza, l’inclusione di Luna ha avuto anche un valore rappresentativo: «Ho tre cani e un gatto. Per me sarebbe stato fantastico se fossero potuti essere tutti qui, ma credo che lei rappresenti sia gli animali che sono qui sulla terra, sia quelli che sono in cielo».
Le motivazioni dell’amministrazione
Otton Rivadeneira, direttore dell’Ufficio di Stato Civile dell’Ecuador, ha richiamato l’adeguamento alle nuove forme familiari e ha detto che l’ufficio si sta adeguando «a queste esigenze attuali e moderne». Ha collegato l’introduzione dei testimoni simbolici ai cambiamenti demografici emersi con l’ultimo censimento, che fotografa una presenza molto ampia di animali nelle famiglie del Paese. Il dato — 7,6 milioni di cani e gatti su 19 milioni di abitanti — è stato citato come elemento concreto alla base della scelta.
Precedenti e confronti internazionali
La soluzione ecuadoriana ha riscontri in altri ordinamenti. In 23 Stati degli Stati Uniti non è richiesto che i testimoni siano umani perché un matrimonio sia considerato valido; in alcune giurisdizioni animali hanno già lasciato l’impronta della zampa sulla licenza al posto della firma. Nel 2024, per esempio, una coppia di New York ha indicato come testimone un lama femmina soprannominata «J».
L’adozione della pratica in Ecuador risulta in crescita: da maggio più di 50 cerimonie hanno già previsto la presenza di testimoni simbolici non umani. Eventuali modifiche operative o sviluppi applicativi saranno seguiti dall’Ufficio di Stato Civile, che ha motivato la scelta con l’esigenza di aggiornare pratiche e registri rispetto alle nuove configurazioni familiari.
