4 luglio 2026 – Un nuovo colpo al cuore della ’ndrangheta a Reggio Calabria. Dalle prime ore di questa mattina, oltre 500 agenti della Polizia di Stato e militari dell’Arma dei carabinieri sono impegnati in una vasta operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Le misure cautelari riguardano complessivamente 79 persone: 73 sono state condotte in carcere, mentre per altre sei sono stati disposti gli arresti domiciliari. L’operazione ha colpito esponenti ritenuti legati alle storiche cosche De Stefano, Tegano e Condello e ad altre articolazioni criminali attive nella città.
Reggio Calabria, le accuse contestate ai 79 indagati
Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, estorsione, rapina, porto e detenzione illegale di armi da fuoco. Polizia e carabinieri hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare emesse nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura distrettuale antimafia reggina.
Le contestazioni dovranno ora essere valutate nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza degli indagati. Secondo quanto emerso dalle prime informazioni diffuse dagli investigatori, le indagini avrebbero ricostruito gli interessi economici delle cosche, dal traffico di droga alle estorsioni imposte a commercianti e imprenditori.
’Ndrangheta, colpite le cosche De Stefano, Tegano e Condello
Al centro dell’operazione ci sono alcune delle famiglie storicamente più influenti della criminalità organizzata di Reggio Calabria. I De Stefano e i Tegano hanno la propria roccaforte soprattutto nella zona nord della città, mentre i Condello rappresentano da decenni un altro dei gruppi centrali negli equilibri criminali reggini.
Cosche già colpite in passato da arresti e processi, ma che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbero riuscite a riorganizzarsi, sostituendo progressivamente i vecchi vertici e mantenendo una presenza capillare sul territorio. Le misure eseguite questa mattina avrebbero raggiunto persone considerate appartenenti a differenti livelli delle organizzazioni: dai presunti vertici fino agli uomini incaricati di gestire le attività sul territorio.
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