12 luglio 2026 – Piero Pelù torna a far discutere per le sue prese di posizione politiche. Durante le tappe del tour con cui i Litfiba celebrano i 40 anni dell’album “17 Re”, il cantante ha intervallato le canzoni con una serie di attacchi rivolti, tra gli altri, al presidente statunitense Donald Trump e al premier israeliano Benjamin Netanyahu.
PIERO PELÙ
In certi casi, giunti a questi livelli, sarebbe necessario ritirarsi invece di fare queste buffonate .
Che 🤡⬇️ pic.twitter.com/BNov7cbmiv— Virna (@Virna25marzo) July 11, 2026
Piero Pelù contro Trump e Netanyahu
Sul palco, Pelù ha mostrato una testa in silicone con i capelli arancioni, legata a una corda e fatta roteare come un lazo. La scena è stata riproposta durante i concerti di Pescara, Milano e Villafranca di Verona. Pelù rivolgendosi al pubblico, ha dichiarato: “Eccolo lo scalpo, eccolo qua. Sembra facile, ma vallo a prendere tu lo scalpo di quella testa di ca**o di Trump”.
Subito dopo il cantante ha rivolto un attacco anche a Netanyahu, definendolo “quel grandissimo pezzo di me**a”. Pelù ha quindi chiesto di fermare l’offensiva israeliana contro la popolazione palestinese, mentre la band eseguiva il brano “Tex”.
l richiamo di Fratelli d’Italia a De Gregori
Le parole di Pelù hanno provocato la reazione di Fratelli d’Italia, che ha richiamato le recenti dichiarazioni di Francesco De Gregori sul rapporto tra musica e politica. Lo scorso maggio il cantautore aveva criticato gli artisti che utilizzano il palco per lanciare proclami, chiedendosi se fosse davvero necessario che Bruce Springsteen dichiarasse pubblicamente la propria opposizione a Trump. “Provo imbarazzo quando chi promuove uno spettacolo si schiera in maniera netta e apodittica”, aveva affermato, precisando di non sentirsi «superiore al pubblico» né nella posizione di “dare lezioni su Gaza o sull’Iran”. Una presa di posizione che FdI ha rilanciato per contestare i toni utilizzati dal frontman dei Litfiba.
Piero Pelù, i messaggi contro le guerre
Nel corso degli spettacoli, diversi brani storici della band sono stati accompagnati da riferimenti all’attualità politica e sociale. “Apapaia”, canzone legata originariamente all’obiezione di coscienza durante il servizio militare, è stata presentata come un inno contro i conflitti, con il pubblico coinvolto nel coro “Rispetta le mie idee”.
“Oro Nero” è stata invece introdotta come una denuncia del patriarcato, fenomeno del quale, secondo Pelù, gli italiani sarebbero “maestri”. Gli interventi del cantante hanno riguardato anche Vladimir Putin, la politica italiana e più in generale i leader mondiali coinvolti nei conflitti in corso. L’impegno contro la guerra rappresenta da tempo uno dei temi centrali dell’attività artistica di Pelù.
Il rocker ha rivendicato un’Italia “libera e antifascista”, aggiungendo una provocazione rivolta a Matteo Salvini e Roberto Vannacci. “Questa è la nostra storia. Non vi offendete: è semplicemente la nostra storia”, ha affermato davanti al pubblico.
