Le sorprese hanno animato il Mondiale 2026, ma alla fine sul palcoscenico delle semifinali sono arrivate probabilmente le quattro squadre più forti del torneo. Francia, Spagna, Inghilterra e Argentina non rappresentano soltanto le principali favorite della vigilia: sono anche le prime quattro nazionali del ranking FIFA. Per la prima volta nella storia della competizione, tutte insieme sono riuscite a raggiungere il penultimo atto.
Il programma propone Francia-Spagna e Inghilterra-Argentina, due semifinali dal peso specifico enorme. A tre partite dall’assegnazione del titolo, però, il torneo nordamericano ha già prodotto anche un altro dato storico: otto incontri della fase a eliminazione diretta sono arrivati ai supplementari.
È il numero più alto mai registrato in una singola edizione della Coppa del Mondo. Un primato per ora eguagliato, perché otto partite oltre il 90’ si erano già viste a Italia 1990 e Brasile 2014. La differenza è che quei due tornei avevano raggiunto quella quota soltanto dopo la finale, mentre nel 2026 restano ancora da disputare le due semifinali e la partita che assegnerà il trofeo.
Norvegia-Inghilterra e Argentina-Svizzera oltre il 90’
A rafforzare la sensazione di un Mondiale particolarmente equilibrato sono stati soprattutto gli ultimi due quarti di finale. L’Inghilterra ha eliminato la Norvegia vincendo 2-1 grazie al gol decisivo di Jude Bellingham durante i supplementari. Poche ore più tardi anche l’Argentina ha avuto bisogno di altri trenta minuti per piegare la Svizzera: dopo l’1-1 dei tempi regolamentari, le reti di Julian Alvarez e Lautaro Martinez hanno fissato il risultato sul 3-1.
Le due partite si sono aggiunte a Germania-Paraguay, Paesi Bassi-Marocco, Belgio-Senegal, Australia-Egitto, Argentina-Capo Verde e Svizzera-Colombia.
Quattro degli otto incontri sono stati decisi durante i supplementari, mentre gli altri quattro sono arrivati fino ai calci di rigore. Dal dischetto sono passati Paraguay, Marocco, Egitto e Svizzera, prima dell’eliminazione di quest’ultima nei quarti.
Il record potrebbe quindi essere superato già nelle semifinali. Basta che una delle sfide tra Francia e Spagna o tra Inghilterra e Argentina termini in parità dopo i tempi regolamentari per rendere il Mondiale 2026 l’edizione con più supplementari in assoluto.

Il nuovo formato ha raddoppiato le partite a eliminazione diretta
Il dato, tuttavia, deve essere letto tenendo conto della grande novità introdotta nel 2026. Il passaggio da 32 a 48 partecipanti ha portato il numero complessivo delle partite da 64 a 104 e ha aggiunto un nuovo turno alla fase a eliminazione diretta: i sedicesimi di finale.
Con il vecchio formato erano previste 16 partite a eliminazione diretta: otto ottavi, quattro quarti, due semifinali, la finale per il terzo posto e la finale. Nel 2026 gli incontri sono diventati 32, esattamente il doppio, perché alle 16 gare tradizionali si sono aggiunti i 16 sedicesimi.
Prima delle semifinali sono state quindi disputate già 28 partite a eliminazione diretta, contro le 12 delle precedenti edizioni allo stesso punto della competizione. Cinque degli otto supplementari del Mondiale 2026 sono arrivati proprio nel nuovo turno dei sedicesimi.
Un record assoluto, ma non in proporzione
In termini assoluti il primato è reale: mai un Mondiale aveva prodotto più di otto partite terminate oltre il 90’. In termini percentuali, però, il dato del 2026 è molto meno eccezionale.
Le otto gare arrivate ai supplementari rappresentano il 28,6% dei 28 incontri a eliminazione diretta disputati finora. Nel 1990 e nel 2014 gli otto supplementari furono invece registrati su un totale di 16 partite, con un’incidenza del 50%.
La frequenza con cui le singole partite stanno superando i tempi regolamentari non è dunque straordinaria rispetto alla storia recente dei Mondiali. A essere straordinario è soprattutto il numero di incontri previsto dal nuovo torneo.
Il Mondiale 2026 ha già eguagliato il record di supplementari e potrebbe presto superarlo. Ma più che di un’edizione dominata dall’equilibrio, si tratta anche dell’effetto matematico di una competizione diventata molto più lunga: con il doppio delle gare a eliminazione diretta, sono inevitabilmente aumentate anche le occasioni per arrivare fino al 120’.
