I palinsesti televisivi italiani sono ormai al centro di una vera e propria battaglia di posizionamento orario. Durante la recente presentazione delle novità Mediaset, rispondendo alle domande di Fanpage.it, l’amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi ha affrontato direttamente il tema dello slittamento dei programmi di prima serata. Si tratta di un fenomeno strettamente legato al prolungamento dell’access prime time, una fascia oraria oggi trainata da successi commerciali e d’ascolto come La Ruota della Fortuna e Affari Tuoi.
Il nodo centrale della questione resta l’orario di chiusura dei programmi che precedono il prime time. Di fronte alle recenti aperture dei volti televisivi verso un possibile anticipo della prima serata, Mediaset ha chiarito la propria posizione strategica ai microfoni della testata.

La promessa di Mediaset e il nodo degli orari: l’appello alla Rai
Berlusconi ha dichiarato la piena disponibilità a riallineare i palinsesti commerciali qualora la televisione pubblica decidesse di fare il primo passo, fissando un limite ipotetico alle ore 21:30 per la chiusura dell’access prime time.
Secondo l’amministratore delegato di Cologno Monzese, la responsabilità del cambiamento spetta in prima battuta al servizio pubblico: “La Rai detta la linea, noi seguiamo. Se la Rai anticipa la chiusura alle 21:30, noi seguiremo, è una promessa.”
L’azienda di Mediaset fa sapere di attendere da tre anni un segnale concreto in questa direzione, ridimensionando le motivazioni commerciali spesso addotte a giustificazione dei ritardi e riconducendole piuttosto a logiche di formato e di mantenimento degli indici di ascolto.
Nuove abitudini di consumo e il tramonto della seconda serata
Il focus si è infine spostato sull’evoluzione delle abitudini del pubblico italiano. Si tratta di un processo a doppio filo: se la dilatazione dell’access prime time asseconda tendenze in atto da anni, l’effetto collaterale è la quasi totale scomparsa della seconda serata.
Proprio per questo, secondo il vertice Mediaset, la gestione del palinsesto futuro non seguirà regole rigide ma si adatterà alla natura stessa dei prodotti editoriali. La flessibilità diventerà così il criterio guida per bilanciare le esigenze di programmazione con i nuovi stili di vita delle famiglie.
