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Assorbenti gratis a scuola, progetto pilota in Campania: cosa fanno nel resto d’Italia e nel mondo?

La svolta contro la povertà mestruale parte dagli istituti superiori campani. Ecco cosa prevede il nuovo progetto e come si muovono gli altri Paesi

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Assorbenti distesi. Assorbenti gratis a scuola, progetto pilota in Campania: cosa fanno nel resto d'Italia e nel mondo?

Assorbenti gratis a scuola, progetto pilota in Campania: cosa fanno nel resto d'Italia e nel mondo? | Unsplash @embrace comfort

Marta Colazzo di Marta Colazzo

Assorbenti gratis a scuola in Campania: al via il progetto pilota. “Se il ciclo mestruale ce lo avessero avuto gli uomini, molto probabilmente i prodotti igienici sarebbero già gratuiti“. Così il consigliere regionale Davide D’Errico ha accompagnato la proposta di un progetto pilota per distribuire gratis i prodotti per le mestruazioni nelle scuole della Campania. La mozione, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale, riaccende i riflettori su un tema spesso ignorato ma profondamente radicato nelle diseguaglianze di genere: la povertà mestruale.

L’iniziativa della Campania si inserisce in un contesto nazionale complicato, caratterizzato da un’IVA sugli assorbenti al 10%, una delle più alte d’Europa, dove la media si aggira intorno al 4%. Ma come funzionerà questo progetto e cosa sta succedendo nel resto d’Italia e del mondo?

Assorbenti gratis a scuola: il progetto pilota in Campania

La mozione campana punta a un cambiamento concreto sia pratico sia culturale. Da un lato, gli istituti scolastici che aderiranno al progetto installeranno dei distributori per mettere a disposizione delle studentesse assorbenti in modo completamente gratuito. L’obiettivo è evitare che il ciclo biologico si trasformi in un motivo di imbarazzo, disagio o addirittura di assenza dalle lezioni.

Dall’altro lato, il piano prevede l’avvio di campagne di sensibilizzazione sull’educazione mestruale per abbattere i tabù che ancora circondano questo argomento. Inoltre, la mozione impegna la Regione Campania a farsi portavoce a livello nazionale per chiedere una riduzione drastica della cosiddetta Tampon Tax, portando l’aliquota dal 10% al 4%. L’iniziativa campana non è un caso isolato in Italia: in Valle d’Aosta, ad esempio, l’installazione di distributori gratuiti in tutte le scuole superiori è già diventata realtà.

La Tampon Tax in Italia

Nel nostro Paese il dibattito sulla tassazione dei prodotti igienici femminili è un percorso a ostacoli. Nonostante i beni di prima necessità godano solitamente di un’IVA agevolata al 4%, i prodotti destinati all’igiene intima continuano a subire forti oscillazioni politiche.

Nel 2022 il governo Draghi era riuscito ad abbassare l’aliquota dal 22% al 10%. Successivamente, il governo Meloni l’aveva ulteriormente dimezzata al 5%, per poi fare marcia indietro nel 2024 riportandola al 10%. Questa instabilità fiscale mantiene l’Italia in fondo alle classifiche europee per accessibilità economica ai prodotti sanitari essenziali.

I modelli europei: assorbenti gratis a scuola

Mentre l’Italia si muove a macchia d’olio attraverso iniziative locali o regionali, all’estero esistono già modelli strutturati a livello statale. La Scozia ha fatto da apripista mondiale: dopo aver introdotto i prodotti gratuiti nelle scuole, nel 2020 ha approvato una legge che ne garantisce l’accesso libero e gratuito per tutti nelle farmacie e nei luoghi pubblici.

Anche la Francia ha adottato misure simili, partendo dalle università e dalle biblioteche per poi introdurre, per i minori di 26 anni e le fasce a basso reddito, il rimborso totale sull’acquisto di prodotti riutilizzabili come le mutande assorbenti o le coppette. In Spagna, la regione della Catalogna ha avviato la distribuzione gratuita di dispositivi lavabili e riutilizzabili proprio attraverso le farmacie convenzionate, unendo il supporto economico alla sostenibilità ambientale.

Laddove non si è arrivati alla totale gratuità, molti Stati hanno scelto la via della defiscalizzazione. Paesi come Irlanda, Malta e Cipro applicano lo zero per cento di IVA su assorbenti e tamponi, una tendenza che si è consolidata dopo la direttiva Ecofin che permette di azzerare le tasse sui prodotti considerati di salute pubblica. Spagna, Polonia e Lussemburgo oscillano tra il 3% e il 5%, mentre la Germania ha ridotto la propria tassa dal 17% al 7%.

Perché la povertà mestruale è un problema globale

La mancanza di accesso ai prodotti igienici non è solo una questione di portafoglio. Quando si parla di period poverty (povertà mestruale) si fa riferimento a uno scenario più ampio che include la carenza di servizi igienici adeguati, la mancanza di acqua corrente, di privacy e di una corretta informazione.

I dati delle grandi organizzazioni internazionali come ONU, UNICEF e Save The Children sono emblematici: su circa 800 milioni di persone che ogni giorno hanno le mestruazioni nel mondo, circa 500 milioni non dispongono delle condizioni necessarie per gestire il ciclo in modo sicuro, sano e dignitoso. Un problema che non risparmia l’Italia, dove un’indagine condotta da WeWorld e Ipsos ha rivelato che quasi una persona su sei si trova in seria difficoltà economica quando deve acquistare i prodotti per il ciclo.

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