Gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova ondata di attacchi Stati Uniti Iran contro obiettivi iraniani nel sud del paese, nella zona dello Stretto di Hormuz.
Secondo il comunicato, i raid hanno preso di mira radar costieri, sistemi di difesa aerea e batterie di missili antinave collegate alle Guardie Rivoluzionarie. Centcom ha confermato l’operazione spiegando che l’obiettivo è ridurre la capacità iraniana di minacciare la navigazione nello Stretto.
Obiettivi colpiti e dinamica degli attacchi
I bombardamenti hanno interessato infrastrutture militari lungo la costa meridionale, con un focus sui nodi radar e sulle postazioni di lancio per missili antinave. Le autorità militari statunitensi hanno mirato in particolare ai sistemi considerati parte della catena di comando e controllo delle Guardie Rivoluzionarie.
In risposta, l’Iran ha attivato le proprie difese aeree e si sono registrate esplosioni nella regione costiera. Centcom ha descritto gli strike come operazioni mirate a limitare le azioni che minacciano il transito marittimo.
Comunicazioni ufficiali e reazioni
Il Centcom ha reso noto che gli attacchi sono pensati per ridurre la capacità dell’Iran di interferire con la navigazione. Gli Stati Uniti, sempre secondo la nota, hanno avvertito Israele prima delle operazioni.
Il presidente Trump ha minacciato «colpi duri» all’Iran e ha affermato che la situazione «finirà presto». Le frasi attribuite al presidente sono state riportate dal comunicato diffuso insieme all’annuncio degli strike.
Implicazioni per la sicurezza dello Stretto di Hormuz
Gli attacchi mirati ai radar costieri e ai missili antinave possono ridurre la capacità iraniana di monitorare e intervenire sul traffico marittimo, secondo quanto dichiarato da Centcom. La scelta degli obiettivi indica una strategia orientata a impedire minacce dirette alla navigazione piuttosto che a colpire infrastrutture civili.
Resta confermato il coordinamento informativo con alleati regionali: gli Stati Uniti hanno comunicato in anticipo a Israele l’intenzione di condurre i raid, un elemento che il comunicato stesso sottolinea come parte della pianificazione operativa.
Centcom ha confermato i nuovi attacchi per limitare la minaccia iraniana nello Stretto di Hormuz; gli Stati Uniti hanno avvertito Israele prima dei raid e il presidente Trump ha minacciato «colpi duri» escludendo un ritorno alla guerra.
Guerra Usa-Iran, la diretta di oggi, 8 luglio
Nuova escalation nella Guerra Usa-Iran dopo i raid americani contro obiettivi iraniani. Donald Trump dichiara conclusa ogni ipotesi di tregua, accusando Teheran di essere “malata e bugiarda”. La risposta iraniana non si è fatta attendere: secondo le autorità di Teheran sono state colpite basi militari statunitensi in Bahrein e Kuwait, alimentando i timori di un ulteriore allargamento del conflitto in Medio Oriente.
Cosa sapere:
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Donald Trump: «Per me la tregua è finita»
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Teheran annuncia attacchi contro basi Usa in Bahrein e Kuwait
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I nuovi raid americani hanno riacceso lo scontro con l’Iran
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Cresce il rischio di un’estensione del conflitto nel Golfo Persico
Cosa sta succedendo
La tensione tra Usa e Iran si aggrava con una nuova ondata di attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani nel sud del paese, in particolare nella zona dello Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti colpiscono radar costieri, missili antinave e sistemi di difesa aerea delle Guardie Rivoluzionarie, mentre l’Iran risponde con attivazioni delle difese aeree e si registrano numerose esplosioni.
Ultimi sviluppi: Il Centcom conferma nuovi attacchi per ridurre la capacità iraniana di minacciare la navigazione; gli Usa hanno avvertito Israele prima dei raid; il presidente Trump ha minacciato «colpi duri» e ha escluso un ritorno alla guerra.
- Centcom: nuovi attacchi per limitare la minaccia iraniana nello Stretto di Hormuz
- Trump: minaccia «colpi duri» all’Iran e afferma che la situazione «finirà presto»
- Avvertimento: Usa hanno informato Israele prima degli attacchi contro l’Iran
Gli Stati Uniti hanno informato Israele prima degli attacchi condotti questa sera contro l'Iran. Lo riferisce l'emittente pubblica israeliana Kan, citando fonti israeliane non identificate.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha avviato nuovi attacchi contro l'Iran per ridurre la sua capacità di minacciare la navigazione nello Stretto di Hormuz, secondo un post su X del Centcom. Il Comando ritiene l'Iran responsabile di recenti aggressioni contro il traffico mercantile e gli equipaggi civili in quell'area.
Il presidente Donald Trump ha minacciato nuovi attacchi all'Iran prima dei raid statunitensi, secondo quanto riferito da media internazionali. Durante il vertice NATO in Turchia, Trump ha detto ai giornalisti: «Li colpiremo duramente stanotte». In mattinata, il presidente ha inoltre dichiarato che il memorandum d'intesa con Teheran «è finito», accompagnando la frase con una serie di insulti.
L'emittente statale iraniana IRIB riferisce che otto esplosioni sono state udite nella città portuale di Bandar Abbas, nel sud del paese. Secondo IRIB, i sistemi di difesa aerea sono stati attivati in risposta agli eventi.
Esplosioni sono state segnalate nella provincia di Bushehr, nel sud-ovest dell'Iran, secondo l'agenzia di stampa Mehr. Fonti locali riferiscono che l'origine degli eventi non è ancora chiara.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) afferma che gli attacchi contro l'Iran mirano a «responsabilizzare» Teheran per la sua recente «aggressione» ingiustificata. Secondo Centcom, gli Stati Uniti reagiscono alle azioni iraniane contro navi commerciali e equipaggi civili in una via d'acqua internazionale strategica.
Gli attacchi statunitensi odierni colpiscono obiettivi più ampi rispetto a quelli di martedì, secondo Axios. Tra i bersagli figurano radar costieri delle Guardie Rivoluzionarie, postazioni di missili antinave e sistemi di difesa aerea.
L'agenzia iraniana IRNA segnala interruzioni di corrente a Chabahar a seguito di esplosioni nella zona, secondo media locali.
Il presidente Trump ha dichiarato che la guerra è finita e non intende più trattare con l'Iran, chiudendo di fatto ogni possibilità di negoziato sul memorandum d'intesa, secondo fonti ufficiali. Quel documento prevedeva una tregua e negoziati più ampi, ma il linguaggio offensivo di Trump verso l'Iran ha spinto gli Stati Uniti verso un'opzione militare, attualmente in corso. La Casa Bianca sostiene che le azioni militari sono ritorsioni e attribuisce l'aumento delle tensioni all'esercizio della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz, che definisce via d'acqua internazionale essenziale per l'economia globale.
Agenzie locali semi-ufficiali riferiscono di esplosioni a Bandar Abbas e sull'isola di Sirik, nel sud dell'Iran, senza confermare la causa. L'episodio segue le minacce di Trump durante il vertice Nato ad Ankara e arriva meno di 24 ore dopo raid statunitensi su basi militari e radar nel sud del Paese. Il comando centrale delle forze armate iraniane ha promesso una «forte risposta» contro le truppe Usa, secondo fonti ufficiali.
Il Comando centrale degli Stati Uniti ha avviato nuovi attacchi contro l'Iran su ordine del presidente Joe Biden, riferisce il Centcom. Le operazioni mirano a «ridurre ulteriormente la capacità dell'Iran di minacciare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz», si legge in una nota. Il Centcom accusa l'Iran di essere responsabile delle recenti aggressioni contro navi commerciali e equipaggi civili in una via d'acqua internazionale.
Il Comando Centrale Usa (CENTCOM) annuncia su X che, su ordine del presidente Trump, le forze americane hanno avviato ulteriori attacchi contro l'Iran. L'obiettivo è ridurre la capacità iraniana di minacciare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito dal CENTCOM. L'annuncio segue le esplosioni segnalate da media semi-ufficiali iraniani nella zona costiera meridionale.
Il vicepresidente Usa JD Vance ha dichiarato in Wisconsin che il presidente Donald Trump mantiene molte opzioni sul tavolo riguardo all'Iran. «Non vi dirò cosa accadrà questa sera, ma lo Stretto di Hormuz deve rimanere aperto», ha detto secondo fonti ufficiali. Vance ha aggiunto che gli Stati Uniti reagiranno con forza se l'Iran continuerà a sparare contro le navi, ribadendo che il blocco sarà rimosso solo se Teheran cesserà le ostilità.
L'esercito degli Stati Uniti sta conducendo attacchi contro obiettivi militari iraniani nella zona dello Stretto di Hormuz, riferisce Barack Ravid di Axios citando un alto funzionario americano.
L'agenzia Mehr riferisce esplosioni nelle vicinanze di Konarak e Chabahar, nel sud-est dell'Iran. Fonti ufficiali non hanno ancora confermato le cause o i danni provocati.
Le forze iraniane hanno attivato le difese aeree contro «obiettivi ostili» nei pressi del porto di Bandar Abbas, secondo l'agenzia Mehr News. L'episodio segue le esplosioni udite nel sud dell'Iran, riferiscono media locali.
Le agenzie iraniane Mehr e Fars riportano esplosioni a Bandar Abbas e Sirik, località nel sud del paese vicino al Golfo Persico. Fonti ufficiali riferiscono che si stanno raccogliendo ulteriori informazioni sull’accaduto.
I prezzi del petrolio aumentano a livello globale dopo le dichiarazioni di Donald Trump sulla fine del cessate il fuoco con l'Iran al vertice NATO, riferisce Bloomberg. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi afferma che gli iraniani «non rispondono alla volgarità con volgarità, ma con azione coraggiosa». Secondo fonti locali, gli attacchi israeliani in Libano dal 2 marzo hanno causato 4.321 morti e 12.203 feriti. Il segretario generale della Lega Araba, Nabil Fahmy, denuncia che Israele gli ha impedito di visitare Ramallah, bloccando il suo primo viaggio all’estero da quando ha assunto l’incarico.
Il presidente dell'Unione Cooperative di Hormozgan riferisce che due pescatori sono stati uccisi e due feriti in un raid Usa sul molo di Kohstak, nella provincia meridionale di Hormozgan, secondo l'agenzia Mehr.
Il vicepresidente Usa Vance ha minacciato l'Iran di una risposta militare in caso di blocco dello stretto di Hormuz, secondo quanto riferito da fonti ufficiali. «Se l'Iran prova a chiudere lo stretto, ci sarà una reazione militare americana. Questo è l'accordo», ha detto Vance in conferenza stampa a Washington. Ha aggiunto che gli Stati Uniti solleveranno il blocco solo se Teheran cesserà di attaccare le navi, altrimenti «continueremo a rispondere come è successo ieri sera».
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto una telefonata con il primo ministro del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani. Secondo il ministero degli Esteri iraniano, entrambi hanno sottolineato l'importanza di risolvere le tensioni regionali con mezzi diplomatici. Hanno inoltre ribadito la necessità di mantenere contatti e coordinamento per prevenire un'escalation delle ostilità con gli Stati Uniti.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ringraziato i leader di Tagikistan, Pakistan e Georgia per aver partecipato al corteo funebre di Ayatollah Ali Khamenei, secondo il suo account X. Pezeshkian ha pubblicato messaggi in inglese, farsi e georgiano per esprimere apprezzamento verso i capi di Stato intervenuti. In particolare, ha citato il presidente georgiano Mikheil Kavelashvili per la sua presenza al funerale di Stato.
Il presidente Donald Trump ha detto in conferenza stampa al summit Nato che «non credo che si torni in guerra» e che la situazione «finirà molto in fretta». Trump ha aggiunto che gli Stati Uniti hanno risposto «dieci volte più duramente» agli attacchi contro alcune navi. «Parliamo la loro lingua», ha sottolineato, riferendosi alla capacità di reagire con forza.
Il presidente Donald Trump ha detto in conferenza stampa al summit Nato che non si può permettere a «pazzi» di possedere armi nucleari. Ha citato un'esplosione avvenuta dieci mesi fa in un sito di produzione di B-2, monitorato con telecamere.
I prezzi del petrolio aumentano a livello globale dopo le dichiarazioni di Trump sulla fine del cessate il fuoco con l'Iran al vertice Nato di Ankara, secondo fonti di mercato. Il Brent ha registrato un rialzo del 5,8% a 78,43 dollari al barile. Contestualmente, le principali borse mondiali hanno chiuso in calo: l'S&P 500 ha perso lo 0,3% e il Dow Jones l'1% nel pomeriggio di mercoledì. A Londra il FTSE 100 ha chiuso a -1,66%, mentre in Europa lo Stoxx 600 ha ceduto l'1,61%; il DAX tedesco ha perso il 2,3% e il CAC 40 francese il 2,18%.
Il presidente Donald Trump ha detto in conferenza stampa ad Ankara che i precedenti leader iraniani «sono andati» e quelli attuali «potrebbero andarsene». Trump ha definito questi leader «feccia» e ha aggiunto che, pur ritenendoli razionali, le loro azioni non riflettono scelte corrette, secondo quanto riferito dai media.
L'esercito Usa ha dichiarato di non applicare più il blocco nello Stretto di Hormuz, ma di riservarsi il diritto di difendere il transito commerciale senza interferenze, secondo fonti ufficiali. L'Iran sostiene di controllare le acque dello stretto e di poter imporre pedaggi, una posizione contestata dagli Stati Uniti. Al momento non è chiaro se l'esercito americano effettuerà un secondo raid notturno, anche se in passato il presidente Usa ha anticipato azioni simili prima che avvenissero.
L'esercito israeliano ha arrestato un membro di Hezbollah durante scontri nel sud del Libano e lo ha trasferito in Israele per l'interrogatorio, riferisce l'Idf. L'uomo è stato catturato nella regione di Bint Jbeil, teatro di scontri tra forze israeliane e combattenti di Hezbollah. Secondo l'Idf, il detenuto appartiene alla Forza Radwan di Hezbollah ed è responsabile di attacchi contro soldati e civili israeliani durante la guerra.
L'amministrazione Trump ha notificato al Congresso la decisione di revocare la designazione della Siria come «stato sponsor del terrorismo», riferisce un funzionario anonimo all'agenzia Reuters. I legislatori americani avvieranno ora una revisione di 45 giorni prima di decidere in via definitiva, secondo Reuters.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che l'opposizione di Israele e Grecia all'acquisto degli F-35 da parte della Turchia «non ha posto» nel suo mondo, secondo media turchi. Intanto, fonti israeliane riferiscono che Gerusalemme cerca di persuadere Washington a bloccare la fornitura o a consegnare versioni depotenziate degli aerei ad Ankara.
Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito che l’Italia non parteciperà ad azioni militari contro l’Iran, secondo quanto riferito durante il vertice NATO ad Ankara. Meloni ha sottolineato che Roma mantiene una posizione chiara dall’inizio delle tensioni nella regione. A marzo, l’Italia aveva negato l’autorizzazione all’atterraggio di aerei militari statunitensi diretti in Medio Oriente alla base di Sigonella, in Sicilia.
Il ministero della Salute del Libano ha comunicato che gli attacchi israeliani tra il 2 marzo e l'8 luglio hanno causato 4.321 morti e 12.203 feriti. I dati sono stati diffusi dalle autorità sanitarie libanesi secondo fonti ufficiali.
Nabil Fahmy, nuovo segretario generale della Lega Araba, denuncia il blocco israeliano alla sua visita a Ramallah, prevista come primo viaggio ufficiale dall’insediamento. Secondo il suo ufficio, le autorità palestinesi hanno informato il segretariato della Lega del rifiuto israeliano di consentire l’ingresso nei territori occupati per incontrare il presidente Mahmoud Abbas. La Cisgiordania è sotto occupazione israeliana dal 1967 e ha subito raid militari, attacchi di coloni e ampliamento degli insediamenti illegali, secondo fonti regionali. Fahmy ha aggiunto che i palestinesi vivono sotto assedio, circondati da insediamenti e strade riservate ai coloni, esposti alla violenza con protezione delle autorità israeliane.
Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha definito le dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump «non un segno di forza ma un'ammissione del fallimento di una politica basata su forza bruta, sanzioni e minacce». Gharibabadi ha scritto su X che «con Trump criminale e assassino bisogna parlare con lo stesso linguaggio», aggiungendo che «a quanto pare capisce meglio il linguaggio della forza».
Il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi ha replicato alle dichiarazioni di Donald Trump al vertice Nato di Ankara con un post su X. Araghchi ha affermato che gli iraniani «non rispondono con volgarità alla volgarità, ma con azione: senza paura e con grande coraggio». Ha aggiunto che rivolgersi alla nazione iraniana con linguaggio offensivo «non ne diminuisce la grandezza». Secondo Araghchi, gli iraniani sono noti per la loro civiltà, cultura e forti valori morali.
Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione per la politica estera e sicurezza nazionale del Parlamento iraniano, ha risposto su X alle minacce di Donald Trump di invadere l'isola di Kharg. Rezaei ha scritto che «nemmeno un soldato americano tornerà vivo» in caso di attacco, replicando alle dichiarazioni di Trump al vertice Nato di Ankara, secondo media locali.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha accusato gli Stati Uniti di violare i termini del memorandum d'intesa con l'Iran. In un post su X, Baghaei ha affermato che gli Usa hanno infranto la quinta clausola dell'accordo con azioni unilaterali e attacchi aggressivi, ignorando la responsabilità dell'Iran nel garantire il passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz. Ha aggiunto che Teheran difenderà i propri interessi nazionali e la sovranità.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, accusa gli Stati Uniti di aver violato i termini del memorandum d'intesa con l'Iran. In un post su X, Baqaei afferma che gli Usa hanno infranto la clausola quinta, che assegna all'Iran la responsabilità di garantire il passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz. Secondo Baqaei, l'Iran difenderà i propri interessi nazionali e eserciterà la propria sovranità.
Il ministero degli Esteri indiano ha espresso profonda preoccupazione per la recente violenza tra Stati Uniti e Iran nello Stretto di Hormuz, secondo fonti ufficiali. L'India ha invitato tutte le parti a «esercitare moderazione, ridurre le tensioni e garantire la protezione dei civili oltre al flusso ininterrotto di energia e commercio». Il ministero ha avvertito che gli attacchi potrebbero compromettere la pace, la sicurezza e la stabilità regionale.
Due uomini sono stati uccisi da un attacco di un drone israeliano a Nabatieh al-Fawqa, nel sud del Libano, secondo la National News Agency libanese. I due sono stati colpiti mentre camminavano vicino all'ospedale Ghandour, riferisce l'agenzia.
Il Pakistan ha invitato Stati Uniti e Iran a mostrare moderazione e a rispettare il protocollo d'intesa per porre fine al conflitto, dopo gli attacchi di ieri e oggi. Lo riferisce il ministero degli Affari esteri pakistano, che sollecita «tutte le parti a onorare i rispettivi impegni previsti dal protocollo di Islamabad».
Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione Esteri e Sicurezza nazionale del parlamento iraniano, ha avvertito i militari Usa su X dopo la minaccia di Trump di invadere l'isola di Kharg. Rezaei ha scritto che «non tornerà vivo neanche un soldato americano», rispondendo al presidente Usa durante il vertice Nato ad Ankara. «Vi aspettiamo», ha aggiunto.
Il segretario generale Antonio Guterres invita tutte le parti a esercitare moderazione e a evitare un'ulteriore escalation, ha riferito il portavoce Stephane Dujarric. L'appello riguarda la necessità di adottare misure immediate per la de-escalation e riprendere i colloqui dopo i recenti attacchi reciproci tra Stati Uniti e Iran.
Kazem Gharibabadi afferma che le ultime dichiarazioni di Trump sull'Iran riflettono il fallimento della politica di Washington verso Teheran. In un post su X, Gharibabadi definisce le minacce di ulteriori attacchi di Trump «non un segno di forza, ma un'ammissione del fallimento di una politica basata su forza bruta, sanzioni e minacce». Secondo il vice ministro, l'Iran deve rispondere a Trump «nella sua lingua, che sembra comprendere meglio quella della forza».
Il presidente Donald Trump ha detto in conferenza stampa al termine del summit Nato: «Non credo che si torni in guerra, penso che succederà molto in fretta». Trump ha aggiunto che gli Stati Uniti hanno risposto «dieci volte più duramente» agli attacchi contro alcune navi, sottolineando che «colpiamo molto più duramente di loro».
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha detto che «l'Iran ha violato l'accordo e, pertanto, le azioni degli Stati Uniti sono giustificate». Merz ha aggiunto che serve un accordo per porre fine al programma nucleare iraniano e riaprire lo Stretto di Hormuz, durante la conferenza stampa finale del vertice Nato ad Ankara.
Donald Trump ha dichiarato in conferenza stampa al termine del summit Nato che «non possiamo permettere che questi pazzi abbiano l’atomica». Il presidente ha aggiunto che gli Stati Uniti hanno telecamere di sorveglianza sul sito iraniano colpito da un’esplosione dieci mesi fa, secondo media americani.
L’Agenzia Nazionale di Stampa libanese riferisce che le forze israeliane hanno effettuato pesanti bombardamenti sulla città di Taybeh, nel distretto di Marjayoun. Al momento non sono disponibili informazioni su vittime o danni.
Donald Trump ha detto che gli iraniani «vogliono fare un accordo, ma non sanno come farlo» e li ha definiti «un po' pazzi». Il presidente americano ha aggiunto di non essere sicuro di voler chiudere un’intesa con l’Iran, secondo quanto riferito dalla sua conferenza stampa.
Il presidente Donald Trump ha detto in conferenza stampa ad Ankara che i leader iraniani precedenti «sono andati» e quelli attuali «potrebbero andarsene». Trump ha definito i governanti iraniani «feccia» e ha aggiunto che, pur ritenendoli razionali, «a giudicare dalle loro azioni» non stanno facendo scelte corrette, secondo quanto riferiscono media internazionali.
Il Comando Centrale Usa (Centcom) riferisce che più di 20 navi da guerra della Marina militare statunitense stanno operando «attraverso il Medio Oriente» per garantire la sicurezza regionale. In un post su X, Centcom sottolinea che le recenti manovre navali hanno dimostrato «una forza militare e un potere di fuoco senza pari». Le operazioni includono il transito coordinato di navi e aerei nel Mare Arabico, finalizzato a rafforzare stabilità e sicurezza nell’area, secondo quanto riferito.
L'agenzia di stampa iraniana IRNA riferisce che otto membri delle forze armate iraniane sono stati uccisi in raid statunitensi nel sud del Paese. Secondo IRNA, le vittime appartenevano alle forze aeree e navali e sono state colpite a Bandar Abbas e Bushehr.
Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha dichiarato durante il summit di Ankara che «l'Iran si trova al di fuori del territorio della Nato, ma ciò non significa che non possiamo mai intervenire», secondo media internazionali. Rutte ha aggiunto che l'Alleanza è «sempre disposta a svolgere un ruolo» se necessario, ma per ora «vediamo cosa accadrà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane».
Funzionari iraniani, tra cui il ministero degli Esteri e il presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, hanno accusato gli Stati Uniti di violare il memorandum d'intesa sul cessate il fuoco nello Stretto di Hormuz, secondo media locali. Il ministero ha citato la violazione degli articoli 1, 5 e 10 del MoU, che riguardano il cessate il fuoco, la gestione del passaggio marittimo e l'esenzione sulle esportazioni petrolifere iraniane. Fonti militari del Khatam al-Anbiya hanno minacciato una risposta «schiacciante» in caso di ulteriori attacchi da Washington.
Le autorità iraniane condannano i raid aerei statunitensi e avvertono di una risposta «schiacciante» in caso di nuovi attacchi, secondo il comando Khatam al-Anbiya. Il ministero degli Esteri e il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf accusano gli Usa di violare il Memorandum d’intesa, in particolare gli articoli sul cessate il fuoco, la gestione dello Stretto di Hormuz e l’esenzione sulle esportazioni di petrolio iraniano. Lo Stretto di Hormuz resta fondamentale per l’Iran, con oltre il 90% delle esportazioni energetiche che vi transitano, secondo fonti ufficiali.
Otto soldati dell'esercito iraniano sono morti durante raid statunitensi nel sud del Paese, riferiscono media statali iraniani citati da Reuters. Secondo le fonti, gli attacchi hanno colpito postazioni militari nella regione.
Un funzionario dell'esercito statunitense ha riferito all'Afp che «tutti i missili e i droni lanciati dall'Iran sono stati abbattuti o non hanno causato danni rilevanti». Non si registrano vittime né danni significativi alle basi Usa colpite.
Decine di migliaia di persone hanno partecipato alle cerimonie funebri per il defunto leader supremo iraniano Ali Khamenei nelle città irachene di Najaf e Karbala, riferiscono media locali. I resti di Khamenei sono stati riportati in Iran, dove sarà sepolto a Mashhad il 9 luglio. Il leader, 86 anni, è morto in un attacco statunitense-israeliano al suo complesso a Teheran alla fine di febbraio. Durante i funerali a Karbala, le bare dei familiari di Khamenei sono state collocate nel santuario di Imam Abbas.
Il primo ministro britannico Keir Starmer invita Stati Uniti e Iran a tornare «al cessate il fuoco» e a far rispettare un accordo per l'apertura dello Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito durante il vertice Nato ad Ankara. Starmer ha avvertito che la situazione economica peggiorerà nel Regno Unito e altrove se la violenza proseguirà. «Le bollette delle famiglie rischiano di aumentare se non si risolve rapidamente la crisi», ha aggiunto.
Più di 100 coloni hanno fatto irruzione nel complesso della moschea di Al-Aqsa mercoledì passando dalla Porta Mughrabi, riferisce l'agenzia Wafa. Secondo Wafa, i coloni hanno compiuto «riti talmudici» nei cortili prima di uscire dalla Porta della Catena.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato ad Ankara che, se necessario, è pronto a colpire le centrali elettriche e gli impianti idrici iraniani, pur preferendo evitarlo, secondo media americani. Trump ha inoltre detto di valutare l’occupazione militare dell’isola di Kharg e il ripristino del blocco navale nello stretto di Hormuz, «solo contro l’Iran», ha precisato.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha espresso ottimismo sul memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, auspicando che contribuisca a portare la pace nella regione. Lo ha detto in conferenza stampa al vertice Nato di Ankara, accanto al presidente francese Emmanuel Macron. Erdogan ha però avvertito che «devono essere prese misure contro le provocazioni», secondo quanto riferito dai media turchi.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato di essere fiducioso che l'intesa tra Stati Uniti e Iran possa favorire la pace nella regione. Lo ha detto durante una conferenza stampa al vertice Nato di Ankara, insieme al presidente francese Emmanuel Macron. Erdogan ha però avvertito che «devono essere adottate misure contro le provocazioni», secondo quanto riferiscono media locali.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato a margine del vertice Nato di Ankara che i colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti continueranno per tutto il periodo di 60 giorni previsto dal memorandum, riporta Reuters. Macron ha aggiunto che «l'Iran ha sbagliato a condurre quegli attacchi» e ha sottolineato l'importanza di proseguire i negoziati con calma e sangue freddo.
Il presidente Donald Trump ha detto di pensare di rimuovere la Siria dalla lista degli «stati sponsor del terrorismo» degli Stati Uniti, secondo quanto riferito durante un incontro con il presidente siriano Ahmed al-Sharaa. Washington ha avviato una revisione di tale designazione, che limita assistenza estera, esportazioni militari e transazioni finanziarie verso Damasco. Il mese scorso Trump ha firmato un ordine esecutivo per terminare un programma di sanzioni contro la Siria, aprendo la strada a un reinserimento del paese nel sistema finanziario internazionale e confermando l'impegno Usa per la ricostruzione postguerra.
Ali Akbar Velayati, consigliere del leader supremo iraniano, attribuisce agli Stati Uniti la ripresa delle ostilità nel Golfo. Su X, Velayati ha definito la cancellazione del memorandum Usa-Iran da parte di Trump una «ammissione verbale» che ha «spinto di nuovo la regione verso il fuoco». Ha aggiunto che l’Iran «ha il dito sul grilletto» e non resterà «in silenzio di fronte a umiliazioni e avventure».
Ali Akbar Velayati, consigliere senior del leader supremo iraniano, attribuisce agli Stati Uniti la ripresa delle ostilità nel Golfo, secondo il suo post su X. Velayati accusa Trump di aver «spinto nuovamente la regione verso il fuoco» con la cancellazione del memorandum d'intesa Usa-Iran. L'esponente iraniano avverte che «le avventure saranno incontrate da una risposta immediata» e che Teheran «ha il dito sul grilletto» e non resterà «in silenzio davanti a umiliazioni e avventure».
Il presidente Donald Trump ha detto ad Ankara, durante il bilaterale con Volodymyr Zelensky, che gli Stati Uniti hanno colpito duramente l’Iran ieri sera e «probabilmente lo faranno ancora stasera», definendo l’azione un «piccolo avvertimento», secondo fonti ufficiali.
Le forze armate statunitensi sono pronte a riattivare il blocco navale contro l'Iran se riceveranno l'ordine, riferisce Fox News citando una fonte a conoscenza del dossier. La minaccia di ripristinare il blocco era stata avanzata oggi dal presidente Donald Trump durante l'incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky al vertice Nato di Ankara.
Donald Trump ha definito Benjamin Netanyahu «un grande primo ministro in tempo di guerra» e ha affermato che nessun presidente Usa ha fatto più di lui per Israele, citando il riconoscimento di Gerusalemme come capitale. Trump ha aggiunto di aver collaborato molto da vicino con Netanyahu. Sull’eventuale rielezione del leader israeliano, Trump ha detto di non conoscere la sua politica ma ha ipotizzato che «dovrebbe essere popolare» per il buon lavoro svolto.
Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha definito «la decisione assolutamente giusta» quella del presidente Donald Trump di colpire l'Iran. Rutte ha sottolineato che «indebolire la capacità nucleare e missilistica balistica dell'Iran è cruciale per il Medio Oriente, l’Europa e il mondo intero», secondo quanto riferito da fonti ufficiali.
Donald Trump non ha affrontato la fine del cessate il fuoco con l'Iran durante gli incontri ufficiali con i leader Nato, riferisce Reuters citando fonti informate. La dichiarazione finale del summit ribadisce che l'Iran «non deve mai avere un'arma nucleare» e invita Teheran a «rispettare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz».
I paesi del Golfo hanno condannato gli attacchi a due petroliere nello stretto di Hormuz, secondo media regionali. Il ministero degli Esteri del Qatar ha convocato il vice ambasciatore iraniano per consegnargli una nota di protesta, chiedendo spiegazioni sull'attacco e l'immediata cessazione di azioni che minano la sicurezza regionale. I governi del Golfo ribadiscono che nessuno, inclusa l'Iran, può ostacolare il libero transito nello stretto.
L'emittente iraniana Press TV, citando fonti informate, riferisce che il governo di Teheran è pronto a chiudere nuovamente lo Stretto di Hormuz se subirà nuovi attacchi alle proprie infrastrutture. Secondo le stesse fonti, ogni aggressione riceverà una risposta «due volte superiore» in intensità.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato di aspettarsi che le forze israeliane lascino il Libano meridionale. Lo ha detto incontrando il presidente siriano Ahmed al-Sharaa ad Ankara, senza indicare tempi o dettagli, secondo quanto riferiscono media locali.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz afferma di aver detto a Trump che ogni intesa con l'Iran deve essere sostenibile nel tempo. Merz attribuisce a Teheran la responsabilità dell'ultima violazione del cessate il fuoco, secondo fonti ufficiali.
Il presidente Usa Donald Trump dichiara di aspettarsi che Israele ritiri le sue forze dal Libano meridionale. A Ankara, Trump si mostra ottimista sul possibile ritiro, senza però indicare tempi o dettagli, riferiscono media internazionali.
Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha definito «assolutamente giusta» la decisione del presidente Donald Trump di colpire l'Iran. Rutte ha sottolineato che indebolire la capacità nucleare e missilistica balistica iraniana è fondamentale per la sicurezza in Medio Oriente, Europa e nel mondo. Le sue dichiarazioni sono state riportate in un intervento sulla situazione regionale.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato che «l'Iran ha violato l'accordo e, pertanto, le azioni degli Stati Uniti sono giustificate». Lo ha detto durante la conferenza stampa finale del vertice Nato ad Ankara, sottolineando la necessità di un accordo che fermi il programma nucleare iraniano e riapra lo Stretto di Hormuz.
Il presidente Donald Trump ha detto che i prezzi del petrolio aumenteranno «di poco, circa due dollari» a causa degli attacchi iraniani. Trump ha risposto così a un giornalista che gli chiedeva se la nuova escalation tra Stati Uniti e Iran potesse far salire il costo del greggio. Secondo il presidente, l’aumento sarà contenuto.
Il presidente Trump ha minacciato una nuova escalation nel conflitto tra Stati Uniti e Iran, secondo fonti ufficiali. Due mesi fa aveva già annunciato possibili attacchi durante un tentativo di negoziazione per un cessate il fuoco, seguito da raid su obiettivi iraniani. Il Comando Centrale Usa (CENTCOM) non fornisce dettagli su eventuali operazioni imminenti, ma segnala la possibilità di nuovi strike. L’opinione pubblica americana mostra crescente opposizione alla guerra, anche se l’attenzione è distolta da altre questioni, secondo analisti.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha detto che gli attacchi iraniani contro basi statunitensi violano l'accordo provvisorio tra i due Paesi. Macron ha definito «un errore» la decisione di Teheran di compiere questi attacchi, ma ha confermato che i negoziati tra Iran e Stati Uniti proseguiranno.
Otto palestinesi sono stati uccisi e 17 feriti nella Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore, secondo il ministero della Salute palestinese. Il ministero segnala che alcune vittime restano intrappolate sotto le macerie e lungo le strade, mentre squadre di emergenza e protezione civile non riescono ancora a raggiungerle. Dall’entrata in vigore del cessate il fuoco l’11 ottobre 2025, il bilancio totale sale a 1.084 morti, 3.491 feriti e 799 corpi recuperati, riferisce il ministero.
L'emittente iraniana Press TV, citando fonti informate, riferisce che il governo di Teheran è pronto a chiudere lo Stretto di Hormuz se subirà nuovi attacchi alle proprie infrastrutture. Secondo le stesse fonti, ogni aggressione riceverà una risposta di intensità doppia.
L'IRGC ha colpito quasi 85 obiettivi in Bahrein e Kuwait in risposta agli attacchi statunitensi, inclusa la Quinta Flotta Usa e la base aerea Ali Al Salem in Kuwait, secondo fonti militari iraniane. Il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha avvertito che le dichiarazioni di Trump riceveranno una reazione da Teheran. Il presidente Masoud Pezeshkian ha condannato le minacce di Trump, mentre il ministero degli Esteri iraniano ha definito gli attacchi una violazione dell'accordo con gli Usa. Le autorità iraniane ribadiscono che la gestione dello Stretto di Hormuz spetta esclusivamente a Iran e agli stati del Golfo come l'Oman.
Fonti dell’esercito israeliano hanno dichiarato al quotidiano Maariv che le Forze di Difesa israeliane (Idf) sono pronte a ogni sviluppo in Iran e a intervenire sia in offesa sia in difesa, se richiesto. Le fonti hanno aggiunto di non essere sorprese dall’escalation e di non ritenere l’Iran in grado di soddisfare le richieste americane. Hanno precisato che al momento sono gli Stati Uniti a condurre i negoziati e ad aver agito in Iran la scorsa notte, senza coinvolgimento diretto delle Idf.
Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha dichiarato durante il summit di Ankara che «l'Iran si trova al di fuori del territorio della Nato, ma ciò non significa che non possiamo mai intervenire», secondo fonti ufficiali. Rutte ha aggiunto che l'Alleanza è pronta a svolgere un ruolo se necessario, ma per ora «vediamo cosa accadrà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane».
Il presidente Donald Trump ha detto ai giornalisti che gli Stati Uniti potrebbero reintrodurre un blocco navale esclusivamente contro l'Iran. «Chiunque altro può avere quello che vuole, ovviamente. Potrebbero piazzare alcune mine, ma è difficile perché stiamo abbattendo quelle piccole imbarcazioni con le stesse armi usate contro i narcotrafficanti», ha aggiunto, secondo media internazionali.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito che «la linea italiana sull'utilizzo delle basi militari è chiara, noi non partecipiamo agli attacchi». Lo ha affermato in risposta alle tensioni regionali, confermando la posizione ufficiale dell'Italia.
Il Libano ha dato il via libera ai colloqui di pace con Israele che si terranno a Roma, con gli Stati Uniti come mediatori, riferisce l'emittente libanese Mtv. L'incontro della prossima settimana sarà quindi trilaterale, secondo la stessa fonte.
Il direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, Rafael Grossi, sarà domani al Cairo per incontrare alti funzionari egiziani, tra cui il ministro degli Esteri Badr Abdelatty, secondo fonti ufficiali. La visita punta a rafforzare la cooperazione tra Egitto e Aiea e a discutere gli sviluppi del dossier nucleare iraniano. Al centro degli incontri ci sarà anche la proposta egiziana per un Medio Oriente libero da armi nucleari.
Donald Trump ha dichiarato ad Ankara che gli ultimi raid Usa sull'Iran hanno avuto «un tremendo impatto», distruggendo sistemi radar che Teheran stava ricostruendo, senza fornire prove. Ha avvertito che gli Usa potrebbero intensificare gli attacchi, minacciando centrali elettriche e impianti di desalinizzazione. Trump ha anche detto che gli Usa potrebbero «prendere il controllo» dell'isola di Kharg, strategica per l'Iran, e che Teheran non potrebbe opporsi.
L'ex presidente Donald Trump ha detto che i leader iraniani temevano di essere uccisi durante il funerale di Ali Khamenei, ucciso in attacchi Usa-Israele all'inizio della guerra, secondo sue dichiarazioni. Trump ha aggiunto che l'Iran aveva chiesto una «pausa» per il funerale, concessa dagli Usa, ma poi sono iniziati i lanci di missili. Ha ammesso: «Noi lo abbiamo ucciso, quindi bisogna vederla così». Ha inoltre riferito che gli iraniani avevano chiesto di non essere uccisi durante il funerale e che gli Usa avevano garantito di non farlo.
L'Iran ha ribadito il proprio controllo sullo Stretto di Hormuz dopo nuovi attacchi che hanno provocato la reazione del presidente Usa Donald Trump, secondo media internazionali. Trump, ad Ankara per un vertice Nato, ha definito «finito» il memorandum d'intesa firmato con Teheran il mese scorso e ha insultato le autorità iraniane dopo l'attacco con droni a diverse navi nella zona. L'esercito americano ha colpito il sud dell'Iran con una forza venti volte superiore agli attacchi iraniani, mentre i Guardiani della Rivoluzione e l'esercito iraniano hanno lanciato missili verso Bahrain e Kuwait e abbattuto un drone Usa. Il ministero degli Esteri iraniano ha accusato Washington di violare il memorandum, in particolare le clausole sul cessate il fuoco e il rispetto della sovranità territoriale.
Il Fondo monetario internazionale avverte che le scorte di petrolio si stanno avvicinando a livelli critici, mettendo a rischio la sicurezza alimentare, secondo il nuovo World Economic Outlook. Il Fmi sottolinea che un'escalation delle tensioni geopolitiche potrebbe rallentare la crescita globale e aumentare le pressioni inflazionistiche. Il modesto aumento dei prezzi del petrolio è stato finora contenuto dal rilascio delle scorte, ma queste potrebbero esaurirsi se le interruzioni dell'approvvigionamento persistono, avverte l'organismo.
Il presidente Usa Donald Trump ha espresso scetticismo sulla durata di un eventuale accordo nucleare con l’Iran. «Non sono sicuro che un’intesa con l’Iran possa reggere, perché li ho trovati molto disonesti», ha detto ai giornalisti, mettendo in dubbio la stabilità di un futuro patto.
Il presidente Trump ha detto che l’obiettivo degli Stati Uniti è la «denuclearizzazione dell’Iran», esprimendo frustrazione per la delegazione iraniana che «ha mentito» sugli incontri a porte chiuse, secondo media americani. Trump ha aggiunto di non sapere se si arriverà a un accordo e ha ipotizzato di procedere senza, perché «è più facile», senza spiegare come raggiungere l’obiettivo senza trattativa.
Donald Trump ha dichiarato ad Ankara di essere pronto a colpire centrali elettriche e impianti idrici iraniani «se sarà necessario», pur preferendo evitarlo. Il presidente Usa ha inoltre detto che valuta la possibilità di occupare l'isola di Kharg e di ripristinare un blocco navale a Hormuz, limitato all'Iran, secondo quanto riferito durante il vertice Nato.
Emmanuel Macron ha dichiarato a margine del vertice Nato di Ankara che i colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti continueranno per l'intero periodo di 60 giorni previsto dal memorandum, secondo Reuters. Il presidente francese ha aggiunto che l'Iran ha commesso un errore conducendo gli attacchi e ha sottolineato l'importanza di proseguire i negoziati con calma e sangue freddo.
Il presidente Usa Donald Trump ha definito «molto negativo» il comportamento degli iraniani durante una conferenza stampa con il presidente ucraino a Ankara, in Turchia. Trump ha aggiunto di non essere favorevole al cambio di regime in Iran, ma ha ribadito che gli Stati Uniti non vogliono che Teheran si doti di armi nucleari.
Quattro persone sono morte in un raid israeliano contro un veicolo nel sud di Gaza City, secondo Haaretz che cita fonti locali. Tra le vittime c'è Mohammed al-Wahidi, membro del Comitato Egiziano di Soccorso nella Striscia di Gaza. L'attacco ha colpito due uomini a bordo del veicolo e un bambino di dieci anni che giocava nelle vicinanze. La quarta vittima è il fratello minore del bambino, deceduto per le ferite riportate, riferiscono fonti mediche dell'ospedale Al-Shifa.
Il presidente Donald Trump ha detto ad Ankara che «probabilmente li colpiremo ancora stasera» riferendosi all'Iran. Lo ha dichiarato durante un incontro bilaterale con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Trump ha aggiunto di aver già inflitto colpi duri nella notte precedente.
La Commissione indipendente Onu per l'inchiesta sui territori palestinesi occupati ha chiesto il rilascio immediato e incondizionato del dottor Hussam Abu Safiya, direttore dell'ospedale Kamal Adwan di Gaza, secondo un comunicato. La commissione ha denunciato che Abu Safiya, detenuto da dicembre 2024 dalle autorità israeliane, ha subito abusi gravi che hanno aggravato la sua salute, probabilmente configurando crimini internazionali. Il panel ha chiesto anche la liberazione di altri operatori sanitari palestinesi detenuti arbitrariamente, definendo le operazioni militari contro il personale medico una politica volta a distruggere il sistema sanitario di Gaza.
Nel comunicato finale del vertice Nato ad Ankara, i leader hanno concordato di potenziare le capacità militari dell’alleanza, inclusa la difesa aerea e missilistica, e di aumentare la spesa per la difesa e la capacità industriale. L’alleanza ha invitato l’Iran a rispettare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e ha ribadito che Teheran non deve acquisire armi nucleari, secondo il documento ufficiale.
I leader della Nato riuniti in Turchia hanno ribadito che qualsiasi attacco a uno Stato membro sarà considerato un attacco a tutta l’alleanza, secondo fonti ufficiali. La dichiarazione sottolinea l’impegno collettivo alla difesa reciproca.
Donald Trump non ha parlato della fine del cessate il fuoco con l'Iran durante gli incontri con i leader Nato, riferisce Reuters citando fonti informate. La dichiarazione finale del summit ribadisce che l'Iran «non deve mai avere un'arma nucleare» e invita Teheran a rispettare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
I capi di Stato e di governo della Nato hanno riaffermato ad Ankara la necessità che l’Iran non sia in possesso di armi nucleari, secondo la dichiarazione congiunta diffusa al termine del vertice.
Un attacco militare ha danneggiato gravemente il porto strategico di Sirik, nel sud dell'Iran, ferendo quattro persone, riferisce l'agenzia ufficiale IRNA. L'azione, avvenuta in due ondate all'interno del bacino portuale, ha distrutto uno dei moli galleggianti principali, ha dichiarato Hamidreza Mohammadhosseini Takhti, responsabile dei porti nella provincia di Hormozgan orientale. Sono stati colpiti anche natanti commerciali locali e torri di telecomunicazione vicine. Una persona è stata trasportata in condizioni critiche all'ospedale di Minab, mentre altre tre hanno ricevuto cure sul posto, secondo Mohammadhosseini Takhti. L'attacco segue operazioni notturne del Comando Centrale Usa (CENTCOM) nella regione.
Il presidente Donald Trump non ha ripetuto le critiche alla Spagna né ha menzionato la fine dell'accordo di cessate il fuoco con l'Iran durante il vertice Nato di Ankara, secondo una fonte vicina ai colloqui. In precedenza, Trump aveva ordinato la sospensione degli scambi commerciali con la Spagna per la spesa militare e la posizione sulla guerra in Iran, riferisce Reuters.
Il presidente Usa Donald Trump ha annunciato ad Ankara, durante il vertice Nato, la fine del memorandum d’intesa con l’Iran, definendo i leader iraniani «malati» e «violenti» pronti a usare armi nucleari se ne avessero. Le sue parole hanno fatto salire il prezzo del petrolio e fatto calare le borse. Il Consiglio di Cooperazione del Golfo e altri Paesi regionali hanno condannato i recenti attacchi iraniani con droni e missili su Kuwait e Bahrain. Il segretario generale Nato Mark Rutte ha definito «assolutamente necessari» gli ultimi raid Usa, mentre il comando militare iraniano Khatam al-Anbiya ha avvertito che chi sostiene l’azione militare americana sarà considerato un obiettivo legittimo.
Arsenio Dominguez, direttore dell’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO), ha denunciato gli attacchi degli ultimi due giorni contro navi nello Stretto di Hormuz, che hanno messo in grave pericolo circa 6.000 marittimi bloccati su centinaia di imbarcazioni. Dominguez ha invitato tutte le parti a esercitare la massima moderazione e a ridurre le tensioni, esortando gli stati di bandiera e gli armatori a evitare il transito finché non sarà garantita la sicurezza degli equipaggi. «La sicurezza dei marittimi deve restare la nostra priorità», ha detto.
Ali Akbar Dareini, ricercatore del Center for Strategic Studies di Teheran, ha detto che l’Iran non cerca la guerra e si considera vittima, mentre Stati Uniti e Israele sono gli aggressori. Dareini ha aggiunto che le azioni militari Usa hanno riportato la situazione a prima del memorandum d’intesa, firmato da Trump, e che ora si rischiano escalation fuori controllo. Secondo il ricercatore, l’Iran potrebbe estendere il conflitto su un’area geografica ampia in Medio Oriente, perché non può tollerare attacchi mirati alle infrastrutture che controllano lo Stretto di Hormuz.
L'esercito israeliano monitora attentamente la situazione nel Golfo e non è sorpreso dall'escalation, poiché ritiene che l'Iran non possa soddisfare le richieste statunitensi, ha riferito una fonte militare a Maariv. «L'IDF è pronta a ogni sviluppo in Iran. Manteniamo gli stessi livelli di allerta e prontezza di ieri e dei giorni scorsi», ha detto la fonte. Ha aggiunto che, se necessario, Israele agirà in attacco o difesa. Al momento, sono gli Stati Uniti a condurre le trattative e ad aver agito in Iran la scorsa notte, ha concluso.
Il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha cancellato la visita in Israele prevista per oggi, riferisce Haaretz. Hegseth si trova ad Ankara per il vertice Nato e avrebbe dovuto incontrare il premier Benjamin Netanyahu e il ministro Israele Katz per discutere di Iran e della possibile fornitura di F-35 alla Turchia, secondo precedenti fonti di Cnn e Axios.
Il Libano ha dato il via libera ai colloqui di pace con Israele che si terranno a Roma, con gli Stati Uniti come mediatori. Lo riferisce l'emittente libanese Mtv. I negoziati della prossima settimana saranno quindi trilaterali.
Rafael Grossi, direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, sarà domani al Cairo per incontri con alti funzionari egiziani, tra cui il ministro degli Esteri Badr Abdelatty. Secondo fonti ufficiali, i colloqui verteranno sulla cooperazione tra Egitto e Aiea e sugli sviluppi del dossier nucleare iraniano. Verrà inoltre affrontata la proposta egiziana di un Medio Oriente libero da armi nucleari.
La Cnn, citando tre fonti a conoscenza dei fatti, riferisce che alti ufficiali militari statunitensi avrebbero ignorato avvertimenti su mappe obsolete di obiettivi in Iran. Gli attacchi sono stati autorizzati nonostante la consapevolezza dell'inesattezza delle informazioni, incluso il raid che colpì una scuola femminile a Minab, causando 168 morti tra studentesse e 14 insegnanti. L'esercito americano ha avviato un'indagine, ma il Pentagono non ha ancora reso noti i risultati, secondo le fonti.
L'Unione europea si attende che gli Stati Uniti rispettino gli obblighi commerciali con l'Ue, ha dichiarato un portavoce della Commissione europea dopo che il presidente Trump ha ordinato al segretario al Tesoro di interrompere i rapporti commerciali con la Spagna. A Ankara, Trump ha definito Madrid «un partner terribile» in Nato e l'ha criticata per il mancato sostegno alla guerra contro l'Iran. Il portavoce Olof Gill ha ricordato che «abbiamo firmato una dichiarazione congiunta con gli Usa lo scorso anno e ci aspettiamo che gli Usa rispettino i loro impegni come abbiamo fatto noi». La Commissione garantirà la protezione degli interessi Ue e continuerà a promuovere un commercio transatlantico stabile e reciproco.
Quattro persone sono morte in un attacco israeliano contro un veicolo nella parte meridionale di Gaza City, riferisce Haaretz citando fonti locali. Tra le vittime c'è Mohammed al-Wahidi, membro del Comitato Egiziano di Soccorso nella Striscia di Gaza, impegnato in aiuti umanitari. L'attacco ha ucciso anche due uomini a bordo del veicolo e un bambino di 10 anni che giocava nella zona. La quarta vittima è il fratello minore, deceduto per le ferite riportate, secondo fonti mediche dell'ospedale Al-Shifa.
Il presidente Donald Trump ha definito gli iraniani «un cancro» e ha detto che per lui «è finita» con loro, durante una conferenza stampa ad Ankara, secondo SkyNews. Trump ha aggiunto che gli Stati Uniti hanno risposto con attacchi «20 volte più duri» alle rappresaglie iraniane e ha ribadito che non intende più avere rapporti con Teheran. «Sono persone malvagie e malate», ha affermato, sottolineando che gli Usa colpiranno ogni volta che saranno attaccati.
Il presidente Donald Trump ha definito l’Iran «malato» e «bugiardo» e ha annunciato la fine del cessate il fuoco, secondo fonti ufficiali. Trump ha ribadito la sua posizione critica verso Teheran in un contesto di crescenti tensioni.
Il presidente Donald Trump ha detto alla Nato «Penso che sia finita. Non voglio più avere a che fare con loro». Trump ha definito i suoi interlocutori «persone malate, crudeli e violente» e ha aggiunto che lascia ai negoziatori la possibilità di continuare a parlare, ma li considera una perdita di tempo, secondo quanto riferito dai media.
Le sirene antiaeree sono suonate in Bahrein per la quarta volta dall'alba, ha riferito Nabil Al-Ahmar, consigliere per i media del re del Bahrein, su X. Al-Ahmar ha scritto che le difese aeree di Manama stanno abbattendo attacchi iraniani nei cieli del paese e hanno fermato le «aggressioni» iraniane, secondo fonti ufficiali.
Le forze navali del Distretto 3 delle Guardie Rivoluzionarie hanno comunicato che Mohammadreza Khazini, membro delle loro unità, è stato ucciso durante un attacco di droni statunitensi nel porto di Mahshahr, nel sud dell'Iran. Lo riferisce un comunicato ufficiale.
Il commissario Ue al Commercio, Maros Sefcovic, ha definito l'accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran «un'apertura significativa verso la stabilità regionale» e ha sottolineato la necessità di ulteriori sforzi per garantire pace duratura nello Stretto di Hormuz. Sefcovic ha chiesto di sviluppare corridoi alternativi come l'Imec e ha annunciato il rafforzamento della collaborazione con i partner del Golfo, durante il dibattito al Parlamento europeo, secondo quanto riferito dalla Commissione.
Pete Hegseth, segretario alla Difesa degli Stati Uniti, ha cancellato la visita in Israele prevista per oggi, secondo Haaretz. Hegseth si trova ad Ankara per il vertice Nato. Ieri Cnn e Axios avevano annunciato un incontro con Netanyahu e il ministro Israele Katz su Iran e F-35 per la Turchia.
Il ministero degli Esteri iraniano afferma che gli attacchi contro l'Iran e la revoca della licenza Usa per la vendita di petrolio hanno reso inefficace l'accordo di pace, secondo l'agenzia Fars. La nota accusa gli Stati Uniti di aver infranto i loro impegni e di essere responsabili dell'escalation di tensione. Il ministero sottolinea inoltre l'obbligo giuridico internazionale dei Paesi confinanti nel Golfo Persico, riferisce Fars.
Il Ministero degli Esteri del Kuwait ha condannato gli attacchi iraniani nel Paese, definendoli una violazione della sovranità nazionale. Il ministero ha aggiunto che «ci riserviamo il diritto di adottare tutte le misure necessarie per preservare la nostra sovranità e difendere la nostra sicurezza», secondo un comunicato ufficiale. Gli attacchi sono avvenuti in risposta ai raid statunitensi dopo l'attacco delle Guardie Rivoluzionarie a petroliere nello Stretto di Hormuz.
Il presidente Donald Trump ha definito l'Iran «un cancro» e ha detto che «per me è finita» durante una conferenza stampa ad Ankara, secondo SkyNews. Trump ha accusato gli iraniani di essere «persone malvagie e malate» e ha rivendicato la risposta militare statunitense, definendola «20 volte più dura» delle rappresaglie iraniane. Ha inoltre affermato che gli Usa colpiranno ogni volta che saranno attaccati e ha ribadito di non voler più avere rapporti con Teheran.
Il presidente Donald Trump ha definito l'Iran «malato» e «bugiardo», annunciando che il cessate il fuoco «è finito». Lo ha detto durante un intervento riportato da media americani. Trump ha così alzato il tono contro Teheran nel contesto delle tensioni in Medio Oriente.
Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha definito «assolutamente necessari» i bombardamenti Usa in Iran della scorsa notte. Lo ha detto al vertice di Ankara, sottolineando che «se c'è un cessate il fuoco e l'Iran lo viola, è fondamentale che gli Stati Uniti reagiscano con forza». Rutte ha citato gli attacchi alle navi come esempio della violazione, secondo fonti ufficiali.
Il primo ministro olandese Rob Jetten ha dichiarato ad Ankara che «è importante dimostrare di non accettare violazioni del cessate il fuoco», secondo fonti ufficiali. Jetten ha aggiunto che occorre esercitare la massima pressione diplomatica per garantire la prosecuzione dei colloqui e il raggiungimento di una soluzione.
Il prezzo del gas ha superato i 48 euro a causa delle tensioni tra Stati Uniti e Iran dopo gli attacchi Usa su obiettivi nello Stretto di Hormuz e la risposta di Teheran. Secondo dati di mercato, i contratti Ttf ad Amsterdam sono aumentati di oltre il 4%.
Donald Trump ha dichiarato alla Nato che la tregua con l'Iran «penso che sia finita». Ha aggiunto che non vuole più avere a che fare con Teheran, definendo i suoi leader «persone malate, crudeli e violente». Trump ha lasciato ai negoziatori la possibilità di continuare i colloqui, ma li ha definiti «una perdita di tempo», secondo fonti ufficiali.
Intorno alle 2 del mattino, aerei da guerra israeliani hanno bombardato la foresta di Ali al-Taher, vicino a Nabatieh al-Fawqa, preceduti da colpi di artiglieria, secondo l’agenzia libanese Nna. Media arabi indicano la collina, alta circa 600 metri, come obiettivo strategico per il controllo della città di Nabatieh da est. Israele sostiene che Hezbollah utilizzi i pendii boscosi a est di Ali al-Taher per operazioni militari, rendendo l’area cruciale per la sicurezza tra il confine e il fiume Litani. Sempre secondo Nna, tre raid israeliani hanno colpito la zona tra Beit Yahoun, Qounine e Barashit nel distretto di Bint Jbeil.
Le sirene antiaeree sono risuonate in Bahrein per la quarta volta dall'alba, ha riferito Nabil Al-Ahmar, consigliere per i media del re del Bahrein, su X. Le difese aeree di Manama hanno intercettato e abbattuto missili iraniani lanciati contro il paese, definendo gli attacchi «aggressioni» iraniane, secondo quanto riportato da Al-Ahmar.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dichiarato da Ankara di seguire l’evolversi della situazione in Iran e Medio Oriente, in contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Portolano, e il comandante del Covi, generale Iannucci. Crosetto ha rassicurato che al momento nessun militare o personale italiano risulta coinvolto negli eventi in corso. Ha aggiunto che la priorità resta la sicurezza del personale italiano e che si continuerà a monitorare la situazione per adottare ogni misura necessaria.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane del Distretto 3 navale hanno annunciato la morte di Mohammadreza Khazini durante un attacco con droni statunitensi nel porto di Mahshahr, nel sud dell'Iran. Lo riporta un comunicato ufficiale delle forze navali.
Il commissario Ue al Commercio, Maros Sefcovic, ha dichiarato alla plenaria del Parlamento europeo che lo Stretto di Hormuz resta instabile nonostante l'accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran. Sefcovic ha sottolineato la necessità di sviluppare corridoi alternativi come l'Imec (Corridoio economico India-Medio Oriente-Europa) per garantire stabilità e libertà di navigazione, secondo quanto riferisce la Commissione europea. Ha inoltre accolto con favore l'accordo trilaterale tra Stati Uniti e Israele, evidenziando l'importanza del disarmo dei gruppi non statali in Libano.
Il ministero degli Esteri egiziano ha condannato gli attacchi iraniani contro Kuwait e Bahrein, definendoli una «flagrante violazione della sovranità» e «un'inaccettabile escalation». Il Cairo ha espresso «piena solidarietà» ai due Paesi e ha invitato alla moderazione per preservare la pace regionale, secondo una nota ufficiale. L'Egitto ha sottolineato che la stabilità del Golfo è «parte integrante» della sicurezza nazionale e regionale.
Il ministero degli Esteri del Qatar ha condannato gli attacchi iraniani in Kuwait e Bahrein, in risposta ai raid americani sul territorio iraniano, e ha chiesto una riduzione delle tensioni nella regione. In un comunicato, Doha ha invitato a preservare la stabilità regionale e a proseguire il dialogo diplomatico, facendo riferimento al protocollo d'intesa tra Iran e Stati Uniti del 17 giugno, secondo fonti ufficiali qatariote.
È iniziato a Najaf il corteo funebre per la Guida suprema iraniana Ali Khamenei, riporta l’agenzia semi-ufficiale Tasnim. Dopo giorni di cerimonie a Teheran e Qom, la salma è giunta in Iraq per i funerali regionali richiesti da autorità religiose e politiche irachene. Secondo Tasnim, decine di migliaia di persone hanno affollato le strade di Najaf per la processione verso il santuario dell'Imam Ali. Filmati online mostrano momenti di preghiera presso le bare dell’Ayatollah e dei suoi familiari.
La tv di Stato iraniana Irib riferisce che oltre 2 milioni di iracheni hanno partecipato ai funerali dell'ayatollah Khamenei a Najaf. Secondo Irib, la cifra riguarda solo la città di Najaf.
Il ministero degli Esteri iraniano denuncia che «i ripetuti attacchi illegali contro l’Iran» e la revoca della licenza Usa per la vendita di petrolio iraniano hanno reso inefficaci parti fondamentali dell’accordo per la pace, riporta l’agenzia Fars. La nota accusa gli Stati Uniti di aver infranto i loro impegni e sottolinea l’obbligo giuridico internazionale dei Paesi confinanti nel Golfo Persico, secondo il ministero.
I media iraniani riportano una serie di esplosioni nella città di Bushehr, nel sud-ovest del paese, dopo la ripresa delle ostilità con gli Stati Uniti. L’agenzia Mehr segnala «esplosioni a Bushehr e nei dintorni» senza fornire dettagli aggiuntivi. Bushehr ospita l’unica centrale nucleare civile iraniana ed è vicina all’isola di Kharg, principale terminal petrolifero per il 90% delle esportazioni di greggio.
Il Ministero degli Esteri del Kuwait ha definito gli attacchi iraniani una violazione della sovranità nazionale. La nota del ministero sottolinea che il Kuwait si riserva il diritto di adottare tutte le misure necessarie per difendere la propria sicurezza. Gli attacchi sono avvenuti dopo raid statunitensi e attacchi delle Guardie Rivoluzionarie contro petroliere nello Stretto di Hormuz.
Il primo ministro olandese Mark Rutte si aspetta che gli alleati della Nato ribadiscano oggi l'obbligo dell'Iran di riaprire lo stretto di Hormuz, ha detto in un'intervista. Rutte ha sottolineato l'importanza della libera circolazione nelle acque strategiche, secondo media internazionali.
Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha scritto su X che l'Iran adotterà misure decisive per difendere i propri interessi e la sicurezza nazionale. Gharibabadi accusa gli Stati Uniti di aver violato ripetutamente il Memorandum d'intesa di Islamabad con dichiarazioni minacciose e azioni in Libano.
Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano, denuncia «gravi violazioni» del memorandum tra Usa e Iran, tra cui minacce nello Stretto di Hormuz e reintroduzione delle sanzioni petrolifere, in un post sul suo profilo X. Ghalibaf accusa inoltre gli Stati Uniti di attacchi nel sud dell'Iran e definisce «aggressione sionista continua» quella sul Libano. «L'era del bullismo è finita. Non ci pieghiamo», afferma il capo negoziatore iraniano dopo i raid statunitensi notturni nello Stretto di Hormuz.
Il Comando Centrale delle Forze armate iraniane ha dichiarato che «l'Iran non permetterà alcuna interferenza» nella gestione dello stretto di Hormuz. In un comunicato riportato dall'agenzia IRNA, ha definito le cerimonie funebri per Ali Khamenei «un'umiliante sconfitta per l'arroganza globale e gli Stati Uniti». La dichiarazione segue gli scontri tra Usa e Iran della scorsa notte.
Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha definito «assolutamente necessari» i bombardamenti Usa in Iran della scorsa notte. Durante il vertice di Ankara, ha sottolineato che la reazione americana è fondamentale dopo la violazione del cessate il fuoco da parte di Teheran, citando gli attacchi alle navi di ieri.
Il primo ministro olandese Rob Jetten ha detto ad Ankara che «è importante dimostrare di non accettare violazioni del cessate il fuoco», riferisce la stampa locale. Jetten ha aggiunto che «serve la massima pressione diplomatica per garantire il proseguimento dei colloqui e il raggiungimento di una soluzione».
Il prezzo del gas ha raggiunto 48,5 euro a causa delle tensioni tra Stati Uniti e Iran dopo attacchi Usa nello stretto di Hormuz e la risposta di Teheran, riferiscono fonti di mercato. Ad Amsterdam, i contratti Ttf sono saliti di oltre il 4%, segnala il mercato di riferimento europeo.
Intorno alle 2 del mattino, aerei da guerra israeliani hanno bombardato la foresta di Ali al-Taher, vicino a Nabatieh al-Fawqa, preceduti da colpi di artiglieria, secondo l’agenzia libanese Nna. La collina, alta circa 600 metri, è considerata un obiettivo strategico perché domina Nabatieh da est e sarebbe usata da Hezbollah per operazioni militari, riferiscono media arabi. Sempre secondo Nna, l’Idf ha condotto tre raid notturni tra Beit Yahoun, Qounine e Barashit, nel distretto di Bint Jbeil, nel Libano meridionale.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane affermano di aver colpito decine di basi militari statunitensi in Kuwait e Bahrein, secondo la televisione di Stato IRIB. Il comunicato parla di un'operazione con missili e droni che ha colpito 85 installazioni chiave e abbattuto un drone MQ-9 in risposta agli attacchi americani. L'annuncio è stato diffuso dall'emittente statale iraniana.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto riferisce di seguire da Ankara l'evolversi della situazione in Iran e nel Medio Oriente. Crosetto è in contatto con il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Portolano, e con il comandante del Covi, generale Iannucci, per aggiornamenti. «Al momento il personale della Difesa italiana non risulta coinvolto», afferma in una nota diffusa dopo i bombardamenti americani e la rappresaglia iraniana. Il ministro assicura che si continuerà a monitorare la situazione per tutelare i connazionali.
Il corteo funebre per la Guida suprema iraniana Ali Khamenei è iniziato a Najaf, in Iraq, secondo l'agenzia semi-ufficiale Tasnim. Dopo giorni di lutto pubblico a Teheran e Qom, la salma è stata trasferita in Iraq per i funerali regionali richiesti da autorità religiose e politiche locali. Filmati mostrano decine di migliaia di persone lungo il percorso verso il santuario dell'Imam Ali, con momenti di preghiera presso le bare del leader e dei suoi familiari.
Il Comando centrale degli Stati Uniti ha annunciato di aver colpito oltre 80 obiettivi in Iran durante i raid notturni in risposta agli attacchi contro navi nello Stretto di Hormuz. Secondo un comunicato pubblicato su X, le forze statunitensi hanno colpito sistemi di difesa, reti di comando, postazioni radar costiere, capacità missilistiche antinave e più di 60 imbarcazioni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.
Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha scritto su X che l'Iran adotterà misure decisive per difendere la sicurezza nazionale. Gharibabadi accusa gli Stati Uniti di aver violato ripetutamente il Memorandum d'intesa di Islamabad con dichiarazioni minacciose e azioni in Libano. Ha definito il recente attacco statunitense «un'ulteriore grave violazione» dell'accordo, secondo fonti ufficiali.
Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano, denuncia «gravi violazioni» degli Stati Uniti al memorandum con l’Iran, tra cui attacchi nello stretto di Hormuz e reintroduzione delle sanzioni petrolifere. Lo scrive in un post sul suo profilo X dopo i raid statunitensi notturni. Ghalibaf definisce «finita l’era del bullismo» e afferma «non ci pieghiamo».
Il Comando Centrale delle Forze armate iraniane ha dichiarato che «l'Iran non permetterà alcuna interferenza nella gestione dello Stretto di Hormuz, in nessuna circostanza», secondo l'agenzia IRNA. Nel comunicato si afferma inoltre che le cerimonie funebri per Ali Khamenei hanno rappresentato «un'umiliante sconfitta per l'arroganza globale e i criminali Stati Uniti», dopo gli attacchi reciproci tra Teheran e Washington della scorsa notte.
I Guardiani della Rivoluzione iraniana riferiscono di aver colpito 85 installazioni militari statunitensi in Kuwait e Bahrein. L’operazione congiunta della Marina e della Forza aerospaziale ha impiegato missili e droni, abbattendo anche un drone MQ-9, secondo un comunicato diffuso dalla televisione ufficiale Irib. L’attacco sarebbe una risposta agli attacchi statunitensi nello stretto di Hormuz.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane affermano di aver colpito decine di installazioni militari statunitensi in Kuwait e Bahrein, secondo la televisione di Stato IRIB. Un comunicato delle Guardie Rivoluzionarie riferisce che la Marina e le Forze Aerospaziali hanno condotto un’operazione con missili e droni, colpendo 85 obiettivi chiave e abbattendo un drone MQ-9. L’attacco sarebbe una risposta agli attacchi americani, secondo l’emittente statale.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha lasciato l'Iraq ed è rientrato a Teheran dopo aver partecipato ai funerali dell'ex Guida Suprema Ali Khamenei a Najaf, riferiscono media di Stato iraniani. Secondo l'agenzia Irna, Pezeshkian è partito nelle prime ore di oggi al termine della visita in Iraq. Il suo rientro coincide con l'avvio dei raid statunitensi contro città e obiettivi iraniani in risposta agli attacchi contro navi commerciali nello Stretto di Hormuz.
Donald Trump ha autorizzato un piano di attacco contro l'Iran e ne ha ordinato l'esecuzione mentre partecipava al vertice Nato in Turchia, riferisce Axios citando un funzionario americano. Il presidente ha incontrato ad Ankara il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario al Tesoro Scott Bessent e il capo degli stati maggiori congiunti generale Dan Caine. Secondo la fonte «non è ancora chiaro per quanto tempo proseguiranno gli attacchi» e si attende una valutazione dei risultati prima di ulteriori decisioni.
Il Comando centrale degli Stati Uniti ha comunicato di aver colpito oltre 80 obiettivi in Iran durante i raid notturni in risposta agli attacchi contro navi nello Stretto di Hormuz. Secondo l'esercito Usa, sono stati colpiti sistemi di difesa, reti di comando, postazioni radar e più di 60 imbarcazioni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche nelle aree dello stretto e limitrofe.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha lasciato l'Iraq ed è rientrato a Teheran dopo aver partecipato ai funerali dell'ex Guida Suprema Ali Khamenei a Najaf, riferiscono media di Stato. Secondo l’agenzia Irna, Pezeshkian è partito nelle prime ore di oggi al termine della visita in Iraq. Il suo rientro coincide con l’avvio dei raid statunitensi contro obiettivi iraniani, lanciati in risposta agli attacchi contro navi commerciali nello Stretto di Hormuz.
Amnesty International denuncia la mancanza di giustizia per le vittime dei massacri di gennaio in Iran, stimando 7.000 morti a causa della repressione statale. Diana Eltahawy, vicedirettrice regionale per Medio Oriente e Nord Africa, afferma che «è indifendibile che la comunità internazionale non abbia intrapreso azioni concrete per promuovere la giustizia internazionale». Il governo iraniano indica 3.117 vittime, mentre l'Ong Hrana ne stima oltre 7.000. Eltahawy sottolinea che le autorità iraniane «non hanno subito alcuna conseguenza» per l'uso illegale della forza letale.
Donald Trump ha approvato un piano di attacco contro l'Iran e ne ha ordinato l'esecuzione mentre partecipava al vertice Nato in Turchia, riferisce Axios citando un funzionario americano. Il presidente ha incontrato ad Ankara il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il segretario di Stato Marco Rubio, il ministro del Tesoro Scott Bessent e il generale Dan Caine, capo degli stati maggiori congiunti. Secondo la fonte «non è ancora chiaro per quanto tempo proseguiranno gli attacchi» e si attendono valutazioni sui risultati prima di ulteriori decisioni.
Il Bahrein ha condannato gli attacchi iraniani contro petroliere saudite e qatariote nello Stretto di Hormuz, definendoli una «grave violazione del diritto internazionale», secondo il ministero degli Esteri. Il paese ha espresso solidarietà all'Arabia Saudita e al Qatar e ha invitato la comunità internazionale a proteggere la libertà di navigazione e la sicurezza energetica globale. Gli incidenti sono stati indicati come una minaccia alla sicurezza marittima e all'approvvigionamento energetico.
Gli attacchi statunitensi recenti contro l'Iran hanno avuto una portata e una potenza quattro o cinque volte superiori rispetto a quelli di dieci giorni fa, riporta Axios citando un funzionario americano. Circa ottanta obiettivi sono stati colpiti durante l'operazione.
Il ministero degli Esteri iraniano ha accusato gli Stati Uniti di aver ripetutamente violato il memorandum d'intesa concordato, avvertendo di ritorsioni dopo gli attacchi di Washington nello Stretto di Hormuz. In una dichiarazione pubblicata su Telegram da Irib News, il ministero ha definito «serio avvertimento» le conseguenze di tali violazioni e ha promesso misure decisive per tutelare gli interessi e la sicurezza nazionale dell'Iran.
Il Comando centrale Usa (Centcom) afferma che i raid sono una risposta agli attacchi iraniani contro tre navi commerciali nello Stretto di Hormuz, definiti un'aggressione ingiustificata e una violazione del cessate il fuoco. L'escalation avviene durante i negoziati tra Stati Uniti e Iran per un accordo dopo il conflitto recente, riferisce il Centcom. Nelle ore precedenti, il dipartimento del Tesoro Usa ha revocato una deroga temporanea alle sanzioni che permetteva all'Iran di esportare petrolio greggio fino al 21 agosto, aumentando la pressione economica su Teheran.
Amnesty International denuncia la mancanza di giustizia per le vittime dei massacri di gennaio in Iran, stimando 7.000 morti a causa della repressione statale. Diana Eltahawy, vicedirettrice regionale di Amnesty per Medio Oriente e Nord Africa, definisce «indifendibile» l'inerzia internazionale di fronte alle uccisioni illegali di migliaia di persone. Il governo iraniano indica 3.117 vittime, mentre l'ong Hrana ne stima oltre 7.000.
