Microsoft avvia una nuova e pesante ristrutturazione. Il colosso di Redmond ha annunciato il taglio di circa 4.800 posti di lavoro, pari al 2,1% della forza lavoro globale, nell’ambito di un piano di riduzione dei costi che colpisce soprattutto il comparto commerciale e la divisione gaming Xbox.
La notizia arriva all’inizio del nuovo anno fiscale dell’azienda e rappresenta l’ennesima tornata di licenziamenti dopo quelle già avviate negli ultimi mesi. A pagare il prezzo più alto sarà Xbox, che entro la fine dell’anno fiscale 2027 eliminerà circa 3.200 posti di lavoro, pari a circa il 20% dell’intera divisione. Di questi, 1.600 sono stati tagliati immediatamente.
La mail ai dipendenti: “La tecnologia cambia più velocemente che mai”
Ad annunciare il piano è stata Amy Coleman, responsabile delle risorse umane di Microsoft, attraverso una comunicazione interna ai dipendenti.
“Il modo in cui la tecnologia viene creata, implementata e utilizzata si sta trasformando più velocemente che in qualsiasi altro momento della mia permanenza qui”, ha scritto la manager, spiegando che l’azienda deve adattare strutture, ruoli e processi alla nuova fase dell’industria tecnologica.
Coleman ha però precisato che i posti eliminati non saranno sostituiti direttamente dall’intelligenza artificiale. Secondo Microsoft, il problema non è una sostituzione automatica dei lavoratori, ma la necessità di riorganizzare il business mentre l’IA modifica profondamente il modo in cui vengono sviluppati prodotti e servizi.
Xbox sotto pressione: “Il nostro business non è sano”
La situazione più delicata riguarda Xbox: in una mail inviata ai dipendenti, la nuova CEO della divisione gaming, Asha Sharma, ha utilizzato toni particolarmente diretti: “Il nostro business oggi non è sano”. Secondo la dirigente, i margini operativi della divisione sono tra tre e dieci volte inferiori rispetto a quelli di altre aziende del settore.
Da mesi Sharma aveva avviato quello che internamente viene definito un vero e proprio “reset” della strategia Xbox. La manager, arrivata alla guida della divisione nel febbraio 2026 dopo il ritiro di Phil Spencer, aveva già avvertito che il modello costruito negli ultimi anni non era più sostenibile.
Tra le criticità individuate ci sono:
- il rallentamento delle vendite hardware;
- la crescita inferiore alle attese di Game Pass;
- gli elevati costi sostenuti per contenuti, acquisizioni e piattaforme;
- margini sempre più compressi.
Secondo documenti interni citati dalla stampa internazionale, Xbox avrebbe investito oltre 20 miliardi di dollari in contenuti, piattaforme e sussidi hardware negli ultimi cinque anni, mentre i ricavi avrebbero registrato un calo complessivo.
Studi venduti e riorganizzazione interna
La ristrutturazione non si limita al personale.
Microsoft starebbe infatti ridisegnando profondamente l’ecosistema Xbox. Alcuni studi verranno separati dalla divisione o passeranno sotto nuove proprietà. Tra quelli coinvolti figurano Compulsion Games, Double Fine, Ninja Theory e Undead Labs, mentre altre realtà sono oggetto di valutazioni strategiche.
L’obiettivo dichiarato è ridurre i livelli manageriali, semplificare lo sviluppo delle piattaforme e concentrare le risorse sui franchise più redditizi.
Il peso degli investimenti nell’intelligenza artificiale
Sul fondo c’è una questione che riguarda l’intero settore tecnologico: la corsa all’intelligenza artificiale.
Negli ultimi due anni Microsoft ha investito decine di miliardi di dollari in infrastrutture, data center e sistemi IA, diventando uno dei principali protagonisti della rivoluzione generativa. Questo sforzo finanziario sta però spingendo l’azienda a cercare nuove efficienze operative.
I licenziamenti annunciati oggi rappresentano quindi molto più di una semplice riduzione dei costi: sono il segnale di una trasformazione profonda del modello di business di Microsoft, che punta sempre più sull’intelligenza artificiale e sempre meno sulle strutture organizzative costruite nell’era precedente.
Per Xbox, invece, si apre probabilmente la fase più delicata degli ultimi anni. Dopo le grandi acquisizioni e la scommessa sugli abbonamenti, la divisione gaming è ora chiamata a dimostrare di poter tornare a crescere in un mercato sempre più competitivo e costoso.
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