Una crociera di venti giorni tra Canada e Alaska si è trasformata in un incubo per centinaia di persone a bordo della Ruby Princess, dove è scoppiata un’epidemia di norovirus. La nave, partita da San Francisco il 12 giugno, ha fatto rientro in porto lo scorso 2 luglio dopo aver visto decine di passeggeri ed equipaggio colpiti da vomito e disturbi intestinali durante la navigazione.
Il contagio a bordo e la reazione della compagnia
L’epidemia è stata comunicata al Center for Disease Control statunitense il 27 giugno, quando a bordo si contavano 102 passeggeri contagiati su un totale di 3.032, insieme a 23 membri dell’equipaggio su 1.144 unità. Il fatto che i casi non si siano manifestati tutti simultaneamente indica come il virus sia riuscito a propagarsi progressivamente durante il viaggio. Princess Cruises ha fatto sapere che il personale di bordo è intervenuto tempestivamente, attivando protocolli di sanificazione rinforzati in tutti gli ambienti della nave. In vista della prossima partenza, fissata per il 9 luglio, l’imbarcazione sarà sottoposta a una pulizia approfondita e a una completa disinfezione.
Cos’è il norovirus e i rischi per la salute
Secondo l’Istituto superiore di sanità, il norovirus rappresenta una delle principali cause di gastroenterite acuta non batterica e costituisce un problema rilevante per la sicurezza alimentare, diffondendosi soprattutto in ambienti affollati come ospedali, case di riposo, scuole e navi da crociera. Il virus ha un periodo di incubazione compreso tra le 12 e le 48 ore, mentre l’infezione può protrarsi dalle 12 alle 60 ore, manifestandosi con nausea, vomito, diarrea acquosa e crampi addominali. Nella maggior parte dei casi la guarigione avviene spontaneamente entro uno o due giorni, ma resta fondamentale reintegrare i liquidi persi. Il contagio può risultare invece più insidioso per bambini piccoli, anziani over 65 e persone con patologie pregresse.
