La campagna “5 euro contro il fumo” ha raggiunto e superato l’obiettivo previsto dalla Costituzione per le leggi di iniziativa popolare. In poco più di quattro mesi sono state raccolte oltre 52mila firme, già consegnate al Senato, per chiedere un forte aumento del prezzo dei prodotti da fumo e dei dispositivi alternativi come sigarette elettroniche e tabacco riscaldato.
Ora i promotori chiedono che il Parlamento acceleri l’iter. In una conferenza stampa tenuta il 30 giugno, Aiom, Fondazione Airc, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom hanno invitato le istituzioni a procedere rapidamente con la calendarizzazione e la discussione del testo.
Secondo i promotori, il rincaro rappresenterebbe uno degli strumenti più efficaci per ridurre il numero di fumatori, in particolare tra i più giovani.
L’obiettivo: aumentare il prezzo di sigarette ed e-cig
La proposta nasce dalla convinzione, sostenuta da numerose evidenze scientifiche internazionali, che l’aumento del prezzo dei prodotti del tabacco sia il metodo più efficace per ridurne il consumo.
A sostenerlo è anche Silvano Gallus, responsabile del Laboratorio di Ricerca sugli Stili di Vita dell’Istituto Mario Negri, che ha ricordato come l’Organizzazione Mondiale della Sanità e la Banca Mondiale considerino la leva fiscale uno degli strumenti principali nella lotta al tabagismo.
Secondo Gallus, il provvedimento dovrebbe riguardare non solo le sigarette tradizionali, ma anche sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato, sempre più diffusi tra adolescenti e giovani adulti.
Attualmente il prezzo medio di un pacchetto di sigarette in Italia si aggira intorno ai 6 euro, una cifra che, secondo i promotori, resta inferiore rispetto a quella registrata in diversi Paesi dell’Europa occidentale.
I numeri del tabagismo in Italia
La campagna richiama dati che continuano a preoccupare il mondo medico e scientifico.
Ogni anno in Italia si stimano circa 93mila decessi attribuibili al fumo, mentre l’impatto economico complessivo del tabagismo sarebbe pari a 23 miliardi di euro annui tra costi sanitari diretti, cure mediche, ricoveri e perdita di produttività.
Nonostante le restrizioni introdotte negli ultimi decenni, oltre 10 milioni di italiani fumano regolarmente.
Particolarmente allarmante è il fenomeno tra i più giovani. Secondo i dati citati dai promotori, oltre il 10% degli under 19 è fumatore abituale e, all’interno di questa fascia, circa uno su dieci consuma già più di mezzo pacchetto al giorno.
Per oncologi e ricercatori, intervenire sui prezzi significherebbe soprattutto rendere più difficile l’accesso al fumo per gli adolescenti, categoria considerata particolarmente sensibile agli aumenti di costo.
Cosa succede adesso
Dopo la consegna delle firme, il testo dovrà essere esaminato dal Senato. I promotori ricordano che il regolamento parlamentare prevede l’avvio dell’iter entro pochi mesi e si aspettano che il disegno di legge venga discusso entro l’autunno.
L’auspicio è che possa ripetersi quanto avvenuto con la legge sul diritto all’oblio oncologico, nata anch’essa da una forte mobilitazione della società civile e poi approvata con un ampio consenso parlamentare.
Resta però da capire quale sarà la posizione delle forze politiche. Se da un lato la tutela della salute pubblica raccoglie generalmente un consenso trasversale, dall’altro l’ipotesi di un forte aumento della tassazione su sigarette ed e-cig potrebbe aprire un confronto acceso tra esigenze sanitarie, impatto economico sui consumatori e gettito fiscale per lo Stato.
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