Stop dell’UE alle confezioni di bottiglie d’acqua. Il Regolamento Unione europea 2025/40 sugli imballaggi entrerà in vigore dal 12 agosto. La norma limita gli imballaggi considerati superflui, con un focus esplicito sui multipack che tengono insieme le bottiglie di acqua minerale. Per gli Stati che non raggiungeranno il 90% di raccolta delle bottiglie in plastica scatterà dal 1° gennaio 2029 un sistema di deposito cauzionale, con impatti attesi su produzione, logistica e distribuzione.
Il testo disciplina a livello europeo gli imballaggi e i rifiuti da imballaggio e introduce vincoli alle modalità di confezionamento, riducendo l’uso di confezioni che avvolgono più contenitori. Nel mirino, in particolare, i multipack dell’acqua. Pellicole, fascette o manici che uniscono più bottiglie sono considerati packaging secondario da ridurre per tagliare la quantità di rifiuti generati.
Cosa cambia per le confezioni di acqua minerale
La novità si concentra sui sistemi che collegano più bottiglie, un formato molto diffuso nella grande distribuzione. L’impianto del regolamento spinge verso la vendita di unità singole o soluzioni alternative al tradizionale film plastico o al manico che tiene insieme i colli. L’obiettivo è tagliare il materiale impiegato e semplificare la filiera del riciclo, limitando gli imballaggi secondari che non sono indispensabili alla conservazione del prodotto.
Stop UE alle confezioni d’acqua: gli effetti in Italia
La decisione definita a Bruxelles si tradurrà sul mercato italiano in una progressiva riduzione delle confezioni multiple e nella necessità per le imprese di riprogettare imballaggi e processi logistici entro la data di piena applicazione. Il comparto dell’acqua minerale in Italia muove volumi e occupazione rilevanti: 16,4 miliardi di litri imbottigliati, 1,7 miliardi di litri esportati e un giro d’affari al consumo pari a 3,3 miliardi di euro, con oltre 50 mila addetti tra diretti e indiretti.
Impatto su consumatori e filiera
I consumi familiari citati dal settore indicano circa 273 litri di acqua minerale pro capite all’anno. Nelle abitudini di acquisto questo si traduce in sette-otto multipack da sei bottiglie da 1,5 litri al mese per famiglia. La modifica delle confezioni richiederà tempi di programmazione per produzione, approvvigionamenti, linee di imbottigliamento e logistica: senza testi tecnici definitivi, spiegano le imprese, è difficile pianificare gli adeguamenti necessari e stimarne i costi.
Prossimi passi e date da segnare
Bruxelles ha annunciato la possibilità di correzioni normative nelle interlocuzioni con il settore. Il comparto reclama la pubblicazione di testi attuativi e linee guida tecniche prima della scadenza del 12 agosto. L’evoluzione della normativa sarà osservata anche alla luce dell’avvio del sistema cauzionale dal 1° gennaio 2029 per i Paesi che non raggiungeranno il 90% di raccolta delle bottiglie di plastica.
Le aziende attendono ora la pubblicazione delle modifiche concordate e delle specifiche tecniche per definire tempi e costi degli adeguamenti, così da riorganizzare produzione e distribuzione in coerenza con il nuovo quadro europeo. Per i Paesi che resteranno sotto il target, il sistema cauzionale scatterà il 1° gennaio 2029.
