Il bilancio degli infortuni mortali sul lavoro in Italia è di 1.093 nel 2025. Il confronto con il 2024 segnala una sostanziale stabilità, a fronte di 1.090 decessi l’anno precedente. A Montecitorio la ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone ha presentato i dati Inail e ha collegato l’andamento alla spinta su prevenzione e formazione.
Numeri 2025 e confronto con il 2024
Nella ripartizione, i decessi avvenuti direttamente nei luoghi di lavoro sono 798, in lieve calo rispetto agli 805 del 2024. Gli incidenti “in itinere” — cioè nel tragitto casa-lavoro — sono 295, in aumento sui 285 dell’anno precedente. Calderone ha richiamato i dati dell’Inail; i numeri complessivi provengono dall’istituto.
La ministra ha aggiunto che, sempre secondo l’Inail, l’incidenza degli infortuni mortali per 100.000 dipendenti ha mostrato una regressione. Il quadro, dunque, combina un tasso in calo con un numero assoluto di vittime che resta vicino a quello del 2024, soprattutto per effetto dell’aumento degli eventi in itinere.
Prevenzione e formazione, la linea della ministra
Collegando i numeri al lavoro di prevenzione, Calderone ha sottolineato il rafforzamento della platea coperta dai dispositivi di sicurezza e dalla formazione. «Oggi a distanza di 4 anni noi abbiamo al lavoro più di 1 milione di persone che sono sottoposte a regime di prevenzione rischi in materia di salute e sicurezza sul lavoro», ha affermato, richiamando il paragone con dicembre 2022.
La riduzione statistica, però, «non è sufficiente», ha messo in chiaro la ministra. L’obiettivo politico e amministrativo resta quello della «visione zero», vale a dire azzerare gli infortuni mortali attraverso prevenzione, formazione mirata e controlli più diffusi. In aula Calderone ha ribadito le priorità senza annunciare misure nuove e puntuali, indicando comunque nella copertura formativa e nell’estensione dei presìdi i perni dell’azione.
Nel suo intervento a Montecitorio la ministra ha spiegato che l’ampliamento della platea sottoposta a regimi di prevenzione deve procedere insieme al monitoraggio dell’incidenza, considerata in arretramento. È su questi elementi — tendenza dell’indice, diffusione della prevenzione, attenzione agli incidenti in itinere — che il dicastero intende calibrare il lavoro nei prossimi passaggi parlamentari e amministrativi.
