27 giugno 2026 – Il capitano dell’Iran Mehdi Taremi, dopo il pareggio con l’Egitto, ha parlato in una conferenza stampa della gestione della competizione da parte della Fifa e del presidente Gianni Infantino: “è un Mondiale disastroso, un disastro“, e ha aggiunto che problemi logistici – visti mancanti, staff assente e trasferimenti continui – hanno inciso sulla preparazione, collegando le difficoltà a scelte prese “fin dall’inizio” del torneo.
İran Milli Takımı’nın kaptanı Mehdi Taremi, FIFA ve ABD’deki organizasyon sürecine ilişkin tepkisini dile getirdi.
“Bu felaket bir Dünya Kupası. Profesyonel futbolcular olarak bu koşullarda bir turnuvaya katılamayız; bu ne doğru ne de adil. FIFA bunu adil buluyorsa, onların… pic.twitter.com/4v2i4NC6VD
— Kevîn (@revoluttie) June 27, 2026
“Nessuno ci aiuta, nessuno”
Taremi ha parlato al termine della partita di venerdì: “Il signor Infantino è venuto nel nostro spogliatoio dopo la prima partita contro la Nuova Zelanda e ha detto: “È solo l’inizio…” ma la fase a gironi finisce domani”, ha raccontato durante la conferenza stampa. Ha detto che la nazionale non aveva con sé il personale logistico perché “non hanno il visto”. Parte dello staff logistico e tecnico della squadra non ha ottenuto il visto americano, il che significa che l’Iran ha giocato ogni partita senza il supporto completo delle figure professionali che normalmente gestiscono recupero fisico, alimentazione e organizzazione dei trasferimenti.
Taremi ha aggiunto che la squadra è stata costretta a spostare la base inizialmente prevista in Arizona per stabilirsi a Tijuana, in Messico, “a fine maggio”, secondo lui a causa del perdurare del conflitto militare tra Stati Uniti e Iran. Sempre secondo il capitano, quel conflitto è iniziato il 28 febbraio con attacchi che, a suo dire, avrebbero ucciso la Guida Suprema Ali Khamenei – un punto che il capitano ha esposto come spiegazione pratica dei problemi sui visti e sugli spostamenti. Taremi ha puntato il dito anche contro la promessa fatta da Infantino in apertura dei Mondiali a Città del Messico: “aveva detto che sarebbe venuto a guidare un autobus da Teheran per portarci qui”, ma, “Nessuno ci aiuta, nessuno.”
L’Iran ai Mondiali 2026
L’Iran ha partecipato al Mondiale sette volte senza mai superare la fase a gironi. Questo torneo avrebbe dovuto essere quello della svolta. Nei mesi precedenti al via, la partecipazione stessa era tutt’altro che scontata: dopo l’inizio del conflitto, la Federazione calcistica iraniana aveva chiesto di disputare le partite in Messico – uno dei paesi ospitanti insieme a Stati Uniti e Canada – dato che il calendario attuale prevedeva tutte le gare del girone negli USA. La proposta fu però respinta dalla Fifa. Era stato Infantino in persona a farsi garante della partecipazione.
Parlando al forum CNBC Invest in America, aveva dichiarato che la squadra iraniana sarebbe venuta “di sicuro”, aggiungendo che i giocatori volevano giocare e che “lo sport dovrebbe essere al di fuori della politica”. Aveva anche incontrato la nazionale iraniana ad Antalya, in Turchia. Il 30 aprile, in apertura del Congresso FIFA a Vancouver, aveva ribadito: “Permettetemi di iniziare subito confermando che l’Iran parteciperà sicuramente alla Coppa del Mondo 2026, e ovviamente giocherà negli Stati Uniti d’America.”
Taremi sui Mondiali: “Dobbiamo combattere contro tutti”
A chi gli ha chiesto se l’Iran volesse davvero partecipare al torneo, Taremi ha risposto: “Dobbiamo combattere contro tutto qui… Non so cosa voglia la gente. Dal nostro punto di vista, sì, credo che gli piaccia… com’è possibile che giochiamo 90 minuti e poi dobbiamo tornare a Tijuana?”.
Il pareggio contro l’Egitto ha chiuso il girone con tre risultati di parità e la qualificazione ancora in bilico, ma la sensazione è che per l’Iran la battaglia si sia combattuta molto lontano dal campo. Sabato 27 giugno si giocherà l’ultimo turno di partite dei gironi: sarà lì, sul campo e sui risultati degli altri match, che si deciderà se la squadra iraniana passerà il turno o tornerà a casa.
