27 giugno 2026 – Silvia Salis, sindaca di Genova, è stata ritratta in costume a Forte dei Marmi. Lo scatto, firmato dal settimanale Chi, è finito in prima pagina su Libero lo stesso giorno con il titolo “La Salis bollente”e l’occhiello “Burrasca in vista”. Questi titolo richiama un precedente: nel 2017 lo stesso giornale aveva titolato “Patata bollente” in riferimento a Virginia Raggi, espressione che la Cassazione aveva giudicato diffamatoria.
La didascalia e il sommario della prima pagina individuano nella stessa immagine anche Marco Speciale, capo di gabinetto del Comune di Genova, definito da Libero “il favorito“. Nella foto originale, pubblicata da Chi, compaiono altre persone; nella riproduzione in prima pagina di Libero, invece alcuni volti sono stati cancellati: il ritaglio isola la sindaca e il capo di gabinetto rispetto agli altri presenti.
Diffusione della notizia
Silvia Salis è sindaca di Genova dal 29 maggio 2025. La sua immagine pubblica è stata rilanciata nelle ultime settimane da figure politiche come Dario Franceschini e Beppe Bettini, che l’hanno indicata come possibile figura di raccordo per liste di Centro.
Nel suo network compaiono anche riferimenti personali e professionali: il marito Fausto Brizzi è richiamato per le sue produzioni pubbliche e Agnoletti è citato come riferimento nella costruzione del profilo mediatico. Queste indicazioni sono presenti nelle cronache che hanno seguito la vicenda. Sul piano editoriale il caso mette a confronto due pratiche: Chi, che documenta i servizi fotografici, e Libero, che seleziona, titola e interpreta l’immagine per la prima pagina.
La giustapposizione tra servizio fotografico e titolazione è al centro delle critiche che circolano nelle redazioni e tra i commentatori: da un lato la pubblicazione integrale dell’immagine, dall’altro la scelta del taglio e del titolo in prima pagina che portano a una lettura a sfondo sessuale.
Il precedente Virginia Raggi
Il 10 febbraio 2017, Libero pubblicò un articolo di Vittorio Feltri con il titolo “Patata bollente”, riferito a Virginia Raggi, allora sindaca di Roma. L’articolo apparve durante un periodo in cui Raggi era sotto indagine per presunte irregolarità in alcune nomine della sua amministrazione – inchiesta che venne poi archiviata. Giudicati offensivi, oltre al titolo, anche l’cchiello: “La vita agrodolce della Raggi” – e il sommario, che recitava: “La sindaca di Roma nell’occhio del ciclone per le sue vicende comunali e personali. La sua storia ricorda l’epopea di Berlusconi con le Olgettine, che finì malissimo”. Un impianto testuale che collegava la figura della sindaca a un contesto insieme giudiziario e sessualmente allusivo, esattamente come accade oggi con la prima pagina su Salis.
Raggi presentò querela definendo quelle espressioni “vomitevoli”. Nel 2021 il Tribunale di Catania riconobbe Feltri e Senaldi colpevoli di diffamazione: Feltri come autore e direttore editoriale del pezzo, Senaldi per non aver esercitato il necessario controllo editoriale. Nel giugno 2023 la Corte d’Appello di Catania confermò la sentenza di primo grado. Raggi ha commentato la sentenza definitiva affermando di non aver mai accettato soluzioni bonarie, “volendo giungere all’ultimo grado di giudizio perché fosse cristallizzata la responsabilità penale di Feltri e Senaldi”, dai quali non ha mai ricevuto alcuna scusa. Ha aggiunto che quella prima pagina non aveva offeso solo lei: “Tante persone, tantissime donne, si sentirono coinvolte”.
Silvia Salis: “Sul gossip non commento”
Il parallelismo con il caso Salis è strutturale, non soltanto lessicale. In entrambi i casi si tratta di una sindaca donna ritratta in un contesto privato e di una prima pagina he affianca l’immagine a un titolo con doppio senso. La differenza, al momento, è che il caso Raggi ha già una sentenza passata in giudicato che definisce quella pratica come diffamazione aggravata. Quel precedente costituisce oggi un riferimento giuridico diretto per chiunque voglia valutare le iniziative legali percorribili nel caso Salis.
Interpellata a margine di una conferenza a Palazzo Tursi, Salis ha poi commentato: “Sul gossip non commento perché, per fortuna, abbiamo cose più importanti di cui occuparci.” Una risposta volutamente piatta, che non alimenta la polemica ma non la nomina nemmeno.
