26 giugno 2026 – Dopo anni segnati da tensioni politiche, divergenze su alcuni dossier europei e rapporti spesso definiti “freddi”, Italia e Francia provano a voltare pagina. Il 36° vertice bilaterale, ospitato giovedì 25 giugno ad Antibes, ha rappresentato molto più di un incontro istituzionale: è stato il tentativo di rilanciare un rapporto considerato strategico per entrambi i Paesi e per l’intera Unione europea.
Al termine del summit, il presidente francese Emmanuel Macron e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni hanno insistito sul valore della collaborazione tra Roma e Parigi, respingendo la narrazione di relazioni compromesse.
“Italia e Francia sono partner indispensabili. È questo il senso del Trattato del Quirinale”, ha dichiarato Macron. Gli ha fatto eco Meloni, sottolineando come senza i due Paesi «l’Europa e l’Occidente non sarebbero quello che sono».
Il vertice arriva dopo un lungo periodo senza incontri bilaterali di questo livello. L’ultimo risaliva infatti al 2020, poco prima dello scoppio della pandemia. Da allora non sono mancati attriti politici, ma il faccia a faccia di Antibes ha mostrato la volontà di costruire una nuova fase di cooperazione.
Meloni e Macron: “Relazioni glaciali? No, tra noi confronto serio”
Uno dei temi affrontati indirettamente durante la conferenza stampa è stato proprio quello dei rapporti personali e politici tra i due leader.
Meloni ha respinto l’idea che tra Italia e Francia ci siano stati rapporti “glaciali”, spiegando che si è sempre trattato di un confronto tra governi chiamati a difendere i rispettivi interessi nazionali.
«Le nostre relazioni non sono state glaciali, ma tra persone serie che parlano di politica», ha affermato la presidente del Consiglio, sottolineando come le differenze non abbiano mai impedito ai due Paesi di collaborare quando necessario.
Macron ha risposto con una battuta sul clima della Costa Azzurra, osservando che «non c’è nulla di glaciale» nei rapporti tra Roma e Parigi e ribadendo la volontà di continuare a lavorare insieme nel rispetto reciproco.
Sette accordi: dal nucleare allo spazio
Il risultato più concreto del vertice è rappresentato dai sette accordi siglati tra Italia e Francia, che rafforzano la cooperazione in diversi settori strategici.
Particolare attenzione è stata dedicata all’energia nucleare, tema tornato al centro del dibattito europeo. Macron ha ribadito la disponibilità della Francia a collaborare con l’Italia nello sviluppo dei nuovi reattori civili di piccola taglia (Small Modular Reactor – SMR).
In questo contesto, Edison, EDF, Nuward e gli operatori della filiera nucleare italiana hanno sottoscritto una dichiarazione d’intenti per sviluppare congiuntamente un impianto europeo di terza generazione basato sulla tecnologia SMR, con l’obiettivo di arrivare ai primi impianti operativi entro il 2035.
Gli accordi riguardano anche innovazione, ricerca, spazio, infrastrutture e trasporti. Tra i progetti discussi figurano il rafforzamento della collaborazione tra Bpifrance e CDP Venture Capital per sostenere gli investimenti nelle imprese innovative e lo sviluppo del collegamento ferroviario tra Genova e Marsiglia.
Ucraina, Libano e il chiarimento sull’Iran
Sul piano internazionale, Meloni ha ringraziato Macron per il lavoro svolto durante il recente G7 di Evian, che, secondo la premier, ha favorito un riavvicinamento delle posizioni occidentali sul sostegno all’Ucraina.
Nel corso della conferenza stampa, la presidente del Consiglio è tornata anche sulle dichiarazioni del segretario generale della Nato, Mark Rutte, che nei giorni scorsi aveva lasciato intendere un coinvolgimento italiano nell’operazione militare statunitense contro l’Iran.
Meloni ha ribadito che l’Italia non ha preso parte all’attacco, precisando che il contributo italiano si è limitato al rispetto degli impegni assunti con gli alleati, attraverso la concessione delle basi per attività logistiche e tecniche.
La premier ha invitato quindi a “maggiore prudenza” quando si affrontano temi così delicati, osservando che una ricostruzione troppo semplificata rischia di generare confusione.
Accanto ai dossier su Ucraina e Medio Oriente, Italia e Francia hanno discusso anche di una possibile cooperazione per il futuro della missione internazionale in Libano, confermando la volontà di rafforzare il coordinamento su alcune delle principali crisi geopolitiche.
Il vertice di Antibes segna così un nuovo tentativo di rilanciare il rapporto tra le due principali economie manifatturiere dell’Europa occidentale. Le differenze politiche non sono scomparse, ma il messaggio emerso dal summit è chiaro: Roma e Parigi intendono tornare a lavorare insieme sui grandi dossier strategici che riguardano il futuro dell’Europa.
