Apple ha aumentato i prezzi di MacBook e iPad in tutto il mondo negli ultimi giorni. L’azienda ha collegato la mossa all’aumento dei costi dei chip di memoria e di archiviazione. Ha anche affermato che l’industria ha affrontato una «sfida senza precedenti» per la domanda di componenti destinati ai data center dell’intelligenza artificiale, e il rialzo arriva dopo che altri produttori hanno già aggiornato i listini, con analisti che avvertono possibili estensioni ad altri segmenti del mercato consumer.
Tra i modelli interessati rientra il MacBook Pro con 1 terabyte di storage: nello store online statunitense il prezzo è salito da 1.699 a 1.999 dollari. Il tech analyst Paolo Pescatore ha detto alla BBC che il rincaro dimostra come il «boom dell’AI stia ora interessando l’elettronica consumer». David Naranjo, di Counterpoint Research, ha previsto che altri produttori di PC e tablet potrebbero seguire Apple, alzando i prezzi su prodotti selezionati, riducendo le promozioni sui modelli di accesso o concentrandosi su dispositivi premium. Dipanjan Chatterjee, vicepresidente e analista principale di Forrester, ha osservato: «Se qualcuno può reggere un aumento dei prezzi con un impatto minimo, è Apple».
Tim Cook, in un’intervista al Wall Street Journal, ha detto che i rincari erano «inevitabili» a causa di una situazione «insostenibile» sul fronte dei chip di memoria, sottolineando la necessità che prezzi e forniture tornino a livelli ragionevoli per i prodotti consumer.
Domanda dei data center e rincaro dei chip
Apple e diverse società di ricerca attribuiscono gran parte della pressione sui prezzi delle memorie e delle unità di archiviazione alla domanda concentrata dei grandi data center per carichi di lavoro di intelligenza artificiale. L’ondata di investimenti in AI ha alterato il rapporto tra offerta e domanda, comprimendo la disponibilità di componenti chiave per i dispositivi consumer e aumentando i listini lungo la filiera.
Le ripercussioni non si fermano ai PC e ai tablet. Valve, per esempio, ha rivisto i piani per alcuni prodotti hardware e ha annunciato prezzi più alti per una Steam Machine, spiegando che l’obiettivo di prezzo iniziale non risultava più sostenibile. Il caso evidenzia come il trasferimento dei costi si estenda anche a realtà con un portafoglio hardware più contenuto, quando il nodo riguarda memorie e storage.
Prospettive su listini e promozioni
Gli analisti indicano uno scenario in cui, nei prossimi mesi, potrebbero verificarsi rialzi selettivi dei listini, meno promozioni sui modelli entry-level e un maggiore focus su fasce premium. Naranjo ha segnalato tre leve probabili: aumenti mirati, riduzione degli sconti d’ingresso e spinta su configurazioni più ricche per difendere i margini.
Tra i dati pubblici citati, il prezzo aggiornato del MacBook Pro con 1 TB è di 1.999 dollari negli Stati Uniti, mentre il prezzo del Neo nel Regno Unito è di 699 sterline: cifre che evidenziano l’impatto diretto dei rincari dei componenti sui prezzi al dettaglio e suggeriscono che la pressione potrebbe restare elevata finché la domanda legata all’AI manterrà i ritmi attuali.
