Un’accesa lite avvenuta nello storico stabilimento balneare “Alla Lanterna” ha riacceso i riflettori su una delle tradizioni più singolari e discusse di Trieste. Presso la struttura comunale, nota a tutti come il Pedocin, un muro separa la spiaggia per gli uomini da quella riservata alle donne. Proprio il rispetto di questo confine, unico caso rimasto in Europa e risalente a inizio Novecento, è stato la miccia di un violento alterco che ha coinvolto una coppia di turisti e i bagnanti del posto, culminando in un vero e proprio parapiglia con spintoni.
Lo scontro verbale e le accuse di sessismo medievale
L’episodio si è verificato nel settore maschile della spiaggia di Trieste, dove una bagnante locale si trovava insieme al marito per accompagnare il figlioletto disabile. La donna ha invitato una coppia di turisti, entrata nella zona riservata agli uomini, a rispettare il regolamento dello stabilimento. La richiesta ha innescato la reazione furiosa dei vacanzieri, che hanno insultato pesantemente la cittadina triestina. “Vivete nel Medioevo”, avrebbero urlato i due turisti secondo le testimonianze, accusando la città di portare avanti una palese e arretrata discriminazione di genere.
L’intervento dei bagnini e l’unicità del Pedocin di Trieste
Dalle parole si è passati rapidamente ai fatti, con spintoni ai limiti dell’aggressione fisica che hanno reso necessario il tempestivo intervento degli addetti alla sicurezza del bagno. Dopo il caos, i turisti si sono allontanati spontaneamente dalla struttura. Gestito dal Comune con un biglietto d’ingresso di 1,20 euro, lo stabilimento rappresenta un’istituzione intoccabile per la comunità locale. Nonostante le critiche esterne di anacronismo, l’alto muro di cemento continua a dividere i settori: l’unico punto di contatto e socializzazione tra uomini e donne è rappresentato dal mare aperto, dove la barriera fisica cessa di esistere.
