LUCCA, 11 GIU – La Corte di Assise di Lucca ha condannato per omicidio a 18 anni Cinzia Dal Pino, 65 anni, che l’8 settembre 2024 a Viareggio uccise il ladro che l’aveva derubata della borsa, Noereddine Mezgui, detto Said, marocchino di 52 anni, travolgendolo con l’auto. Dal Pino ha ascoltato la sentenza in aula accompagnata dalla figlia senza reazioni mostrare. La Corte ha stabilito l’espiazione della condanna alla detenzione domiciliare.
La condanna di Cinzia Dal Pino
La Corte di Assise era in camera di consiglio a Lucca per decidere sulla richiesta di ergastolo fatta dalla procura contro Cinzia Dal Pino, la balneare di 65 anni, che l’8 settembre 2024 a Viareggio uccise il ladro che l’aveva derubata della borsa. L’imputata lo travolse più volte con la sua auto causandone la morte e si riprese la borsa. I legali di Dal Pino hanno sostenuto nel processo l’eccesso colposo di legittima difesa. Le immagini mostravano la sequenza dell’investimento mentre la vittima, Noereddine Mezgui, detto Said, marocchino di 52 anni, camminava sul marciapiede con la refurtiva.
La difesa della condannata
“Mi aspettavo una diversa soluzione sia sul piano della qualificazione giuridica, sia sul piano dell’entità della pena”. Fare appello? “Aspettiamo le motivazioni”, 90 giorni, “ma penso di sì”. Così l’avvocato Enrico Marzaduri, difensore di Cinzia Dal Pino, ai cronisti dopo la lettura della sentenza della corte di assise che condanna la 65enne per aver ucciso col Suv Nourdine Mezgoui dopo che l’aveva derubata a Viareggio. Era Dal Pino in aula. “La mia assistita non ha detto nulla”, non ha commentato la sentenza che la condanna a 18 anni, ha riferito l’avvocato difensore. “Penso – ha aggiunto – che avesse la speranza di una soluzione meno pesante” ma “poteva andare anche peggio”.
A chi gli domanda se la donna provasse rimorso, Marzaduri rimanda a quanto già emerso nel corso della vicenda. “Si è espresso in sede di esame dibattimentale, ha già chiarito” i suoi sentimenti, ha detto l’avvocato difensore, e “comunque – ha ricordato – prima di essere arrestata era andata a pregare in chiesa”. Riguardo alla detenzione domiciliare per scontare la pena – anziché il carcere -, Marzaduri si è limitato a dire che si tratta di “una decisione” tecnica “autonoma, che non è coinvolta dalla decisione odierna” mentre il percorso di giustizia riparativa proposto dalla difesa “è stato avviato e ci sarà una prima occasione di incontro presto, mi sembra il 22”.
La pena ai domiciliari
Cinzia Dal Pino sconterà alla detenzione domiciliare la condanna di 18 anni per l’omicidio volontario del ladro che la derubò a Viareggio “perché la misura cautelare resta in piedi che non venga chiesta una revoca, una modifica, da parte della difesa. Vedremo quale sarà la scelta della difesa che farà gli interessi della sua assistita” e che non ha fatto richiesta in tal senso. Lo ha spiegato ai giornalisti l’avvocato di parte civile Gianmarco Romanini, che tutela la famiglia della vittima, rispetto ai dubbi sulla mancata carcerazione dell’imprenditrice di Viareggio. “Gli arresti domiciliari sono già un modo per scontare la pena quindi giustamente la difesa non chiederà revoca”, ha aggiunto l’avvocato Enrico Carboni, altro legale di parte civile.
