A sei mesi dallo sgombero dello spazio sociale di corso Regina Margherita e dalla fine del percorso avviato nel 2024 per una possibile regolarizzazione, torna a farsi sentire il fronte degli autonomi legato ad Askatasuna. In un documento diffuso oggi, il centro sociale e il Network antagonista torinese indirizzano dure critiche al sindaco di Torino Stefano Lo Russo, accusandolo di aver modificato il proprio approccio politico sul tema della sicurezza.
Il documento degli autonomi e l’accusa al sindaco
Nel testo, gli attivisti richiamano un vecchio proverbio latino per contestare la linea del primo cittadino, sostenendo che la sua gestione del tema sicurezza rappresenterebbe un errore reiterato: “Errare è umano, perseverare nell’errore è diabolico”. Secondo la loro lettura, Lo Russo si sarebbe lasciato attrarre da una narrazione considerata tipica della destra cittadina e nazionale, trasformando la sicurezza in una priorità centrale del dibattito politico locale.
Gli autonomi sostengono inoltre che una parte consistente del Partito Democratico avrebbe scelto di affrontare la questione securitaria seguendo un’impostazione più vicina alle posizioni conservative, giudicata da loro una strategia politica controproducente.
Critiche alla gestione del post sgombero di Askatasuna
Una delle critiche principali riguarda la reazione dell’amministrazione comunale dopo lo sgombero di Askatasuna. Nel documento si afferma che, in occasione delle manifestazioni di protesta successive, la priorità del Comune sarebbe stata quella di esprimere solidarietà alle forze dell’ordine, una scelta che gli autonomi considerano un segnale politico significativo.
Lo stesso schema, secondo il loro racconto, si sarebbe ripetuto anche in occasione di altri episodi di tensione in città, compresi i disordini avvenuti durante il derby tra Torino e Juventus, quando rimase ferito alla testa Marco Basoccu. In quell’occasione, viene ricordato nel documento, le prese di posizione istituzionali sarebbero arrivate rapidamente, senza attendere ulteriori chiarimenti sugli eventi.
Critiche alla gestione delle periferie e delle politiche urbane
Un altro punto centrale dell’attacco riguarda le politiche urbane e sociali del Comune. Gli autonomi accusano l’amministrazione di concentrarsi prevalentemente su strumenti repressivi come l’aumento delle forze dell’ordine e la diffusione di sistemi di videosorveglianza, ritenuti insufficienti ad affrontare le cause profonde del disagio nelle periferie.
Secondo questa visione, verrebbe trascurata l’analisi delle condizioni strutturali che incidono sulle difficoltà dei quartieri periferici, così come un maggiore investimento in politiche sociali che il Comune, pur con risorse limitate, potrebbe rafforzare. Il documento insiste sull’idea che il dibattito pubblico si sia spostato quasi esclusivamente su un piano securitario, a scapito di altre priorità.
Il nodo dell’area ex Askatasuna
Nelle ultime righe del testo viene affrontata la situazione dell’area circostante l’ex centro sociale, che secondo gli autonomi sarebbe stata trasformata in una zona fortemente presidiata dalle forze dell’ordine. Il quartiere, viene affermato, vivrebbe da mesi in una condizione di forte controllo, paragonata a una sorta di “fortino”.
Pur riconoscendo che la gestione dell’ordine pubblico non dipende esclusivamente dall’amministrazione comunale, il documento attribuisce comunque alla linea politica del governo la responsabilità di un approccio giudicato eccessivamente repressivo. Viene infine sottolineato come, a loro avviso, il sindaco non abbia preso una posizione sufficientemente netta su questa situazione.
Per approfondire: Askatasuna, cos’è? E perché è al centro dei disordini avvenuti a Torino?
