19 luglio 2026 – “Questa storia non è finita qui”: sono state queste le prime parole pronunciate da Luis Manuel Otero Alcántara dopo il suo arrivo all’aeroporto di Miami. L’artista e dissidente cubano ha trascorso cinque anni in carcere per la sua attività politica e per il tentativo di partecipare alle proteste dell’11 luglio 2021.
Accolto da attivisti ed esponenti della comunità cubana, Otero Alcántara ha formato una “L” con le dita e chiesto la liberazione immediata di tutti i prigionieri politici ancora detenuti sull’isola. Negli Stati Uniti vivrà in esilio dopo aver ottenuto un permesso umanitario dalle autorità americane.
⚠️⚠️Con una bandera cubana en sus hombros, el artista Luis Manuel Otero Alcántara llega a la Ermita de la Caridad del Cobre de Miami.
Afuera lo espera una multitud de personas.
Video. Yusnabi pic.twitter.com/hWRNdXVTLn— Mag Jorge Castro🇨🇺 (@MagJorgeCastro) July 18, 2026
Luis Manuel Otero Alcántara libero dopo cinque anni di carcere
Otero Alcántara, 38 anni, è uno dei fondatori del Movimiento San Isidro, collettivo di artisti e attivisti nato all’Avana per contestare le limitazioni imposte dal governo cubano alla libertà di espressione.
Il dissidente era stato arrestato l’11 luglio 2021, mentre cercava di raggiungere le manifestazioni antigovernative scoppiate in numerose città dell’isola. Nel 2022, al termine di un processo a porte chiuse, era stato condannato a cinque anni per reati tra cui oltraggio ai simboli nazionali, vilipendio e disordini pubblici. Diverse organizzazioni internazionali, tra cui Amnesty International, lo hanno riconosciuto come prigioniero di coscienza.
L’artista è uscito dal carcere di massima sicurezza di Guanajay il 7 luglio, pochi giorni prima della scadenza della pena, ma non era tornato libero. Le autorità cubane lo avevano trasferito in una struttura statale tenuta segreta, facendo crescere la preoccupazione dei familiari e degli attivisti. Cubalex aveva quindi presentato un ricorso di habeas corpus per conoscere il luogo in cui era trattenuto.
Dopo undici giorni senza notizie certe, Otero Alcántara è stato accompagnato all’aeroporto dell’Avana e imbarcato su un volo diretto negli Stati Uniti.
Otero Alcántara a Miami: “Ora mi sento un privilegiato”
Ad attenderlo nel terminal internazionale di Miami c’era un gruppo di dissidenti cubani. Tra loro anche Eliécer Márquez Duany, conosciuto come El Funky, uno degli interpreti di “Patria y Vida”, la canzone diventata il simbolo delle proteste contro il governo dell’Avana.
“Mi sento un privilegiato. Mi lascio alle spalle un Paese al collasso”, ha dichiarato l’artista. Otero Alcántara ha ricordato in particolare Maykel “Osorbo” Castillo, rapper e attivista ancora detenuto a Cuba: “Non so quanti prigionieri abbiano sofferto quello che ho sofferto io, o anche peggio”. Il momento più duro dei cinque anni trascorsi in carcere, ha spiegato, è stato “restare rinchiuso tutto il tempo da solo”.
La partenza per gli Stati Uniti riapre però il tema dell’esilio come condizione per la liberazione dei dissidenti cubani. Otero Alcántara aveva inizialmente rifiutato questa possibilità, temendo di essere allontanato definitivamente dal proprio Paese, ma avrebbe poi cambiato idea a causa delle restrizioni che avrebbe continuato a subire una volta uscito dal carcere.
Il Movimiento San Isidro e le proteste dell’11 luglio
Il Movimiento San Isidro è nato nel 2018 nell’omonimo quartiere dell’Avana per contrastare il Decreto 349, una norma che ha rafforzato il controllo delle autorità cubane sulla produzione artistica. I membri del collettivo denunciano da anni censura, arresti arbitrari e sequestri delle opere.
Otero Alcántara era già stato fermato più volte e aveva intrapreso diversi scioperi della fame. Compare anche nel video di “Patria y Vida”, il brano vincitore di due Latin Grammy che ha sostituito lo storico slogan rivoluzionario “Patria o muerte” con una richiesta di libertà e cambiamento.
Secondo Prisoners Defenders, a Cuba ci sarebbero oltre 1.300 detenuti politici. Il governo dell’Avana respinge questa definizione e sostiene che le persone arrestate dopo le proteste del 2021 siano state condannate per reati comuni. Il segretario di Stato americano Marco Rubio, confermando l’arrivo di Otero Alcántara, ha invece chiesto la liberazione degli altri oppositori ancora in carcere.
