L’Unione Europea prepara un nuovo giro di vite nei confronti della Russia. Da Bruxelles, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha presentato il 21esimo pacchetto di sanzioni, sostenendo che la strategia adottata dall’UE negli ultimi anni stia producendo risultati concreti. Le nuove misure puntano a colpire diversi settori chiave dell’economia russa, dall’energia alla finanza, passando per il comparto della pesca.
Sanzioni alla Russia: nel mirino energia, finanza e settore ittico
Illustrando il nuovo pacchetto, von der Leyen ha spiegato che Bruxelles intende continuare a esercitare pressione economica su Mosca attraverso una serie di restrizioni aggiuntive. Tra gli ambiti interessati figurano il settore energetico e quello finanziario, considerati centrali per le entrate russe.
Le proposte includono inoltre misure rivolte al comparto ittico e nuove limitazioni che riguardano i veterani russi coinvolti nella guerra in Ucraina, ai quali potrebbe essere vietato l’ingresso nel territorio dell’Unione Europea.
Stop temporaneo all’adeguamento del price cap sul petrolio
Tra le novità annunciate c’è anche una modifica relativa al tetto massimo imposto al prezzo del petrolio russo. La Commissione europea ha infatti proposto una sospensione temporanea del meccanismo di adeguamento del price cap.
Secondo von der Leyen, la misura resterà in vigore fino a gennaio del prossimo anno per consentire una maggiore stabilità dei mercati energetici, mantenendo però la pressione economica sulle entrate di Mosca. La presidente della Commissione ha spiegato che il sistema originario non era stato concepito per affrontare shock di mercato eccezionali come quelli provocati dalla chiusura dello Stretto di Hormuz.
Nuove restrizioni sulle navi metaniere
Il pacchetto comprende anche ulteriori limitazioni legate al commercio energetico. Bruxelles intende introdurre restrizioni sulla rivendita di navi metaniere alla Russia, una misura che punta a ridurre ulteriormente la capacità del Paese di operare nei mercati internazionali dell’energia.
L’obiettivo dichiarato è quello di limitare le possibilità di aggirare le sanzioni già esistenti e rendere più difficile l’accesso russo alle infrastrutture strategiche necessarie per il trasporto delle risorse energetiche.
Sanzioni, von der Leyen: “La guerra ha un costo molto alto per Mosca”
Nel corso della presentazione, von der Leyen ha sostenuto che la Russia non sia riuscita a raggiungere gli obiettivi prefissati in Ucraina nonostante gli anni di conflitto. La presidente della Commissione ha ricordato come continuino i bombardamenti sulle città ucraine e le incursioni di droni che interessano anche lo spazio aereo europeo.
Secondo l’analisi illustrata da Bruxelles, la guerra starebbe producendo conseguenze significative sull’economia russa. Von der Leyen ha citato un’inflazione vicina al 6%, tassi di interesse al 14,5% e un aumento della pressione fiscale, elementi che contribuirebbero a un progressivo deterioramento del tenore di vita.
Le stime dell’UE sull’economia russa
La presidente della Commissione europea ha inoltre evidenziato che il bilancio russo sarebbe sottoposto a una crescente pressione. Tra i dati citati figurano la perdita di oltre due terzi delle attività liquide del fondo sovrano e una riduzione di circa il 40% delle entrate energetiche registrata all’inizio del 2026.
Per Bruxelles, l’insieme delle sanzioni adottate negli ultimi anni starebbe progressivamente isolando la Russia dai mercati finanziari internazionali, con effetti sulla crescita economica e sulla capacità di sostenere lo sforzo bellico. Proprio sulla base di questa valutazione, la Commissione ritiene necessario proseguire con nuove misure restrittive, confermando la linea seguita dall’Unione Europea dall’inizio del conflitto.
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