Ottant’anni dopo quel referendum che il 2 giugno 1946 segnò la nascita della Repubblica Italiana, la politica si è ritrovata attorno a un messaggio condiviso: celebrare una delle date fondative della storia nazionale. Pur con accenti e sensibilità diverse, maggioranza e opposizione hanno ricordato il valore della democrazia, della partecipazione e della Costituzione in occasione della Festa della Repubblica.
Al centro delle celebrazioni c’è stato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che nel messaggio inviato alle Forze Armate ha definito il 2 giugno 1946 “il compimento di un atto di libertà senza precedenti”, ricordando come uomini e donne, per la prima volta insieme al voto, decisero di lasciarsi alle spalle la guerra e la dittatura per costruire un Paese democratico.
L’orgoglio nazionale nelle parole del governo
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito la ricorrenza “una festa di riconoscenza e responsabilità”, sottolineando come l’Italia debba guardare al futuro con maggiore ambizione e orgoglio.
Anche diversi esponenti dell’esecutivo hanno richiamato i valori fondanti della Repubblica. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha evidenziato la necessità di costruire una difesa moderna e credibile per garantire la pace e la sicurezza in un contesto internazionale sempre più instabile.
Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha partecipato alla parata dei Fori Imperiali insieme alla delegazione della Farnesina, mentre i ministri Giuseppe Valditara, Orazio Schillaci, Anna Maria Bernini e Alessandro Giuli hanno richiamato i valori di libertà, democrazia, istruzione, salute e cultura come pilastri dell’identità repubblicana.
L’opposizione richiama Costituzione, diritti e partecipazione
Dall’altra parte, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha posto l’accento sul significato storico della scelta repubblicana dopo fascismo e guerra, ricordando il primo voto delle donne e la necessità di rendere vivi ogni giorno i principi della Costituzione attraverso la lotta alle disuguaglianze e alle ingiustizie sociali.
Un tema, quello della partecipazione democratica, condiviso anche da Riccardo Magi, che ha sottolineato come la democrazia debba essere difesa rafforzando gli strumenti della partecipazione popolare.
Numerosi esponenti politici, da destra a sinistra, hanno inoltre ricordato il valore storico del suffragio universale e l’ingresso delle donne nella vita democratica del Paese, considerato uno dei passaggi più importanti nella costruzione dell’Italia contemporanea.
La Festa della Repubblica supera le divisioni
Se durante l’anno il confronto politico resta spesso acceso, il 2 giugno continua a rappresentare uno dei pochi momenti capaci di unire istituzioni e forze politiche attorno a una memoria condivisa. A ottant’anni dalla nascita della Repubblica, il messaggio più ricorrente emerso dalle dichiarazioni è stato quello della responsabilità: custodire la democrazia, difendere la Costituzione e trasmettere alle nuove generazioni il valore della partecipazione civica.
Perché, come hanno ricordato molti degli interventi di oggi, la Repubblica non è soltanto una ricorrenza da celebrare, ma un progetto da rinnovare ogni giorno.
