Si apre a Gallarate il percorso medico-legale sulla morte dei cinque sub italiani deceduti durante un’immersione alle Maldive. Mentre iniziano le prime autopsie, sul caso si intreccia anche una polemica legata alla gestione dei profili accademici delle vittime da parte dell’Università di Genova, finita al centro delle contestazioni dei familiari.
Iniziati gli esami autoptici sui primi due sub
Nel pomeriggio di oggi, poco dopo le 13, sono cominciate le autopsie sui corpi di Gianluca Benedetti e Federico Gualtieri, due dei cinque sub rimasti coinvolti nella tragedia avvenuta durante un’immersione nelle acque delle Maldive.
Le operazioni si stanno svolgendo all’ospedale di Gallarate, in provincia di Varese, dove gli specialisti stanno avviando gli accertamenti medico-legali per ricostruire le cause del decesso.
Domani gli esami sugli altri tre corpi
Il lavoro dei medici legali proseguirà nella mattinata di domani, sempre nella stessa struttura ospedaliera. In programma ci sono le autopsie su Monica Montefalcone, sulla figlia Giorgia Sommacal e su Muriel Oddenino, le altre tre vittime dell’incidente subacqueo.
L’obiettivo degli accertamenti è quello di chiarire con precisione la dinamica che ha portato alla morte del gruppo, composto da professionisti e studenti universitari impegnati nell’attività subacquea.
La polemica sui profili rimossi dall’Università di Genova
Parallelamente alle indagini, si è acceso un caso legato alla scomparsa dei profili accademici di due delle vittime dal sito dell’Università di Genova. In una nota ufficiale, l’ateneo ha chiarito che non si è trattato di una cancellazione volontaria dei contenuti, ma di una procedura automatica del sistema informatico.
Secondo quanto spiegato dall’università, l’inserimento del dato relativo al decesso avrebbe attivato in automatico la non pubblicazione dei profili personali sul portale istituzionale. L’operazione viene descritta come una prassi amministrativa ordinaria, senza alcuna volontà di modificare o eliminare il percorso professionale e scientifico delle interessate.
L’ateneo ha inoltre precisato che i contributi scientifici restano comunque consultabili nelle banche dati della ricerca e negli archivi dedicati, secondo le modalità previste dalla normativa.
I familiari: “Sgomenti per la rimozione delle pagine”
Diversa la reazione dei familiari di alcune delle vittime, che hanno espresso forte perplessità per la rimozione dei profili. Gli avvocati Giuseppe Pugliese e Alessandro Albert, che rappresentano i parenti di Monica Montefalcone e della figlia Giorgia Sommacal, hanno parlato di sorpresa e disorientamento rispetto a quanto accaduto.
Secondo i legali, le missioni scientifiche alle quali la professoressa prendeva parte avevano una cadenza regolare e l’università era pienamente consapevole delle attività svolte. Hanno inoltre sottolineato come la docente fosse una figura di grande competenza e riconosciuto valore accademico, impegnata in un progetto di ricerca e non in una semplice attività turistica.
Per la famiglia, al momento la priorità resta chiarire le cause del decesso, mentre non si escludono ulteriori approfondimenti sui rapporti tra le attività svolte all’estero e l’ateneo genovese.
La posizione dei legali della famiglia Gualtieri
Anche la famiglia di Federico Gualtieri, uno dei sub deceduti, segue con attenzione gli sviluppi. Il loro legale, Antonello Riccio, ha ribadito che il giovane si trovava alle Maldive nell’ambito di una crociera scientifica insieme agli altri partecipanti.
Il difensore ha espresso l’intenzione di verificare nel dettaglio la posizione dell’Università di Genova, che – secondo quanto riferito – avrebbe preso le distanze dalla vicenda. La famiglia, tuttavia, intende approfondire ogni aspetto per comprendere con precisione il contesto in cui è avvenuto l’incidente.
Il caso della professoressa Montefalcone e le reazioni
Particolare attenzione resta concentrata anche sulla posizione di Monica Montefalcone, docente universitaria deceduta insieme alla figlia Giorgia e ad altri membri del gruppo.
Il marito della professoressa ha già manifestato in precedenza sorpresa per la rapida rimozione della pagina istituzionale dedicata alla moglie. Un gesto che ha alimentato ulteriori interrogativi tra i familiari, ora impegnati a ricostruire nel dettaglio gli ultimi giorni della missione alle Maldive.
Secondo quanto riferito dagli avvocati, la priorità condivisa da tutte le famiglie coinvolte è ora quella di accertare con chiarezza le cause della tragedia, mentre le indagini medico-legali appena avviate rappresentano il primo passo per fare luce sull’accaduto.
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