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Renzi presenta la campagna Italia Viva contro Meloni in stile Ventennio

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Renzi presenta la campagna Italia Viva contro Meloni in stile Ventennio

Instagram, @italiaviva

Giacomo Camelia di Giacomo Camelia

Nato a Carate Brianza nel 2000, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Lavoro come redattore web dal 2024. Adoro il cinema e la musica anche se la mia passione più grande riguarda lo sport, il calcio in particolare

Nei giorni scorsi, le stazioni di Roma e Milano si sono trasformate in teatri di una provocazione politica. Manifesti dallo stile vintage, quasi un tuffo nel passato del Ventennio fascista, hanno catturato l’attenzione dei passanti con slogan taglienti e ironici. Italia Viva, partito di Renzi, ha scelto questa strada per lanciare una frecciata diretta al governo Meloni, mettendo in luce, con satira pungente, alcune crepe nel presente del Paese. Dietro quel richiamo storico, c’è più di una semplice nostalgia: c’è la voglia di far discutere, scuotere e far pensare.

Tra i viaggiatori e i pendolari, i manifesti mostrano slogan che fanno leva su un passato rivisitato al contrario, usando la formula “QVANDO C’ERA LEI”. La scritta, volutamente storpiata nel font, richiama in modo evidente la propaganda fascista, ma ne rovescia i messaggi. Per esempio, “QVANDO C’ERA LEI i treni arrivavano in ritardo” sottolinea la situazione critica della rete ferroviaria italiana. Altri cartelli ironizzano sull’aumento della pressione fiscale, con “si pagavano le tasse” come sarcastico riferimento ai problemi economici di oggi. Vengono messi in evidenza anche temi come la fuga dei giovani all’estero, l’aumento del costo della vita e le difficoltà legate alla sicurezza percepita nel Paese.

Scegliere proprio le stazioni come luogo per questi manifesti è un colpo ad effetto: Italia Viva mette in mostra un quadro di disagio ben noto a chi si muove ogni giorno nelle grandi città italiane. L’iniziativa ha scatenato dibattiti e acceso un vero e proprio polverone mediatico. La reazione di Giorgia Meloni e del suo governo è stata di irritazione, segno che la provocazione ha colpito nel segno.

Il video in stile cinegiornale dell’Istituto Luce per sottolineare il messaggio

Per rafforzare il messaggio satirico, Italia Viva ha pubblicato un video sul canale YouTube di Matteo Renzi. Il filmato si ispira ai vecchi cinegiornali dell’Istituto Luce, con immagini in bianco e nero e una voce narrante solenne, che richiama quella di Guido Notari, storico speaker dell’epoca fascista. Tra parole retoriche e tono enfatico, viene raccontata un’Italia quotidiana presentata come un’“impresa eroica”, mentre scorrono immagini attuali in netto contrasto con la narrazione.

Nel video si legge: “Nella solenne stagione in cui il governo del presidente Meloni celebrava i fasti della prosperità annunciata, le famiglie italiane assistevano al magnifico spettacolo della vita quotidiana”, frase volutamente ironica che rafforza la critica ai disagi reali vissuti da molte famiglie. Il finale invita apertamente a sostenere Italia Viva, con un appello a destinare il 2×1000 al partito.

Questa operazione mediatica, giocata sull’immagine nostalgica, mira a trasformare una critica politica in un’azione di coinvolgimento elettorale, usando strumenti di comunicazione radicati nella memoria collettiva del Paese.

Palazzo Chigi e Ferrovie sotto la lente dopo la campagna del partito di Renzi

L’iniziativa di Italia Viva non è passata inosservata neppure a Palazzo Chigi. La stampa nazionale, tra cui La Stampa, ha riportato che il governo ha chiesto chiarimenti al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sui contenuti della campagna e sui temi sollevati. Anche Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni, ha rivolto domande al Gruppo Ferrovie dello Stato.

Nel frattempo, si muovono anche le pedine all’interno delle Ferrovie: presto ci sarà il passaggio di consegne tra l’amministratore delegato Donnarumma, pronto a trasferirsi in FiberCop, e il suo successore Giampiero Strisciuglio, già amministratore delegato di Trenitalia. Al suo fianco salirà di grado Giuseppe Inchingolo, capo delle relazioni istituzionali e figura chiave della Lega legata a Matteo Salvini. Questi cambiamenti mostrano come governo e partiti vogliano tenere sotto controllo settori strategici come trasporti e infrastrutture.

L’attenzione alle critiche di Italia Viva mette in evidenza un clima politico acceso, dove il dibattito su problemi infrastrutturali, fiscali e sociali resta al centro della scena italiana.

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