La guerra tra Russia e Ucraina continua a estendersi ben oltre la linea del fronte. Nelle ultime ore il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivendicato un nuovo attacco contro infrastrutture russe, sostenendo che le forze di Kiev abbiano colpito una raffineria di petrolio situata a oltre 800 chilometri dal confine ucraino.
Secondo le autorità russe, il raid avrebbe provocato anche vittime. L’episodio conferma l’intensificazione della strategia ucraina basata sull’utilizzo di droni a lungo raggio contro obiettivi energetici e militari in territorio russo.
Nel mirino la raffineria di Syzran
L’attacco avrebbe interessato la città di Syzran, nella regione russa di Samara, dove si trova un importante impianto di raffinazione del petrolio. Le autorità locali hanno riferito che due persone sono morte durante il bombardamento con droni, avvenuto a circa mille chilometri dal confine con l’Ucraina.
Il governatore regionale ha confermato su Telegram che l’area della raffineria è stata presa di mira, senza però fornire dettagli su eventuali danni alle infrastrutture. Diversa invece la versione diffusa dai media ucraini, secondo cui l’obiettivo sarebbe stato centrato e nell’impianto sarebbe scoppiato un incendio.
Zelensky: “Continueremo con le nostre sanzioni a lungo raggio”
Poco dopo, Zelensky ha commentato pubblicamente l’operazione attraverso un messaggio su Telegram, definendola una delle “sanzioni a lungo raggio” messe in atto da Kiev contro il sistema di raffinazione petrolifera russo.
Il presidente ucraino ha ringraziato le Forze per le operazioni speciali e le unità dedicate ai sistemi senza pilota per la precisione dell’attacco, sottolineando che la raffineria di Syzran si trova a più di 800 chilometri dal territorio ucraino.
Mosca: intercettati oltre cento droni ucraini
Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che durante la notte sarebbero stati abbattuti o intercettati complessivamente 121 droni ucraini in varie regioni del Paese. Negli ultimi mesi Kiev ha aumentato la frequenza delle operazioni contro le infrastrutture energetiche russe, prendendo di mira un numero crescente di raffinerie e depositi strategici.
Secondo diverse ricostruzioni, nel 2026 gli attacchi ai siti petroliferi russi sarebbero raddoppiati rispetto all’inizio dell’anno, segnale di una strategia volta a colpire le capacità logistiche ed economiche di Mosca.
Raid anche contro una sede dell’Fsb nel Kherson
Nelle stesse ore Zelensky ha rivendicato anche un’altra operazione militare, questa volta nell’area di Kherson. Il presidente ucraino ha sostenuto che le forze speciali di Kiev abbiano colpito il quartier generale dell’Fsb russo nel villaggio di Genicheska Hirka.
Secondo quanto scritto dal leader ucraino su X, il raid avrebbe provocato circa un centinaio tra morti e feriti. A corredo del messaggio è stato pubblicato anche un video che mostrerebbe il momento in cui i droni colpiscono simultaneamente alcuni edifici.
La strategia ucraina sui droni e il messaggio a Mosca
Negli ultimi mesi l’Ucraina ha investito con decisione sulle capacità offensive dei droni a lungo raggio, considerati uno degli strumenti principali per colpire obiettivi strategici lontani dal fronte.
Nel commentare le ultime operazioni, Zelensky ha ribadito che la pressione militare serve a far comprendere alla Russia la necessità di mettere fine al conflitto. Una linea che continua ad accompagnare l’escalation tecnologica e la crescente centralità delle operazioni condotte con sistemi senza pilota.
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