Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che le forze militari di Kiev hanno colpito una sede del Servizio federale per la sicurezza della Federazione Russa (FSB), ovvero i servizi segreti di Mosca, provocando ingenti danni alle forze russe.
Zelensky: “Distrutto un sistema antimissilistico”
“Una sede del FSB russo è stata colpita, e un sistema missilistico terra-aria Pantsir-S1 è stato distrutto nel nostro territorio temporaneamente occupato”, ha dichiarato Zelensky su X, allegando un video dell’attacco. Pantsir-S è una famiglia di sistemi missilistici di difesa aerea e artiglieria contraerea a corto raggio di fabbricazione russa, progettata per intercettare droni, missili da crociera e velivoli a bassa quota. “Grazie a quest’unica operazione, le perdite russe ammontano a circa cento occupanti uccisi e feriti. I russi devono sentire l’urgenza di porre fine alla guerra. Le operazioni ucraine a medio e lungo raggio continueranno a funzionare”, ha aggiunto il leader di Kiev.
Zelensky: “Ottimi risultati”
“I soldati del Centro Operazioni Speciali A dell’SSU”, ha scritto Zelensky in un post successivo, “hanno ottenuto ottimi risultati. Un quartier generale dell’FSB russo è stato colpito e un sistema missilistico terra-aria Pantsir-S1 è stato distrutto nel nostro territorio temporaneamente occupato”. Secondo Kiev, l’operazione rientrerebbe in una serie di azioni mirate contro obiettivi militari russi situati nelle aree occupate, con l’obiettivo di indebolire la capacità di controllo, comunicazione e difesa del nemico, in particolare attraverso attacchi di precisione condotti da unità speciali.
Il luogo dell’attacco
Guerra in stallo, possibile apertura diplomatica
L’ultima mossa di Kiev si inserisce in un quadro di stallo del conflitto tra i due paesi. Nonostante gli intensi bombardamenti e l’uso sempre più diffuso di droni e missili a lungo raggio, negli ultimi mesi nessuna delle due parti è riuscita ad avanzare significativamente sul campo di battaglia. Sul piano diplomatico, invece, qualcosa sembrerebbe muoversi. Secondo un’indiscrezione rilanciata dal Financial Times, l’ex presidente del Consiglio e della BCE Mario Draghi e l’ex cancelliera tedesca Angela Merkel potrebbero rappresentare il blocco europeo in eventuali futuri negoziati con Vladimir Putin. L’ipotesi riflette il crescente interesse a riaprire canali formali di dialogo con Mosca.
