La notte scorsa, 315 droni ucraini hanno invaso i cieli russi, costringendo le difese aeree di Mosca a un lavoro serrato su un fronte vastissimo, che spaziava da Belgorod e Bryansk fino alla Crimea e al Mar d’Azov. In mezzo a questa ondata, uno di quei velivoli a pilotaggio remoto è riuscito a sfuggire alle intercettazioni, atterrando nella regione di Yaroslavl e provocando un incendio in un impianto industriale. Sullo sfondo, Putin si prepara a manovre militari di grande portata, mentre la tensione tra le parti si taglia con il coltello.
Tra il 18 e il 19 maggio 2026, il ministero della Difesa russo ha annunciato un lavoro senza sosta per le sue batterie antiaeree: 315 droni ucraini sono stati intercettati e distrutti. L’attacco ha interessato una lunga serie di regioni strategiche: Belgorod, Bryansk, Voronezh, Kaluga, Kursk, Lipetsk, Novgorod, Oryol, Pskov, Ryazan, Rostov, Smolensk, Tambov, Tver, Tula, Yaroslavl, fino all’area metropolitana di Mosca, Krasnodar e territori contesi come la Crimea e il Mar d’Azov.
Il governatore di Yaroslavl, Mikhail Evraev, ha riferito che quasi tutti i droni sono stati abbattuti, ma uno è riuscito a colpire un impianto industriale, scatenando un incendio. Un segnale che, nonostante la solida difesa, qualche velivolo è riuscito a superare le linee protettive. Le forze russe hanno risposto con una combinazione di sistemi radar e missili intercettori, in una reazione coordinata e intensa. Questo episodio conferma l’aumento sia della frequenza sia della precisione degli attacchi aerei e informatici provenienti da Kiev.
Mosca lancia esercitazioni nucleari di grande portata mentre Putin è in Cina
Mentre questi scontri infuriano, la Russia ha annunciato l’avvio di esercitazioni militari su vasta scala dedicate alle forze nucleari strategiche. Dal 19 al 21 maggio 2026, migliaia di militari su tutto il territorio nazionale saranno impegnati in manovre che simulano la preparazione e l’uso di armi nucleari, in risposta a possibili minacce di aggressione.
La scelta arriva in un momento particolarmente delicato, con l’escalation degli attacchi con droni e mentre il presidente Vladimir Putin è in visita in Cina per incontri di alto livello. Queste manovre sono un chiaro segnale della crescente tensione militare e della volontà di Mosca di mostrare la sua forza strategica sullo scacchiere internazionale. Secondo il ministero della Difesa, le esercitazioni coinvolgeranno tutte le componenti chiave delle forze nucleari, mettendo alla prova la capacità di comando, controllo e la prontezza operativa in situazioni di crisi.
Dramma nei cieli sopra Mosca: droni abbattuti e minacce crescenti
Nella stessa notte, l’intensità della difesa aerea si è fatta sentire soprattutto nelle regioni attorno alla capitale. Secondo il maggiore Sergey Sobyanin della Difesa, quattro droni diretti verso Mosca sono stati intercettati e abbattuti.
Nel frattempo, altre zone limitrofe hanno visto un’attività altrettanto frenetica: 17 droni abbattuti nella regione di Voronezh, 6 sopra Kaluga e 12 nella zona di Tula. Questi numeri raccontano di un’offensiva pianificata e diffusa da parte ucraina, con l’obiettivo di colpire punti chiave nella vasta area attorno a Mosca. La risposta russa è stata pronta ed efficace, ma il numero crescente di droni in azione segna una nuova fase del conflitto, sempre più legata a tecnologia avanzata e attacchi mirati.
Fratture tra alleati: Xi Jinping mette in discussione la strategia di Putin
Sul fronte diplomatico, emergono crepe negli schieramenti tradizionali di Mosca. Secondo il Financial Times, il presidente cinese Xi Jinping, in una conversazione con il presidente Usa Donald Trump, avrebbe espresso dubbi sulla decisione di Vladimir Putin di invadere l’Ucraina, suggerendo che potrebbe pentirsene in futuro.
Pechino mantiene formalmente una linea neutrale nel conflitto, ma Xi sembra preoccupato per i costi strategici a lungo termine che la Russia sta sostenendo. La Cina resta comunque il principale partner economico e diplomatico di Mosca, ma questa apertura nei colloqui personali mostra come l’equilibrio delle alleanze stia iniziando a scricchiolare, in un contesto internazionale sempre più instabile e complesso.
