Quattro corpi di sub italiani sono stati trovati ieri nelle profondità di una grotta sottomarina alle Maldive. Ma il recupero, quello vero, è appena iniziato: oggi si prova a portarli in superficie, due alla volta, con estrema cautela. Nel frattempo, spuntano dubbi inquietanti sui permessi per le immersioni. Le autorità locali hanno avvertito che le operazioni potrebbero fermarsi, per fare chiarezza e assicurare che tutto sia in regola. La tensione resta alta, mentre cresce anche l’attesa per capire cosa sia davvero successo.
I corpi sono stati trovati nel cosiddetto terzo settore della grotta di Dhekunu Kandu, a oltre 60 metri di profondità. A individuarli è stato un team internazionale di sommozzatori esperti, coordinato da Dan Europe e supportato dalla guardia costiera e dalla polizia maldiviana. Il recupero è complicato: i passaggi stretti e il rischio di sollevare sedimenti che riducono la visibilità rendono il lavoro molto rischioso. Mohammed Hussain Sharif, portavoce del governo delle Maldive, ha spiegato che la Guardia Costiera accompagnerà le salme in superficie gradualmente, portandole prima a 7 metri di profondità. Il piano prevede due fasi: oggi il recupero di due corpi, domani degli altri due.
Permessi sotto la lente: sospese tutte le immersioni alle Maldive
Mentre si lavora al recupero, il governo maldiviano ha deciso di bloccare temporaneamente tutte le immersioni e le attività subacquee per verificare la validità dei permessi. «Stiamo controllando se tutti i documenti erano in regola», ha detto Sharif in un’intervista. Il blocco delle imbarcazioni e delle missioni è una misura cautelare, necessaria per evitare altri incidenti e fare chiarezza. Le barche coinvolte sono ferme in attesa di indicazioni, mentre prosegue l’inchiesta amministrativa.
Tecnici e soccorritori a lavoro, tra Italia e Finlandia
L’operazione di soccorso vede la collaborazione tra diversi esperti, tra cui i sommozzatori finlandesi di Dan Europe, noti per l’uso di attrezzature avanzate come rebreather e scooter subacquei. Questi strumenti consentono immersioni più lunghe e sicure in ambienti difficili come le grotte sommerse a grandi profondità. A terra è stato allestito un supporto medico d’emergenza con un medico iperbarico e una barca-ambulanza pronta a intervenire in ogni momento. La priorità resta la sicurezza di tutti gli operatori e il rispetto delle condizioni operative.
Alle Maldive la situazione resta fragile, tra il tentativo di riportare in superficie i corpi dei sub italiani e l’esigenza di fare piena luce su quanto accaduto. Le prossime ore saranno decisive sia per la missione che per le verifiche in corso.
