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Zampolli a “Il Processo al 90°”: RaiSport, era davvero il caso?!

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Paolo Zampolli

Paolo Zampolli

Andrea Eusebio di Andrea Eusebio

Mentre le indagini sul caso Epstein coinvolgono sempre più l’amministrazione Trump e il nome di Paolo Zampolli, RaiSport lo invita a “Il processo al 90′” per parlare di una possibile partecipazione italiana ai Mondiali. Un paradosso che non si può ignorare.

Il colpo di scena della serata: Zampolli a “Il processo al 90°”

Attraverso i propri profili social, RaiSport ha annunciato che questa sera, nel corso de Il processo al 90°, andrà in onda un’intervista esclusiva a Paolo Zampolli. Il tema? La possibile partecipazione dell’Italia ai prossimi Mondiali di calcio, nonostante la Nazionale sia stata eliminata dalla Bosnia nei playoff di qualificazione.

Paolo Zampolli non è un dirigente federale né un osservatore del mondo del pallone. È l’Inviato Speciale del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, imprenditore veneziano ed ex agente di modelle nella ID Models di Manhattan, attraverso cui passarono Heidi Klum, Claudia Schiffer, Melania Knauss e, secondo i file del Dipartimento di Giustizia, alcune delle ragazze finite nella rete di Jeffrey Epstein.

 

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Il contesto che RaiSport sembra non vedere

Negli ultimi mesi il nome di Zampolli è emerso con insistenza crescente nelle ricostruzioni giornalistiche più solide sul caso Epstein. Il programma di punta della Rai, Report, gli ha dedicato un lungo servizio esclusivo – a firma del giornalista Sacha Biazzo – trasmesso in prima serata e ripreso da media internazionali. Al centro, i rapporti tra Zampolli, Epstein e Melania Trump, la testimonianza della sua ex compagna Amanda Ungaro, e la sua presunta influenza sull’espulsione di quest’ultima dagli Stati Uniti tramite l’ICE, la polizia antimmigrazione dell’amministrazione Trump.

Come abbiamo ricostruito su Alanews, Zampolli avrebbe segnalato la ex compagna all’ICE, ottenendone la deportazione in Brasile e la separazione dal figlio che i due hanno in comune. Zampolli nega di aver fatto pressioni. Ma ha confermato di aver effettuato telefonate per sapere cosa stesse accadendo.

Amanda Ungaro ha rotto il silenzio raccontando vent’anni di una relazione che descrive come abusiva – fisicamente, sessualmente, psicologicamente – e sostenendo che il vero potere di Zampolli all’interno dell’amministrazione Trump passi attraverso Melania, non attraverso Donald. Un patto, lo chiama. Costruito su ciò che Zampolli sa della vera storia tra la First Lady e Epstein.

Nel frattempo, Zampolli ha querelato Fedez e Mr. Marra per le dichiarazioni sul caso Epstein, definendo le accuse infondate, una mossa che ha messo in allerta l’intera stampa italiana, la quale infatti sulla figura di Zampolli si sta muovendo con particolare cautela nonostante la spavalderia di certe dichiarazioni rilasciate dal nostro.

I Mondiali come diversivo

L’ipotesi di una partecipazione italiana ai prossimi Mondiali – che Zampolli starebbe sponsorizzando sfruttando la sua posizione di presunto “responsabile delle partnership sportive” del governo americano – non ha al momento alcuna base regolamentare concreta. L’Italia è stata eliminata. Le regole FIFA non prevedono ripescaggi di questo tipo. Si tratta, nella migliore delle ipotesi, di un’idea destinata a non materializzarsi.

Eppure è diventata, nelle ultime settimane, la notizia su Zampolli che rimbalza di più sui media italiani. Più degli Epstein Files, della deportazione di Amanda Ungaro, delle domande senza risposta su Melania e il finanziere pedofilo.

È difficile non chiedersi se questo sia un caso.

Mentre RaiSport prepara l’intervista, le domande restano

Le indagini sul caso Epstein non si fermano. Todd Blanche, nuovo procuratore generale degli Stati Uniti, ha annunciato che non verranno pubblicati ulteriori file. Tre milioni di documenti restano secretati. Decine di nomi di uomini potenti rimangono coperti. E le donne che hanno vissuto dentro quella rete continuano ad aspettare una verità che sembra sempre più lontana.

Dare a Paolo Zampolli un palcoscenico nazionale per parlare di calcio, in questo momento, non è una scelta neutrale. È una scelta editoriale. Di domande da rivolgere a Zampolli ce ne sarebbero ancora molte e no, cara RaiSport, non sono riferite a una possibile partecipazione dell’Italia ai Mondiali americani.

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