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Paolo Zampolli denuncia Fedez e Mr. Marra: “Accuse infondate sul caso Epstein”

L’imprenditore italoamericano, vicino a Trump e figura diplomatica tra USA e Italia, chiede oltre 5 milioni di euro per danni dopo le accuse nel podcast “Pulp Podcast”

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Paolo Zampolli

NikoPat1, CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons

Giacomo Camelia di Giacomo Camelia

Nato a Carate Brianza nel 2000, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Lavoro come redattore web dal 2024. Adoro il cinema e la musica anche se la mia passione più grande riguarda lo sport, il calcio in particolare

Milano, 31 marzo 2026 – Continua a infiammarsi la controversia legale che vede coinvolto l’imprenditore italoamericano Paolo Zampolli, nominato nel 2025 rappresentante speciale degli Stati Uniti per le partnership globali dal presidente Donald Trump, nei confronti di Fedez e Mr. Marra per presunta diffamazione all’interno del loro podcast “Pulp Podcast”. La querela è stata depositata presso la Procura di Milano dall’avvocato Maurizio Miculan, con una richiesta danni che supera i cinque milioni di euro.

La querela per diffamazione e il caso Epstein Files

L’episodio incriminato del podcast, andato in onda lo scorso marzo, si focalizza sugli Epstein files, un’inchiesta che ha sollevato accuse contro figure legate allo scandalo Jeffrey Epstein. In questo contesto, il nome di Zampolli è stato più volte menzionato con toni fortemente critici e, secondo l’imprenditore, ingiustificati. Nel corso della trasmissione, Fedez ha riferito a dichiarazioni attribuite a Fabrizio Corona, definendo Zampolli come colui che avrebbe “portato le signorine a Trump” e che avrebbe fatto conoscere Melania Knauss all’allora futuro presidente americano.

Zampolli respinge con forza tali affermazioni, definendole “false e gravemente diffamatorie”, e sottolinea che l’associazione al caso Epstein è stata “subdolamente insinuata” senza alcun fondamento concreto. L’imprenditore ha inoltre smentito anche le notizie riportate dal New York Times riguardo un presunto coinvolgimento nella deportazione della sua ex compagna Amanda Ungaro, madre di suo figlio, arrestata in Florida per frode. Secondo Zampolli, egli non ha richiesto alcun favore, ma si è limitato a cercare informazioni per tutelare il figlio.

Il profilo pubblico e diplomatico di Paolo Zampolli

Nato a Milano nel 1970, Paolo Zampolli si è trasferito negli Stati Uniti dove ha fondato un’importante agenzia di modelle, ID Models, e successivamente si è dedicato al settore immobiliare con la Paramount Group. La sua amicizia trentennale con Donald Trump ha portato a ruoli di rilievo, come la nomina a rappresentante speciale per le partnership globali e la designazione a diplomatico presso le Nazioni Unite per l’isola di Dominica.

La sua attività comprende anche iniziative nel campo delle energie rinnovabili e la promozione di collaborazioni internazionali tra Stati Uniti e Italia, in particolare in ambiti quali la difesa militare e l’innovazione tecnologica. La nomina di Zampolli è stata accolta come un tentativo di rafforzare i legami politici ed economici tra Washington e Roma.

La risposta legale e il diritto di cronaca

Dal fronte opposto, i legali di Fedez – gli avvocati Gabriele Minniti e Andrea Pietrolucci – hanno chiarito che il rapper ha semplicemente esercitato il diritto di cronaca, riportando contenuti basati su documenti pubblici e dichiarazioni di terzi senza aggiungere commenti personali. La difesa sostiene che l’operato dei conduttori del podcast si è mantenuto nei confini della correttezza e della verità, escludendo quindi ogni ipotesi di diffamazione.

Il caso rimane aperto e sarà oggetto di approfondimenti giudiziari, mentre la querela di Zampolli si inserisce in un contesto già complesso di relazioni internazionali e personaggi di spicco coinvolti nello scandalo Epstein.

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