Pescara, 20 aprile 2026 – Proseguono le indagini sull’omicidio di Andrea Sciorilli, il 21enne trovato senza vita nel garage del suo condominio a Vasto. Nelle ultime ore è stato fermato il padre della vittima, al termine di un lungo interrogatorio svolto presso la caserma dei carabinieri della città abruzzese. A confermare la notizia è l’avvocato difensore dell’uomo, Massimiliano Baccalà.
Il fermo dopo l’interrogatorio
L’interrogatorio, durato tutta la notte, ha portato al fermo dell’uomo, che sarebbe stato il primo a scoprire il corpo del figlio, rinvenuto con ferite da arma da taglio. La scoperta del cadavere risale a domenica pomeriggio: a trovare il giovane senza vita è stata la madre. Le indagini, che coinvolgono anche il padre, proseguono per chiarire la dinamica e i motivi dell’omicidio. I rilievi tecnici sono stati completati e il corpo di Andrea Sciorilli è stato trasferito all’obitorio di Chieti per gli esami autoptici.
Ascoltati parenti e conoscenti
Nella serata di ieri, presso la caserma dei carabinieri di Vasto, sono iniziati gli interrogatori di parenti e conoscenti del giovane. Gli investigatori hanno raccolto testimonianze per ricostruire le ultime ore di vita di Andrea e il contesto familiare. La posizione del padre, al momento unico fermato nell’ambito dell’inchiesta, è al centro dell’attenzione degli inquirenti. Le autorità mantengono riservatezza sui dettagli, in attesa di ulteriori sviluppi.
Il caso ha suscitato grande attenzione nella comunità di Vasto e nelle province limitrofe, dove si attendono aggiornamenti da parte della Procura e delle forze dell’ordine. L’omicidio ha acceso nuovamente i riflettori sulla sicurezza e sulle dinamiche familiari nelle realtà locali.
L’arma del delitto è un’ascia
È un’ascia l’arma utilizzata per l’omicidio del 21enne Andrea Sciorilli, avvenuto ieri a Vasto. La conferma è arrivata oggi durante la conferenza stampa del Procuratore Capo, Domenico Angelo Raffaele Seccia. Il padre della vittima, Antonio Sciorilli, ha già confessato il delitto ed è stato trasferito in carcere, sebbene la sua posizione giuridica sia ancora in fase di definizione. Secondo il Procuratore, la tragedia sarebbe il culmine di un clima di tensioni familiari diventate insostenibili negli ultimi tempi.
