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L’Ue mira al Buy European di Macron nel piano per l’industria

La Commissione UE presenta l’Industrial Accelerator Act: incentivi e regole per favorire prodotti europei, rafforzare la manifattura interna e tutelare settori strategici

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Il presidente francese Emmanuel Macron

Il presidente francese Emmanuel Macron | Instagram @emmanuelmacron - alanews.it

Giacomo Camelia di Giacomo Camelia

Nato a Carate Brianza nel 2000, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Lavoro come redattore web dal 2024. Adoro il cinema e la musica anche se la mia passione più grande riguarda lo sport, il calcio in particolare

Bruxelles, 10 febbraio 2026 – La Commissione Europea ha elaborato una nuova proposta normativa, l’Industrial Accelerator Act, che mira a rafforzare l’industria europea attraverso un approccio ispirato al principio del “Buy European” promosso dal Presidente francese Emmanuel Macron. L’obiettivo principale è quello di sostenere la produzione manifatturiera interna e ridurre le dipendenze esterne, in particolare da paesi come la Cina, senza però erigere barriere nel mercato unico.

Rafforzare l’industria europea con la preferenza “made in EU”

Nel testo predisposto dal team del commissario per l’Industria, Stéphane Séjourné, si introduce per la prima volta il concetto di preferenza europea come strumento di politica industriale. Questa preferenza si applicherà soprattutto in presenza di fondi pubblici: appalti, incentivi e schemi di sostegno dovranno privilegiare prodotti fabbricati nell’Unione Europea, con particolare attenzione ai settori più esposti alla concorrenza internazionale, come l’acciaio, l’automotive, le industrie energivore e quelle green.

La bozza del regolamento, che supera le 100 pagine, prevede l’introduzione di soglie minime obbligatorie di contenuto “made in EU” e “made in EU low-carbon”, senza però fissare percentuali precise. Per le tecnologie a zero emissioni nette – spaziando dal solare all’eolico, dal nucleare all’idrogeno – gli enti pubblici saranno chiamati a orientare gli acquisti prioritariamente verso prodotti europei. Rimane comunque un margine di flessibilità per partner terzi che garantiscano un accesso simmetrico al mercato europeo.

L’ispirazione al principio del “Buy European” di Macron

Sul fronte degli investimenti, il piano europeo introduce una stretta significativa: è previsto uno screening obbligatorio per le operazioni superiori a 100 milioni di euro nei settori strategici emergenti, limiti al controllo extra-Ue (con una soglia massima del 49%), obbligo di joint venture con imprese europee e vincoli stringenti su know-how e proprietà intellettuale.

Inoltre, gli investitori esteri dovranno destinare almeno l’1% del fatturato a ricerca e sviluppo all’interno dell’Unione e assicurarsi che almeno il 50% delle forniture provengano da produzioni europee. Queste misure sono state pensate per difendere le industrie strategiche, considerate fondamentali per la sicurezza economica e la stabilità sociale dell’UE, e rappresentano un passo decisivo verso la sovranità industriale del continente.

La proposta di regolamento, ispirata al principio del “Buy European” promosso dal Presidente francese Emmanuel Macron, è attesa entro il 25 febbraio e sarà soggetta a ulteriori modifiche nel corso delle consultazioni istituzionali. Bruxelles intende, con questo nuovo piano, riportare la produzione manifatturiera europea ad almeno il 20% del valore aggiunto lordo entro il 2030, catalizzando risorse pubbliche verso un’industria più verde e tecnologicamente avanzata, in linea con le ambizioni di sostenibilità e competitività globale dell’Unione Europea.

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