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Dl Sicurezza, via libera dal Consiglio dei Ministri: tutte le misure

Il nuovo decreto sicurezza prevede un registro separato per i reati commessi con causa di giustificazione e introduce restrizioni per chi ha condanne gravi, tra cui il divieto di partecipazione a manifestazioni pubbliche

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Il ddl sicurezza torna alla Camera

Il ddl sicurezza torna alla Camera | Pixabay @YinYang - alanews

Alessandro Bolzani di Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro Bolzani e sono nato a Vigevano nel 1991. Sono un giornalista pubblicista e dal 2018 collaboro con l'agenzia media Alanews, per la quale ho curato la realizzazione di articoli per importanti realtà editoriali. Sono appassionato di scrittura creativa e nel 2024 ho pubblicato il romanzo urban fantasy "Cronache dei Mondi Connessi - I difensori del parco" con la casa editrice PAV Edizioni. Alcuni dei miei scritti sono stati pubblicati anche sulla rivista Weirdbreed.

Roma, 5 febbraio 2026 – Il Consiglio dei Ministri si è riunito nel pomeriggio del 5 febbraio, a pochi giorni dagli incidenti verificatisi a Torino durante il corteo di Askatasuna. Dopo una lunga fase di confronto tra maggioranza e Quirinale, culminata lunedì scorso in una riunione a Palazzo Chigi, il governo ha dato il via libera a un decreto legge e a un disegno di legge, rispettivamente composti da 33 e 29 articoli. La premier Giorgia Meloni ha sottolineato sui social che l’obiettivo è costruire “uno Stato che non gira la testa dall’altra parte, che difende chi ci difende e restituisce sicurezza e libertà ai cittadini”.

Misure per ordine pubblico, criminalità e immigrazione

Il pacchetto sicurezza mira a intervenire su diversi fronti: dall’ordine pubblico alle manifestazioni, dalla criminalità giovanile all’immigrazione. Le norme prevedono strumenti per fermare preventivamente chi potrebbe generare violenze durante i cortei, restrizioni sui coltelli per i minorenni, tutele per agenti e cittadini, e l’istituzione di zone rosse in aree caratterizzate da episodi di illegalità.

Fermo preventivo fino a 12 ore

Tra le novità più rilevanti c’è la possibilità per gli agenti di trattenere fino a 12 ore nei propri uffici persone ritenute pericolose in vista di manifestazioni pubbliche. Il decreto definisce che il fermo può basarsi su elementi concreti, come il possesso di armi, petardi, caschi, strumenti che ostacolano il riconoscimento della persona o precedenti penali per reati commessi durante manifestazioni negli ultimi cinque anni.

Il ruolo del pubblico ministero nel rilascio

Il provvedimento stabilisce che il pubblico ministero viene informato immediatamente del fermo e può ordinare il rilascio della persona se non sussistono le condizioni previste. Anche il momento del rilascio deve essere comunicato tempestivamente al pm.

Piantedosi: “Il fermo non è liberticida”

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato che la misura non limita ingiustamente la libertà personale: “In altri ordinamenti esiste già. Il rapporto con l’autorità giudiziaria garantisce che, se non ricorrono le condizioni, la persona venga liberata”, ha precisato, ricordando i limiti costituzionali della restrizione della libertà.

Zone rosse per aree ad alto rischio

Il decreto amplia la possibilità per i prefetti di istituire zone rosse, vietando l’accesso a soggetti segnalati per reati contro la persona, droga o porto d’armi in zone dove si verificano episodi gravi e ripetuti di illegalità.

Daspo urbano potenziato

Per contrastare le violenze nei centri urbani, viene rafforzato il daspo urbano, con divieto di accesso a chi è denunciato o condannato per reati commessi durante manifestazioni. Il questore può imporre la comparizione nei giorni di cortei e il mancato rispetto delle prescrizioni comporta pene da 4 mesi a un anno.

Fatti che attivano il Daspo

Il divieto riguarda circa una dozzina di reati, tra cui terrorismo, devastazione, saccheggio, incendi, atti violenti contro istituzioni, agenti, sanitari, arbitri o altri soggetti che garantiscono la regolarità di eventi pubblici e sportivi.

Scudo penale per cittadini e forze dell’ordine

Il decreto prevede un registro separato per fatti commessi in presenza di cause di giustificazione come legittima difesa o adempimento di un dovere. Il pubblico ministero decide se iscrivere la persona nel registro degli indagati, garantendo comunque le tutele difensive.

Sanzioni per manifestazioni non autorizzate

Le manifestazioni senza preavviso al questore saranno soggette a multe più severe. Lo stesso vale per cortei che deviano dall’itinerario previsto, creando rischi o intralci ai soccorsi. Piantedosi ha sottolineato che le misure puntano a responsabilizzare chi organizza eventi pubblici.

Tolleranza zero sui coltelli

Il decreto stabilisce il divieto assoluto di porto di coltelli facilmente occultabili con lama superiore ai 5 centimetri, punito con 1-3 anni di reclusione. Il divieto si applica anche a strumenti più lunghi, con pene da 6 mesi a 3 anni. I prefetti possono applicare sanzioni accessorie, mentre per i minorenni le multe ricadono sui genitori.

Vendita di coltelli ai minorenni vietata

È vietata la vendita di coltelli ai minorenni, con sanzioni da 500 a 3.000 euro, che possono arrivare fino a 12.000 in caso di reiterazione. Gli esercenti devono registrare le vendite in un registro elettronico, pena multe fino a 10.000 euro.

Ingressi vietati per fabbricazione di esplosivi

Il decreto stabilisce il divieto di ingresso in Italia per chi ha commesso reati legati alla fabbricazione di esplosivi o alterazione di armi non riconosciute, estendendo l’arresto facoltativo in flagranza e il divieto di porto di armi e strumenti da punta e taglio.

Deroghe per i centri migranti fino al 2028

Il Viminale potrà operare fino al 31 dicembre 2028 in deroga alla normativa vigente per potenziare i centri di accoglienza e trattenimento dei migranti. Sarà possibile notificare atti anche tramite posta elettronica certificata.

Cooperazione obbligatoria degli stranieri detenuti

Stranieri detenuti o internati nei Cpr devono collaborare all’identificazione, fornendo dati su età, cittadinanza e Paesi di soggiorno. Il mancato adempimento influisce sulla valutazione di pericolosità prevista per l’espulsione. Piantedosi ha annunciato anche l’esame del disegno di legge sull’immigrazione, inclusa la possibilità del cosiddetto blocco navale.

Fondo da 50 milioni per la sicurezza delle stazioni

Il decreto istituisce un fondo da 50 milioni di euro, frutto di un accordo tra Viminale, Ministero dei Trasporti e Gruppo FS, destinato al rafforzamento dei sistemi tecnologici di controllo e videosorveglianza nelle stazioni ferroviarie e nelle aree circostanti.

Confisca di veicoli per traffico di stupefacenti

Tra le misure previste, la confisca dei veicoli utilizzati per produzione e traffico di droga. I beni, registrati o meno, possono essere sequestrati come misura accessoria.

Misure contro il disagio giovanile

Il pacchetto comprende anche un disegno di legge con misure di prevenzione del disagio giovanile. Verrà istituita una “rete territoriale dell’alleanza educativa per le famiglie”, in collaborazione con scuole, centri sportivi e centri per la famiglia, con finanziamenti dedicati.

Prevenzione di fenomeni violenti storici

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha ricordato l’esperienza delle Brigate Rosse, sottolineando l’importanza della prevenzione per evitare il ripetersi di simili episodi di violenza contro le forze dell’ordine.

Posizioni politiche sul pacchetto sicurezza

Il pacchetto sicurezza è stato al centro di una riunione di maggioranza a Palazzo Chigi. La premier Meloni ha invitato le opposizioni a presentare una risoluzione unitaria, ma Movimento Cinque Stelle e Pd hanno criticato l’iniziativa come strumentale. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha invece ribadito che il provvedimento rispetta pienamente le norme costituzionali.

Per approfondire: Fermo preventivo, cos’è e perché divide il governo

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