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Garlasco, pm del “sistema Pavia” rinunciano ai fascicoli: pm e procuratore divisi

Le divergenze tra magistrati a Brescia evidenziano le sfide nella gestione delle indagini sul caso Garlasco, con riflessi sull’efficacia e la trasparenza del sistema giudiziario

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I pm di Brescia insistono sul sistema Pavia

I pm di Brescia insistono sul sistema Pavia | ANSA / FILIPPO VENEZIA - alanews

Giacomo Camelia di Giacomo Camelia

Nato a Carate Brianza nel 2000, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Lavoro come redattore web dal 2024. Adoro il cinema e la musica anche se la mia passione più grande riguarda lo sport, il calcio in particolare

Brescia, 3 febbraio 2026 – Continua a suscitare attenzione la gestione dei fascicoli relativi al caso Garlasco presso la Procura di Brescia, dove si è registrata una netta divergenza di vedute tra le sostitute procuratrici e il procuratore capo. Il nodo della questione riguarda i criteri selettivi adottati per l’analisi del materiale sequestrato, più che il merito stesso dell’inchiesta.

Divergenze sulla gestione dei fascicoli nel “Sistema Pavia”

Le pm Claudia Moregola e Chiara Bonfadini hanno formalmente richiesto di rinunciare ai fascicoli d’indagine connessi al caso Garlasco, in particolare quelli relativi alle indagini su presunte irregolarità riguardanti l’ex procuratore aggiunto di Pavia Venditti e al cosiddetto “sistema Pavia”. Secondo quanto riferito, la decisione è motivata da un’incompatibilità di vedute con il procuratore capo di Brescia, Francesco Prete. La divergenza non riguarda dunque la sostanza delle indagini, bensì le modalità di selezione e ricerca del materiale contenuto nei dispositivi sequestrati.

Il procuratore Prete ha accolto la richiesta delle due magistrate, procedendo alla riassegnazione dei fascicoli ai sostituti procuratori Alessio Bernardi e Donato Greco, i quali ora proseguiranno le indagini.

Il contesto e l’importanza del caso Garlasco

Il comune di Garlasco è stato al centro di un’indagine giudiziaria di alto profilo. Le indagini attuali si inseriscono in un più ampio quadro di accertamenti su presunte corruzioni e irregolarità all’interno del sistema giudiziario pavese. La vicenda ha suscitato notevole interesse pubblico e mediatico, data la complessità e la rilevanza degli atti giudiziari coinvolti.

La Procura di Brescia, guidata dal procuratore Francesco Prete, figura di grande esperienza nel diritto penale contemporaneo, ha quindi avviato una riorganizzazione interna per garantire un proseguimento efficace e trasparente delle indagini, nonostante le divergenze tra i magistrati coinvolti.

L’istanza di rinuncia ai fascicoli da parte delle pm Moregola e Bonfadini rappresenta un passaggio significativo nella gestione dell’inchiesta, sottolineando le difficoltà operative che talvolta emergono nel coordinamento di indagini complesse. I nuovi assegnatari dei fascicoli dovranno ora proseguire con rigore e attenzione, in un contesto di forte pressione istituzionale e mediatica.

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