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Dal record di Bad Bunny alla protesta anti-ICE: i Grammy 2026 raccontano gli Usa

Il rapper portoricano, premiato ai Grammy per l'album dell'anno, ha usato parole dure contro l’agenzia federale statunitense

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Bad Bunny riceve il Grammy per l'album dell'anno

Bad Bunny riceve il Grammy per l'album dell'anno | EPA/CHRIS TORRES - Alanews.it

Alessandro Bolzani di Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro Bolzani e sono nato a Vigevano nel 1991. Sono un giornalista pubblicista e dal 2018 collaboro con l'agenzia media Alanews, per la quale ho curato la realizzazione di articoli per importanti realtà editoriali. Sono appassionato di scrittura creativa e nel 2024 ho pubblicato il romanzo urban fantasy "Cronache dei Mondi Connessi - I difensori del parco" con la casa editrice PAV Edizioni. Alcuni dei miei scritti sono stati pubblicati anche sulla rivista Weirdbreed.

La notte dei Grammy 2026 si è chiusa con un’immagine destinata a far discutere: Bad Bunny sul palco di Los Angeles, premio in mano, mentre lancia un messaggio politico che accende la platea e infiamma il dibattito negli Stati Uniti. Il rapper portoricano, 31 anni, è stato il protagonista assoluto della serata: ha conquistato il Grammy più ambito, quello per l’album dell’anno, diventando il primo artista a vincerlo con un disco interamente in lingua spagnola. “Debí Tirar Más Fotos” ha sancito definitivamente l’ascesa globale del reggaeton e della trap latina, portati in poco più di un decennio ai vertici del pop mondiale.

Oltre al premio principale, Bad Bunny ha ricevuto anche quello per il miglior album di musica urbana, accolto da una lunga standing ovation. È solo la seconda volta che un album completamente in spagnolo viene nominato nella categoria più prestigiosa, dopo “Un Verano Sin Ti”, sempre firmato da lui nel 2023.

Kendrick Lamar domina le categorie rap

Ampio spazio anche per Kendrick Lamar, che ha raccolto numerosi riconoscimenti durante la sessantottesima edizione dei Grammy Awards, presentata dal comico Trevor Noah. Il rapper statunitense ha vinto il premio per la registrazione dell’anno grazie a un brano realizzato in duetto con la cantante R&B SZA, riconosciuto per l’eccellenza della produzione.

Lamar ha inoltre trionfato con il suo sesto album solista “GNX”, premiato come miglior album rap, e con “TV Off”, miglior canzone rap. A questi si sono aggiunti i riconoscimenti per la miglior performance rap, per la collaborazione con i Clipse in “Chains & Whips” e per la migliore performance rap melodica, completando una serata particolarmente ricca.

Lady Gaga, Olivia Dean e i Grammy dedicati al pop

Nel panorama pop, Lady Gaga ha ottenuto il Grammy per il miglior album pop vocale con “Mayhem”, mentre il premio per la miglior performance pop solista è andato a Lola Young per “Messy”. Il suo discorso di ringraziamento ha richiamato in modo ironico e leggero lo spirito della canzone, conquistando il pubblico presente in sala.

Steven Spielberg diventa artista EGOT

Tra i momenti più sorprendenti della cerimonia c’è stato il primo Grammy vinto da Steven Spielberg. A 79 anni, il regista ha ricevuto il premio come produttore del miglior film musicale per “Music for John Williams”, condividendo il riconoscimento con gli altri produttori e con il regista Laurent Bouzereau.

Con questo traguardo Spielberg entra ufficialmente nel ristretto gruppo degli artisti EGOT, ovvero coloro che hanno vinto Emmy, Grammy, Oscar e Tony Award, un risultato rarissimo nell’industria dell’intrattenimento americano.

Il Dalai Lama premiato per un audiolibro

Un altro riconoscimento simbolico è andato al Dalai Lama. Il leader spirituale tibetano, 90 anni, ha vinto il suo primo Grammy nella categoria audiolibri grazie a “Meditazioni: Riflessioni di Sua Santità il Dalai Lama”. In un messaggio diffuso sui social, ha espresso gratitudine e umiltà per il premio ricevuto a Los Angeles.

Premio Nobel per la pace e figura centrale della causa tibetana, il Dalai Lama vive in esilio in India ed è considerato un nemico dalle autorità cinesi, elemento che ha conferito al riconoscimento anche un forte valore simbolico.

Grammy e protesta contro l’ICE

L’edizione 2026 dei Grammy si è svolta in un clima politico teso, coincidente con la campagna di espulsioni di massa avviata dall’amministrazione Trump. Questo contesto ha spinto molti artisti a prendere posizione contro l’ICE, l’agenzia statunitense per l’immigrazione.

Attivisti hanno lavorato per giorni affinché le celebrità indossassero spille di protesta durante gli eventi collaterali e la cerimonia. Sul palco e sul red carpet sono apparsi simboli e messaggi espliciti, trasformando la serata in una piattaforma di dissenso culturale.

Le voci degli artisti contro la stretta sull’immigrazione

Billie Eilish, Finneas e Carole King hanno mostrato apertamente il loro sostegno alla protesta, così come Justin e Hailey Bieber, solitamente lontani dal dibattito politico. Eilish ha aperto il suo discorso per la canzone dell’anno con una frase diventata virale: “Nessuno è illegale su una terra rubata”.

Gloria Estefan, parlando nel backstage, ha espresso paura e smarrimento per la situazione politica, citando la presenza di centinaia di bambini nei centri di detenzione. Olivia Dean, premiata come miglior artista emergente, ha ricordato le proprie origini familiari legate all’immigrazione, sottolineando che queste storie “meritano di essere celebrate”.

“ICE out”: il messaggio finale di Bad Bunny ai Grammy

Il momento più esplicito è arrivato ancora una volta da Bad Bunny. Ritirando il premio per il miglior album di musica urbana, il rapper ha interrotto i ringraziamenti per lanciare un messaggio diretto: “ICE out”. Tra gli applausi, ha aggiunto parole forti a difesa dei diritti degli immigrati, affermando che non sono “selvaggi, animali o alieni”, ma esseri umani e americani.

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