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Crans-Montana, la rivelazione: “Nessun controllo negli ultimi 5 anni”

Le indagini sulla strage a Crans-Montana rivelano gravi lacune nei controlli antincendio e sollevano interrogativi: gli aggiornamenti

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Crans-Montana: proseguono le indagini

Crans-Montana: proseguono le indagini | ANSA/ BENOIT GIROD - alanews

Federico Liberi di Federico Liberi

Laureato in Psicologia e Processi Sociali, sono sempre stato affascinato dalla scrittura. Dal 2023 lavoro nel mondo del copywriting dove mi occupo, oltre che di viaggi, salute, attualità e molto altro, di due delle mie passioni più grandi: il calcio e il tennis.

Crans-Montana, 7 gennaio 2026 – La tragedia che ha colpito la stazione sciistica svizzera di Crans-Montana la notte di Capodanno, con l’incendio nel locale “Le Constellation” che ha causato la morte di 40 giovani e il ferimento di oltre cento persone, continua a far emergere inquietanti dettagli sulle carenze in materia di sicurezza e sulle responsabilità dei gestori.

Crans Montana, la rivelazione: mancati controlli antincendio negli ultimi cinque anni

Il Comune di Crans-Montana ha ammesso ufficialmente che negli ultimi cinque anni non sono stati effettuati controlli antincendio presso il bar “Le Constellation”, teatro della strage. Lo ha comunicato in una nota, precisando che dopo i lavori realizzati nel 2015 dal proprietario – che aveva costruito una veranda e apportato modifiche interne – erano stati eseguiti alcuni controlli tra il 2016 e il 2019, con richieste di adeguamenti specifici in materia di prevenzione incendi. Successivamente, però, non risultano ispezioni tra il 2020 e il 2025, un intervallo di tempo cruciale che ha lasciato il locale privo di verifiche fondamentali. I rapporti di quegli anni indicavano una capienza massima di 100 persone per piano, sia al piano terra che nel seminterrato.

La posizione dei gestori e le accuse della Procura

I coniugi francesi Jacques e Jessica Moretti, proprietari del locale dal 2015, sono stati formalmente indagati dalla Procura cantonale del Vallese per omicidio, lesioni e incendio colposi. Nonostante le accuse, non sono stati sottoposti a misure cautelari in quanto non sussistono, al momento, elementi che facciano temere un loro tentativo di fuga o di inquinamento delle prove. In un comunicato diffuso attraverso i media svizzeri, i Moretti hanno espresso il loro dolore per la tragedia e assicurato la piena collaborazione con gli inquirenti, affermando di non voler sottrarsi alle responsabilità: “Siamo devastati, sopraffatti dal dolore. I nostri pensieri sono rivolti alle vittime e alle loro famiglie”.

Crans-Montana: le falle strutturali e i dubbi sulle norme di sicurezza

Le indagini tecniche, ancora in corso, stanno cercando di ricostruire la dinamica del rogo, partito da fontane pirotecniche inserite nelle bottiglie di champagne agitate durante i festeggiamenti. Le fiamme si sono propagate rapidamente a causa del materiale sintetico ignifugo installato per migliorare l’acustica, che tuttavia ha dimostrato una scarsa resistenza al fuoco. Le immagini raccolte testimoniano anche il mancato funzionamento dell’impianto antincendio e la difficoltà di fuga per la calca che si è formata nella scala di collegamento tra il seminterrato e il piano terra, la cui ampiezza, secondo alcuni testimoni, era stata ridotta dopo una ristrutturazione.

Un ulteriore elemento critico riguarda l’unica uscita di sicurezza dell’interrato, che nel 2023 sarebbe stata chiusa a chiave per limitare l’ingresso non autorizzato e impedire l’uscita senza pagamento, come hanno riferito ex dipendenti. Nel momento dell’incendio, un soccorritore ha dovuto forzarla per permettere la fuga di alcune persone.

La normativa svizzera e i controlli comunali

La Svizzera adotta prescrizioni federali in materia di sicurezza antincendio, ma la responsabilità dei controlli è demandata ai singoli Cantoni e ai Comuni. Nel caso di Crans-Montana, la legge 540.1 del Cantone Vallese, aggiornata nel 2024, assegna ai Comuni il compito di verificare il rispetto delle normative. Il presidente del consiglio comunale, Nicolas Féraud, ha dichiarato alla televisione svizzera Rts di essere convinto che non ci sia stata negligenza, ma ha ammesso che il disastro evidenzia la necessità di rivedere le procedure e le norme di controllo degli esercizi pubblici.

Il Comune ha inoltre reso noto che il proprietario aveva presentato un progetto per ampliare la veranda pochi giorni prima della tragedia, con un aumento della superficie da 44 a 74 metri quadrati e la rimozione di un’uscita laterale, mentre l’ingresso principale mostrava caratteristiche non conformi alle normative di sicurezza, come la porta che si apriva verso l’interno anziché verso l’esterno.

Le indagini proseguono per accertare tutte le responsabilità, mentre la comunità locale e internazionale continua a elaborare il lutto e a chiedere risposte sulla più grave tragedia legata a un incendio in un locale pubblico nella storia recente della Svizzera.

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