A Sion è iniziato l’interrogatorio che mette di fronte Jacques e Jessica Moretti, proprietari del locale notturno Constellation di Crans-Montana, teatro del rogo di Capodanno in cui hanno perso la vita 41 giovani. Un’audizione complessa, aperta poco dopo le 8.30, alla presenza della procuratrice generale aggiunta del Vallese Catherine Seppey e di un numero molto elevato di legali delle parti civili. Tra loro anche il rappresentante incaricato dal Governo italiano, segno della dimensione internazionale assunta dall’inchiesta.
Le domande degli inquirenti ai Moretti
Nel corso dell’udienza vengono ricostruiti i punti ancora da chiarire sulla gestione della serata e sulle condizioni di sicurezza all’interno del Constellation prima dell’incendio. Al centro dell’attenzione ci sono le modalità organizzative dell’evento, la formazione del personale e le decisioni prese quella notte, comprese quelle relative alla gestione delle vie di fuga.
Gli avvocati delle parti civili hanno evidenziato diversi aspetti considerati critici, come la chiusura delle porte di sicurezza e la presenza di un solo accesso per l’ingresso e l’uscita dei clienti. Sotto esame anche gli eventuali profili economici e quelli legati alla normativa antiriciclaggio. L’obiettivo dell’interrogatorio è confrontare le versioni dei due coniugi, ascoltati insieme per la prima volta dopo l’analisi delle immagini interne e delle testimonianze raccolte nelle fasi precedenti dell’indagine.
La posizione della difesa
Secondo la difesa di alcune delle persone coinvolte nel procedimento, l’udienza rappresenta un passaggio decisivo per verificare la coerenza tra gli elementi documentali e le ricostruzioni fornite dagli imputati. I legali delle vittime sottolineano come questo confronto diretto possa contribuire a chiarire aspetti rimasti ancora oscuri della vicenda.
È stato inoltre ricordato come l’organizzazione dell’udienza comporti un impegno significativo anche in termini di risorse, con costi rilevanti per il sistema giudiziario. Nonostante ciò, le parti civili ritengono fondamentale procedere senza ulteriori ritardi per arrivare a una ricostruzione completa dei fatti.
Le parole di Jessica Moretti in apertura
All’inizio dell’interrogatorio, Jessica Moretti ha rilasciato una dichiarazione spontanea respingendo le accuse e difendendo il proprio operato. La proprietaria del locale ha affermato che nei loro confronti sarebbero state diffuse informazioni non corrispondenti alla realtà, sostenendo di sentirsi profondamente colpita dalle conseguenze della vicenda.
La donna ha ribadito la volontà di collaborare con gli inquirenti e ha ricordato di aver sempre risposto alle domande degli investigatori nel corso dell’inchiesta. Ha inoltre espresso dispiacere per l’aggressione subita insieme al marito nei mesi successivi alla tragedia, dichiarandosi disponibile a incontrare le famiglie delle vittime e riferendo di aver già scritto loro una lettera, senza però entrare nei dettagli del contenuto.
Il dolore delle famiglie e la replica dei parenti delle vittime
Alla dichiarazione della Moretti ha fatto seguito una dura reazione da parte dei familiari delle vittime presenti in aula. In particolare, la madre di uno dei ragazzi morti nel rogo ha contestato le parole della proprietaria del Constellation, respingendo il paragone tra il proprio dolore e la situazione descritta dagli indagati.
Secondo la donna, il significato di “essere distrutti” non può essere paragonato alla possibilità di continuare una vita quotidiana normale, tra lavoro e famiglia. Le sue parole hanno riportato al centro dell’attenzione il dolore ancora vivo delle famiglie, a oltre un anno dalla tragedia, in un’aula in cui il confronto tra le parti resta segnato da forte tensione emotiva.
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